Il Bring Team non lascia scampo, il suo show è il festival della tripla

di Redazione 0

LeBron e Anhtony hanno chiuso definitivamente la partita con l’Argentina che aveva battuto il Dream team di Atene e sono favoritissimi con la Spagna nella finale di domenica contro il Dream team che si congeda dalle Olimpiadi  con una formazione dell’altro mondo, che punta più sul tiro da 3 che da 2.

Tripudio spagnolo, nelle interviste  gli speakers ufficiali sono Navarro e il grande sakem Pau Gasol che il coach degli Stati Uniti mette fra i primi 5 giocatori del mondo oscurato Sergio Scariolo (alias “el italiano”) che  sarebbe stato trucidato in caso di sconfitta dimenticando i due titoli europei che nessun allenatore spagnolo aveva conquistato, anche se la Spagna ha deluso nel mondiale quando gli usa erano abbordabili e spesso non gioca in stile “furie rosse” come nel secondo tempo di venerdì. E come nello stile della sua travolgente squadra di calcio che ci ha dato una lezione nella finale dell’europeo, quello della storia del biscotto che è piaciuto alla stampa spagnola che ha creato una reazione di sdegno a catena dal quale è difficile uscirne fuori. Ci ha pensato Juan carlo navarro, il grande capitano, e rimettere le cose a posto dopo che la Spagna sul punto di crollare, sotto 13 punti, ha vinto con un bombardamento che ha avuto per protagonista Josè Calderon, una delle scelte di Scariolo e che non ha giocato la finale dello scorso anno, quando l’allenatore era Garcia Reneses detto Aito. Il terzo tempo è stato anche quello del bombardamento americano contro un’Argentina di tutto rispetto, con Manu Ginobili all’altezza della sua fama, la forza d’urto dell’ariete Scola e di  Carlos Delfino che come Manu è stato lanciato dal campionato italiano.

E’ la terza finale per la Spagna, la prima a Los Angeles, a sorpresa con grande Antonio Diaz Miguel, il grande trasvolatore, la seconda a Pechino, la terza con Sergio Scariolo che chiuderà  lasciando a Xavi Pascual con un eccellente palmares e non potrà essere ignorato dopo le qualificazioni europee con uno scomodossimo part-time di Simone Pianigiani che ha anche dei costi e non è nelle tesi di Gianni Petrucci per il quale, giustamente, il CT deve essere un super-partes e deve aver tagliato il cordone ombelicale con la sua storia di club. Penso che ci saranno delle valutazioni dentro la Fip al di là del contratto per un altro anno, perché come ha fatto con Siena a maggior ragione Pianigiani può pensare di scioglierlo con un anno d’anticipo avendo avuto totale fiducia dalla Federbasket e protezione il giorno che ha accusato i giocatori in Tv mentre la squadra perdeva. Potrebbe entrare in gioco anche Ettore Messina,  non diciamo per favore però che il part-time è necessario perché non abbiamo soldi, piuttosto risparmiamo su altre cose, vedi i gadget per l’attività giovanile perché la promozione non sono i diari e i gagliardetti e le magliette ma una nazionale che vince. E chi ci entra, diventa campione a livello internazionale.

Dal ’76 ad oggi gli usa hanno vinto  6 volte e perso 2, non andarono a Mosca per il boicottaggio anti-sovietico nell’Olimpiadi del primo dei due argenti azzurri. Hanno vinto a Montreal, Los Angeles, Barcellona, Atlanta, Sydney, Pechino, ritengo che vinceranno anche stavolta perché la Spagna è una squadra rispettabilissima, di alto livello, come l’Argentina, ma non ha le armi per contrastare la squadra che non ha il miglior centro, ma il miglior play e radar  (Chris Paul, uno Stockton con più atletismo), il miglior tuttofare (sua maestà Lebron), i migliori tiratori da 3 punti al mondo (Durant, Anthony e Kobe, senza trascurare Love che qui gioca sotto) specie se devono colpire al tiro da 3 più corto della NBA,  per cui si spiega perché anche con gli argentini ha tirato più da 3 punti che da 2, 42 tiri (con 18 canestri, solo perché per due tempi hanno tirato male) contro 39. Questo perché la FIBA è arrivata in ritardo e deve cambiare, anche se ci pensano loro gli americani a levarsi di torno dopo questi Giochi sulla spinta dei proprietari-falchi, come Mark Cuban di Dallas, il quale non vuole ingozzare i signori del CIO con i suoi investimenti.  Credo proprio che la FIBA dovrà fare qualcosa, se vorrà avere il Dream Team almeno ai mondiali, a cominciare da Madrid fra due anni.

Gli Usa  quando hanno vinto  imbattuti, hanno finito anche il girone eliminatorio di 5 gare sempre imbattuti tranne ad Atene, la squadra dove si affacciavano un certo Anthony e un certo james, quando persero dai portoricani 92-73 e dalla Lituania, e fu il preludio della sconfitta in semifinale con l’Argentina per 89-81 dopo aver battuto in semifinale la Spagna che può entrare nella leggenda solo battendo gli usa in questa finale, perché con le finali perse si sta fuori dagli albi d’oro e dall’immaginario delle grandi formazioni sportive, con tutto il rispetto. Non mi sembra, infatti, che al di fuori dell’Italia si citi la nazionale dei due argenti, tantomeno quella di Recalcati e a torto perché arrivare a un argento con una squadra senza giocatori di grande pedigree è davvero un’impresa maggiore di quella moscovita di Meneghin.  Con tutto il rispetto, naturalmente, per Superdino, coach Gamba e chi ha sudato per quel traguardo.

Le due sconfitte dal ’76 sono quella di Seul con i sovietici (82-76) e non in finale, e poi quella di Atene che è stata riscattata dal Dream Team di pechino, il Reedem Team, mentre questo Bring Team venerdì sera ha chiuso definitivamente la partita con gli argentini, battuti due volte nel torneo, e distanziati da un margine alla fine netto, che marca le distanze in maniera inequivocabili fra questa squadra ultramotivatissima, anche simpatica, tranne per certe forzature e falli plateali di Melo Anthony, a con LeBron James fa capire che questo gioco è un’arte bellissima, come la musica o il balletto. Si chiude a Londra il ciclo della grande argentina perché gli anni verranno allo sconto quanto prima, anche se la chiusura ufficiale sarà ai Mondiali di Madrid fra due anni. Merito della Francia averla battuta, risultato inosservato, per questo la Francia era imbelvita per le chiacchiere sul biscotto che, ripeto, meritavano un intervento dei signori dello sport. Mentre in tribuna abbiamo visto solo, più volte, David Stern e la sua signora, sempre uguali, sorridenti, e ne approfittiamo per ringraziarli e conoscendoli, per mandargli i saluti.

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