La Tv olimpica ha bocciato le giurie

di Redazione 1

Non è piaciuto a nessuno l’arbitraggio della finale di basket Usa-Spagna, bisogna guardare al merito e non alla nazionalità.

Parentesi olimpica chiusa, e per noi che seguiamo anche televisivamente la pallacanestro, è veramente una parentesi. Perché pur nella normalità di mezzi televisivi non esagerati nella quantità ( in molte partite Nba ed Europee si sono viste dotazioni molto superiori), si é vista una qualità ed un’attenzione ai dettagli molto lontane dalle nostre. Paradossalmente, dopo aver implementato il numero di punti di vista mediante aggiunte di telecamere remotate e non ed altrettanti replay, nella finale si sono viste pochissimo. Questo perché, e lo abbiamo detto enne volte, se la partita é bella ed intensa non c’é bisogno ( e il tempo) di esagerare con stacchi e replay. Devi essere bravo a cogliere i tempi giusti, se vuoi far vedere qualcosa oltre al “live”.

Ma se sei alle prese con una partita che vede una squadra europea rimanere azzannata alle caviglie dei mostri sacri Nba fino alla fine, di certo potresti anche permetterti di fare un bel piano sequenza di 40 minuti 40!! Ovviamente é un paradosso, ma in tutte le cose siamo vittime dei paradossi e lo sport non fa eccezione, tanto piú nelle Olimpiadi, dove si chiede massima correttezza agli atleti e poi arbitraggi e giurie provenienti dai casting internazionali della “Corrida” mandano a carte e quarantotto i sogni e la preparazione di ragazzi con giudizi che voglio pensare frutto di incapacità e non di malafede. Ma non ne sono cosí sicuro. Tra l’altro in queste Olimpiadi in cui il mezzo televisivo e mediatico é stato il filo conduttore che ha unito tutti gli sport ed ha consentito di vedere tutto ma proprio tutto, é emersa questa incapacità di valutare con metro uniforme molte discipline, guarda caso, quelle che si appoggiano maggiormente su giurie basate sulla nazionalità e non sulle capacità.

Sono d’accordo con l’affermazione, che non mi ricordo sia stata di Messina, di Tranquillo o chi altri, durante la finale  Usa-Spagna su Sky riguardo alla scelta di arbitri fatta in base alla nazionalità anziché alle capacità. La conclusione del discorso é stata : a questo punto valeva la pena di mettere una terna formata da un top arbitro Nba, uno Eurolega e dal nostro Lamonica, che nel marasma dei carneade visti sui parquet durante le competizioni, faceva la differenza …

Ora si é chiusa la “parente” e sempre per citare il Principe De Curtis in arte Totó, apriamo ancora un’altra “parente”: quella dell’attesa e del cosa attendere da questa stagione cestistico-televisiva. L’unica certezza per ora é quella della fetta Rai del contratto che é ancora in essere ( o non essere…) Del doman non v’é certezza.

10, fine

Giacarlo Fercioni – Regista Tv

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