I grandi del basket, Pete Maravich

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In dieci anni di carriera tra i professionisti non è mai riuscito a salire sul tetto del mondo, ma Pete Maravich si è guadagnato comunque sul campo il diritto di accesso nella cerchia dei migliori del basket americano. Per su sfortuna non giocò mai in squadre ambiziose, sia a livello universitario che nella NBA, ma il suo nome riecheggia ancora oggi nei palazzetti di mazza America, quando si parla di gioco spettacolare, classe sopraffina e capacità realizzaiva con pochi eguali nella storia.

Pete Maravich infiammava i cuori dei tifosi già ai tempi del college, quando alla Lousiana State University infilava una serie impressionante di canestri nella squadra delle matricole. I 50 punti di media a partita mettevano in serio imbarazzo la squadra titolare, ma anche i sostenitori della regola che impediva alle matricole di giocare con i “grandi”.

Ma per Maravich venne il tempo di debuttare in prima squadra, come medie che sfioravano i 45 punti a partita (44,2 per la precisione), che lo portarono ad un totale di 3.667 punti in soli tre anni. Un record per NCAA, se si considera che all’epoca non esisteva il tiro da tre.


Doti eccezionali per il giovane Pistol Pete, che trovava sempre il modo di far divertire i tifosi sulle gradinate, grazie ad un gioco spettacolare, fatto di tiri impossibili, passaggi dietro la schiena, penetrazioni improvvise e tiri da ogni angolo del parquet.

A puntare sulle sue qualità furono gli Atlanta Hawks, squadra non all’altezza del genio di Maravich. Molte le soddisfazioni a livello personale, non accompagnate però dai trionfi di squadra. Neanche con i New Orleans Jazz riuscì a conquistare il titolo, ma si tolse la soddisfazione di primeggiare nella classifica dei realizzatori con una media di 31,1 punti a partita. Un infortunio lo costrinse al ritiro nel 1980, quando giocava con i Boston Celtics di un Larry Bird alle prime armi.

Il basket continuò ad occupare il posto principale nella sua vita fino alla morte per infarto nel 1988, proprio mentre giocava una gara con gli amici del campetto del quartiere. Di lui ricorderemo la classe, l’eleganza ed i 15.948 punti messi a segno in soli 10 anni di carriera.

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