Nba torna Nash, per i Lakers comincia una nuova era?

di Redazione 0

Mike D’Antoni può giocare finalmente con la squadra al completo  recuperando Steve Nash, fuori 24 partite per un problema al ginocchio,  e i Lakers vincono gara2 sul campo dei Warriors, la più bella novità della stagione coi suoi giovane di talento, dopo essere stati sotto di 14 punti nel 4° tempo, aver avuto l’occasione di vincere con un tiro di Bryant e sfruttando l’enorme  esperienza nell’overtime finito, come sublimazione dello spettacolo,  con la tripla del possibile pareggio di Stephen Curry, circondato da 3 difensori,  leggermente lunga sul ferro.

Si è capito che gli astri  sabato notte  erano dalla parte dei  Lakers quando recuperati 14 punti, i gialloblù  sono tornati  avanti proprio sul filo   con 2 canestri da 3 e   nell’overtime Koby Bryant che  stava per perdere palla si è trovato a palleggiare in ginocchio riuscendo a rialzarsi per segnare  un canestro psicologicamente importante in una delle gare più pazze della sua incredibile carriera riuscendo a segnare per la 15esima volta quest’anno più di 30 punti, con 41 tiri, di cui 16 realizzati. Un dato da Guinnes, perché  ha tirato  ben 41 volte, pensate 10 più dei 31 di massimo stagionale contro Houston!.

E 41 volte sui 107 totali sono più del 40 per cento, la percentuale  di tiro complessiva è stata bassa (16 canestri, di cui 2 da 3 punti)  ma ha segnato quando la sua squadra aveva bisogno  della stoccata  temeraria,  con l’aggiunta di  5 assist e 10 rimbalzi. Cioè  meglio di Dwight Howard che ne ha presi solo 6 e non ha finito la gara per falli  mostrando tutti i suoi limiti contro le difese chiuse, anche se questa estate ha preso lezioni da Jabbar  e Olajuwon .

D’Antoni a sorpresa parte con la baby-guardia  Darius Morris nel quintetto, Mossa tule a dare più velocità al gioco coi 3 piccoli, anche se lui spiega che intende risparmiare sulle energie di  Ron Artest  che sarà infatti uno dei protagonisti principali della gara portando a spasso Clay Thompson che per due volte va a farfalle in difesa sulla finta, cambio di mano e direzione. E’ lì che si apre una falla nella splendida sicurezza dei Warrior trascinati da un ispiratissimo Jarrett Jack, micidiale Sesto Uomo,  che non sbaglia nulla, segna in uscita dal blocco, in arresto e tiro, dentro e fuori l’area. Stephen Curry, il giovane regista, fa una bella gara ma non è fortunato nel tiro da 3 (3/10).

L’innesto  del Grande Gatsby, al secolo Steve Nash,  produce quella scossa utile per superare l’aspetto più critico, quello del gioco, e per  evitare un collasso definitivo di personalità e credibilità di questa squadra nata per stravincere e che ha perso tutte le partite del pre-campionato e si trova al 3° posto della Pacific, ancora sotto il 50% attorno al 20° posto del ranking anche se adesso vincendo a Natale allo Steaples Center contro i Knicks, l’avversario giusto al momento giusto, potrebbe andare a 14/14 . Il canadese dagli occhi di ghiaccio a 38 anni  ha l’esperienza giusta per prendere in mano la squadra, farla ragionare, leggere la partita in modo magistrale  e gioca  41 minuti senza tradire il minimo accenno di stanchezza, sorretto dalla un’invidiabile lucidità  che gli permette di inventare canestri decisivi, pochi ma tutti decisivi, come i 12 punti e i 9 assist, la soluzione migliore in un gioco a due quando Bryant permette – raramente -alla sua squadra di giocare di gruppo . E’ del canadese anche il canestro in ste-back, dopo un’incursione nel cuore dell’area, che sorprende i Warriors e porta il vantaggio a +3 a 24” dalla fine. Seguirà il tentativo di Curry che spunta da un grappolo di giocatori a un centimetro dalla linea da 3 punti, sarebbe il tiro del pareggio ma questo errore può essere per la NBA l’inizio di una nuova storia. Recuperati Nash e Gasol, adesso Mike D’Antoni, ottenuta la quarta vittoria consecutiva,  dovrà però recuperare Dwight Howard che con quel che costa vale più dei 11 punti, 6 rimbalzi e 6 falli  della partita di San Francisco. E riequilibrare il gioco, con l’aiuto di Bryant, che segna molto (quasi 30 a gara,top scorer della Lega)  perchè non ha liniti, tira sempre di più  e spesso tira..troppo. E coi Warriors è andato in lunetta una sola volta in tutta la gara, cosa mai successa nella sua carriera da oltre 30mila punti,  quando ha fatto bottino.

Ha vinto Gallinari e perso Belinelli. Denver  ha asfaltato Charlotte con 12 punti dell’azzurro, ne ha approfittato Karl per giocare con le seconde linee e Evan Fournier, il francesino 20enne n.1 europeo del draft di quest’anno, ha segnato 8 punti con la prima tripla e il primo dunk , e Koufos è stato per la prima volta il top-scorer con 16 punti. Doccia fredda per i Bulls ad Atlanta, a 24 ore dall’impresa di New York, nella magra generale è rimasto coinvolto anche  il “Beli” che dopo i 22 del Madison ha chiuso con 4 punti . Partita persa più che occasione persa.

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Risultati sabato 22 dicembre: Washington-Detroit 87-96 (21 Jor.Crawford, 14 Okafor + 14 ri;19 Villanueva,  +18 Stuckey, 4 A.Drummond + 11 ri); Atlanta-Chicago 92-75  (20 Horford + 10 r, 16 Lou Williams; 11 Deng, 10 Noah + 9 r, 4 Belinelli); Miami-Utah 105-89 (30 L.James, 21 Wade, 15 Battier; 16 Marw.Williams, 15 Hayward, 6 Jefferson + 11); New Orleans-Indiana 75-81 (24 Rob.Lopez + 11 r, 14 Vasquez + 8 a, 10 A.Davis + 9 r; 25 D.West, 17 George + 12 a); Houston-Memphis 121-96 (31 Harden, 10/12 tl, 15 Lin + 11 as, 14 Asik + 12 r; 16 Conley, 10 Z.Randolph + 10); Milwaukee-Cleveland 82-96 (37 M.Ellis, 2 L.Sanders + 12 r; 18 Waiters, 16 C.Miles, 3/6 da 3, 14 Tri.Thompson + 14 r,  11 T.Zeller + 10 r); Denver-Charlotte 110-88 (16 Koufos, 8/10, 15 Iguodala , 8 r, 8 as, 12 Gallinari; 16 B.Mullens + 14 r); Portland-Phoenix 96-93 (25 Lillard, 9/10 tl, 19 JJ Hickson + 15 r; 18 Gortat); Golden State-LA Lakers 115-118 OT (29 Jack + 10a, 20 D.Lee + 11 r, 20 Curry; 34 Bryant, 16/41 + 10 r, 20 Artest, 9 P.Gasol + 10 r, 6 pe, 12 Nash + 9 a)

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