Esclusiva pallarancione.com intervista a Gaetano Laguardia: bilanci virtuosi, parola della Fip…

di Enrico Campana 1

Intervista esclusiva col vicepresidente Gaetano Laguardia sui costi della macchina organizzativa e la crisi economica

Al vicepresidente vicario Gaetano Laguardia, Cancelliere della Fip di Dino Meneghin, abbiamo chiesto questa intervista per avere lumi sul bilancio del basket,  argomento da noi trattato  nel giorni scorsi (http://www.pallarancione.com/gianni-petrucci-politica-basket/). Per curiosità, il bilancio 2010 ha raggiunto i 34.645.427 (era di 30.828.336 nel 2009), cifra pari ai bilanci di Siena e Milano, che fa emergere una realtà assurda:  e cioè i due maggiori club che quest’anno non hanno raggiunto le Final Four  costano quanto l’ente di promozione e gestione del basket quale disciplina olimpica. Una anomalia che peraltro raggiunge però un’iperbole maggiore nel calcio, però con ben altri ritorni.

– Pallarancione.com ha scritto di entrate per 26 milioni di euro nel bilancio Fip 2010 di quote associati fra attività centrale e territoriale, vale a dire i due terzi delle entrate: è così?

“Vero, si tratta di una copertura del 75 per cento del costo d’esercizio  annuale”

– La voce  “quota associati” comprende  tesseramenti, tasse gara, organizzazione campionati?

“Sì’ tutte queste voci,  compresi  i parametri di svincolo dei giocatori, i cosiddetti NAS e tasse gara. Ma le tasse gare, purtroppo, il più delle volte sono insufficienti per coprire le spese arbitrali fra viaggi, pranzo, alloggio. Solo le spese arbitrali nazionali sono oltre 6.200.000 euro. Se va bene si arriva a una copertura del  90 per cento. Quand’ero presidente del Comitato Regionale del Lazio la spesa per gli arbitri raggiungeva l’80 per cento del bilancio. Per capirci meglio: un  arbitro per i campionati giovanili costa 30 euro se è di Roma, siamo già a 15  euro in più se viene da Castelli, fanno quindi  45 di rimborso.. Se non stai attento, ti mangiano vivi, ma non per colpa loro..”
– Pallarancione ha parlato di torchiatura delle società, io torchio, tu torchi, noi Vi…torchiamo alludendo all’indirizzo della Federazione …emblematico:  ovviamente a voi la replica.

“Questa torchiatura non la vedo, sono sei  anni che non aumentiamo  le quote a carico dei tesserati e affiliati. E’ chiaro che ci aiuta il ricavo dei NAS, si tratta di 3.138.000  euro, di cui 450 mila vengono dati alle leghe per progetti giovanili. Rimangono 2.686.000, e di questa cifra 650.000 vanno alle scuole regionali, distribuite in due voci: 3000 euro per ciascuna società arrivata alle finali nazionali giovanili, e il resto per i tornei giovanili più rappresentativi. Il ricavo netto è quindi di 2.036.000”

– Quindi esiste  un tesoretto?

“Niente tesoretto, solo questo ricavo di 2 milioni ci ha permesso di non aumentare le tasse gara negli ultimi 6 anni”
– Con la  fortissima crisi economica, non è  possibile diminuire le tassare?

“Bisogna tenere presente, intanto,  che noi paghiamo anche le assicurazioni che sono obbligatorie per legge ed equivale a circa 1.600.000. Le spese diminuirebbero se le società avessero giocatori di loro proprietà. Un esempio per l’incidenza dei  parametri: se non produci giocatori e prendi 10 giocatori per fare una squadra di C il costo è di circa 40.000 euro, onestamente è una spesa grossa”

– Quale  soluzione avete previsto?

“La nostra politica è quella della riduzione dei campionati nazionali, con un principio semplice: vi partecipa solo chi può permetterselo.  C’è un livello di competenza economica e convenienza personale, purtroppo c’è gente che  ancora parte all’avventura”
– Nel bilancio ci sono dunque anche i soldi che, per la Convenzione, tornano alla Lega come inventivo a far giocare i giovani?

“Sì, quei 450.000 euro derivanti soprattutto dai tesseramenti degli stranieri. Prima si pagavano niente…”
– Potreste aggiornarci  sull’andamento dei tesserati, dopo che l’indagine Istat-Coni  2011 che vi dava in leggero calo?. Meneghin ha parlato di 375 mila tesserati col minibasket.

“I tesserati erano 375.000 nel 2008, oggi sono 368.412, ma potrebbero essere di più. Noi abbiamo un aumento fra i ragazzini, da 146.777 a 147.329 attuali con gli istruttori diventati 7401 contro i 7092 precedenti. C’è invece un decremento globale, da 176.431 a 169.165 degli altri tesserati”

– E la ragione qual è?

“Non c’è più il tesseramento automatico, oggi vengono tesserati solo quelli che giocano”
– Nei giorni scorsi la FIBA ha annunciato la nascita di un mondiale tipo calcio 32 squadre, qualificazioni di 18 mesi: si vota a novembre in base ai rapporti delle varie Federazione, quale è la vostra posizione?

“Sono abbastanza d’accordo sulla riduzione dell’attività, ad esempio  l’europeo ogni quattro anni invece che ogni due, i giovanili ogni due anni invece che annuali. Si  tratta di un massacro economico. Oltre questo c’è l’esigenza di un svolgere un programma tecnico,  sarebbe più giusto dare più tempo ai giocatori per allenarsi”

– Il calendario internazionale tende all’ipertrofico, poveri campionati nazionali e povera nazionale?

“Naturalmente è un massacro anche per gli atleti,gli infortuni e gli incidenti salgono ogni stagione, il basket è sempre più pesante e si gioca di più. Vedi anche i problemi dei  nostri tre giocatori della NBA..Nemmeno loro godono di un fisico a prova di bomba”

-A proposito, Andrea Bargnani non ha terminato la stagione coi Raptors  per l’infortunio  serio al polpaccio del passato,  giocherà le qualificazioni europee?

“Mi hanno detto che è già guarito, spero  proprio che venga in nazionale. Penso sia utile anche a lui e al suo club: può stare fermo da aprile a novembre senza giocare una gara?”

– Quante saranno le squadre europee qualificate per i prossimi mondiali del 2014 in Spagna?
“Sono 6 per l’Europa, 5 per l’America, 3 per Asia e Africa, 2 per l’Oceania, campione uscente e paese organizzatori, e ancora 3 posti.  Il meccanismo è quello del mondiale 2010”

– In caso di mancata qualificazione, toccando ferro  rinuncereste stavolta ad acquistare una wild card?
“Non sappiamo ancora se ci saranno le wild card come in Turchia o un torneo di qualificazioni ad inviti per 3 posti”

– Quest’anno i paesi occidentali non figurano fra i paesi che ospitano le rassegne giovanili europee,  per quanto ci riguarda che significa?
“Le altre nazioni ci guadagnano,  quando organizziamo noi ci rimettiamo. I rimborsi FIBA non sono sufficienti.  In certi paesi,  c’è un interesse che alimenta entrate economiche. Agli europei eravamo in un albergo  da 40 euro al giorno che ne costava 200, il resto andava al paese organizzatore che garantisce però un contributo. E’ un sistema diverso dal nostro. Due anni fa la con l’europeo la Polonia ha guadagnato un milione di euro Noi la scorsa estate abbiamo organizzato gli europei femminili cadette in Sardegna, quando mai agosto in Sardegna puoi trovare un albergo da 70 euro al giorno?. Il nostro Comitato regionale ci ha quindi rimesso qualche decina di migliaia di euro. E se devo pagare, preferisco andare a giocare all’estero”

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