Ecco la lettera con cui Zancanella vuole una sola lista arbitrale

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Pallarancione.com è riuscita a procuarsi e pubblica la lettera integrale con la quale il presidente del CIA tenta di convincere gli arbitri a supportare il concetto di una lista unica per il campionato professionistico, promettendo vantaggi a tutti, peccato che la ancora una volta queste parole siano una specie di circolare, per tastare il terreno, mettere le mani avanti e non abbia cercato di scardinare le caste andando sul campo, girovagando qua e là per la penisola col suo seguito  del “pissi pissi bau bau”, e il presidente del CIA sia stato sconfessato nel suo operato dalla Giudicante.

Poi che Meneghin voglia salvarlo ricorrendo contro il suo giudice, intervento di una delicatezza discutibile e che mina pure i suoi organi di giustizia sportiva, è un altro aspetto. Certo la vittoria di Giovanrosa, l’arbitro di Legadue ingiustamente retrocesso, non l’unico caso del genere, è un pericoloso precedente, e poi ci sono tanti altri esposti rigettati.Insomma si entra nell’ottica di casi  delicatissimi, che certamente finiranno alla giustizia ordinaria perchè è ormai chiaro che c’è una frattura insanabile, Zancanella è contestatop da quelli che gli hanno dato il voto, e cercare di tenere assieme il settore con lo scotch  significa creare nuove tensioni, a scapito della regolaerità del campionato e anche dell’operazione di reclutamento degli arbitri, quando l’ambiente è intossicato e certi fischietti battono certi politici per l’attaccamento alla poltrona, e smesso il fischietto avranno sempre un gettone garantitocome commissari, osservatori, designatori, osservatori dei designatori e così via. Una casta in campo e una fuori…

La lettera di Zancanella:

Ho riflettuto, insieme agli amici del Consiglio Direttivo con i quali mi sono riunito ieri, sull’opportunità o meno di intervenire sulla difficile situazione che stiamo vivendo.
Ho riflettuto, decidendo poi di esprimere alcune considerazioni, in punta di piedi e senza voler minimamente stimolare altre situazioni di contrasto, rispettando profondamente il malessere interiore che ritengo alberghi negli animi di tutti. Credo, però, che dirimere alcuni dubbi e, soprattutto, chiarire alcune decisioni che stiamo prendendo, possa aiutare a comprendere meglio la reale portata del nostro lavoro.

In particolare ritengo opportuno specificare con chiarezza quanto sta prendendo corpo in merito al format dei campionati che la Federazione varerà per la stagione 2013-2014 e cosa abbiamo pensato di costruire per dare a tutti gli arbitri dei due attuali campionati professionistici le medesime opportunità competitive.
E’ chiaro a tutti, credo, che nella stagione indicata resterà in piedi una sola delle due competizioni di cui parliamo, formandosi altresì un secondo campionato, diviso in due gironi, di carattere dilettantistico.

Ciò detto, la nostra intenzione è quella di poter gestire i due tornei professionistici della prossima annata in modo, per l’appunto, da poter formare una lista di arbitri scaturita da una competizione interna limpida e in particolare che offra a tutti analoghe possibilità concorrenziali.
Questa idea non può che passare attraverso la formazione di una lista unica, non può che passare attraverso il rispetto degli arbitri di Serie A, ma non di meno di quelli di Legadue, altrimenti assolutamente penalizzati dall’impossibilità di poter costruire una propria paritaria opportunità valutativa finale.

Nessuno, su questa ipotesi, crediamo debba sentirsi penalizzato, perché la garanzia degli interessi di tutti è la garanzia dell’interesse sia dell’Aiap che del Cia e, soprattutto, è la pura espressione della ricerca del merito, della capacità di giudizio e della voglia di confrontarsi lavorando settimanalmente con intensità e volontà.
Come ritengo tutti voi abbiate sempre fatto e farete.

Gli arbitri che faranno parte di coloro che arbitreranno l’unico campionato professionistico del 2013/2014 usciranno dalle valutazioni scaturite da questo progetto con un nucleo di osservatori ristretto, di sicuro affidamento e garanti del pieno rispetto delle regole, capaci di non avere pregiudizi su nessuno e assolutamente indipendenti sia da ipotetiche valutazioni legate a privilegi acquisiti, sia a quelle legate ad altrettanto presunti preconcetti di partenza.

Il secondo campionato, dilettantistico, accoglierà coloro che non rientreranno in questo primo gruppo unitamente ad un corposo numero di promozioni dalla DNA, garantendo l’arbitraggio in triplo e un trattamento economico comunque di ottimo livello, legato a un gettone sottoposto ad una tipologia di tassazione attualmente diversa. Senza contare i vantaggi economici di cui godrebbero i promossi dalla DNA.

Il progetto indicatovi, ovviamente, sarà necessariamente supportato dalle decisioni della Federazione Italiana Pallacanestro, che ha autorità suprema sull’organizzazione dei campionati, così come sulle decisioni legate ai provvedimenti disciplinari di questi giorni, inequivocabilmente preannunciate nel comunicato che la stessa Fip aveva emanato la settimana scorsa dopo le prime manifestazioni di protesta.

Riteniamo che quanto stiamo elaborando non sia così lesivo degli interessi della categoria e possa aiutare, invece, il processo di crescita e di professionalità di un gruppo che già offre preziose punte di assoluto prestigio anche internazionale e, comunque, un diffuso ed eccellente grado di caratura tecnica arbitrale.

Abbiamo in questo anno, senza barricate pregiudiziali, offerto ai rappresentanti sindacali arbitrali, anche in presenza dei massimi esponenti della Federazione, numerose forme di confronto che, probabilmente per nostri errori comunicativi, avrebbero potuto avere migliore comprensione e diverso esito, ma la porta non è chiusa per nessuno, mai lo sarà, per nessuno che sia animato però da buona volontà, altrettanto buon senso e adeguata capacità di rispetto delle persone e delle istituzioni.

Non abbiamo la presunzione di voler essere depositari né della verità né dell’infallibilità, anzi, abbiamo spesso dubbi sulla bontà delle nostre scelte, su una cosa vorremmo che voi non possiate averne: sulle nostre intenzioni di voler operare comunque e sempre nell’esclusivo interesse degli arbitri.
Di tutti gli arbitri.
Con amicizia.

Tiziano Zancanella, Presidente, ed il Consiglio Direttivo C.I.A.

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