Dopo Caserta scoppia il caso di Monticelli capolista “inadempiente”

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pochi-soldiA cosa servono i social network? Anche a stanare i furbi e furbetti , a far venire a galla situazioni che solo in parte hanno a che fare con la crisi economica, perchè – stiamo al basket – si allungano i casi di club che promettono ai giocatori mari e monti (tradotti lauti ingaggi) e  poi non onorano il contratto. Perché magari si sono fidati  troppo di se stessi, o perché devono avere qualcosa in cambio da qualcuno, magari usare il club vincente per un credito sociale in cambio di un appalto di una commessa…. Fatto sta che invece di portare i libri in tribunale e riconoscere i propri errori, si traccheggia fra ambiguità e ipocrisia, e non sempre si ottiene in cambio dai giocatori…  scarso impegno, a volte è anzi il contrario. Siamo al paradosso.

 La nuova pista porta a Monticelli, un borgo della ricca provincia bresciana. Su indicazione di un follower  di twitter arriva una segnalazione che sul web è possibile seguire una cosetta interessante su Telebrescia.  Niente donnine o aste televisive, la trasmissione si chiama “Tutto Basket “e si parla di un’intervista uscita sul quotidiano di Brescia del giocatore Rombaldoni (sì, proprio il sorprendente azzurro che Recalcati lanciò della finale olimpica con l’Argentina )  il quale dichiara che non prendono soldi da una vita, così non può andare avanti e la squadra non vorrebbe più giocare . Più che un’accusa, uno sfogo pesante, conferma  intervenendo  in diretta il DS di Monticelli il quale  imbarazzatissimo ammette i  problemi economici.

Ci risiamo, va a finire come è già successo ad altri, vedi sovente alla  Virtus Siena come raccontava il suo presidente,

che tu sei un club virtuoso, paghi puntualmente i giocatori, lavori per le nazionali  e perdi con un club che non paga i suoi giocatori”.

E’ diventato un gioco perverso al limite del sadismo,  magari cova il sospetto che “el sciur padrun”li tenga sulla graticola a seconda dell’avversario. Tanto a pagare e morire c’è sempre tempo, dice il proverbio..

Nasce così una sorta di doping non meno grave di quello classico, come l’assunzione di sostanze proibite, e con una ricaduta collettiva che ormai si configura  come “doping amministrativo” da sradicare immediatamente. Spesso viene commesso infatti da personaggi borderline col pelo sullo stomaco, e sarà opportuno che le leghe e la Fip si mettano presto attorno a un tavolo assieme alla GIBA e al rappresentante dell’Associazione Procuratori.

Non capisco perché un’interessante proposta per chiudere con questo malcostume  sia finita nel cassetto, bocciata dal Consiglio Federale (non ricordo se pre o post Petrucci…) nel momento in cui Lnp e Legadue stanno realizzando un  unico soggetto. Messa a punto (e da Pallarancione.com pubblicata) dal rappresentante del Legnano Basket e portata avanti dalla LNP  regolava una verifica trimestrale amministrativa tramite liberatorie sottoscritte dagli  atleti. Succede che chi non paga la prima volta viene penalizzato, poi il provvedimento s’inasprisce e alla terza volta il club è  fuori d’autorità , e i cartellini sono un pegno.

Si tratta di un sano realismo che  impedisce manfrine, commedie, cattiva pubblicità al basket, anche se purtroppo non si può più dire “fuori uno, ne arrivano  cento”. Bisogna, intanto, non esasperare chi ancora crede nelle norme e nei contratti, per questo  bisognerà  trattenere (ormai a stento?) chi è in regola. Altrimenti, raggiunto un livello parossistico per cui il basket addirittura pretende di rovesciare   persino il significato biblico della lotta fra bene e male, per la maggior gloria di quest’ultimo –  perché truffe, bidoni, millantato sono una carica onorifica  portano soldi ola fama di uno furbo – ci sarà la fuga in massa dal basket. Mah?. Bisogna trattenere il respiro.

Per chi volesse saperne di più sul caso Monticelli-Controlgom (uno sponsor calzante…) può leggere le ultime nella cronaca sportiva del Giornale di Brescia dell’11 aprile, sperando che la Fip e la Lega che l’abbiano in rassegna stampa competente. Chi  veda …provveda, magari offrendo contestualmente  una risposta velocissima sulla vicenda del signor G di Caserta strettamente  correlata all’organismo di Governo del basket e alla sua credibilità (idem con patate per Legabasket fattasi del soggetto che Caserta ha portato in tribunale, col rischio di dover risarcire il club suo affiliato, capite un po…?).

Il quotidiano titola

Basket Monticelli la capitale incrocia le braccia”.

Si racconta che la squadra non si è allenata e ha frequentato lo spogliatoio solo per decidere  cosa fare, che Rombaldoni ha richiamato i suoi dirigenti a pagare gli stipendi, che sarebbero in ritardo di 5 mensilità, che il proprietario ha provato a convincerli e che si andrebbe verso l’astensione perla trasferta di sabato a Piacenza, perché sciopero è una parola brutta.

Fossimo nei club che devono incontrare questa strana capolista inadempiente non scenderemmo in campo diffidando Fip e  Leghe competenti a obbligarla a mettersi in regola o ritirarsi, escludendo  – se accettano un consiglio disinteressato – eventuali titoli di credito della stessa fantomatica banca di Malta chiamata a garanzia dal Signor G per l’acquisto del 51% della Juve Caserta.

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