Esclusivo: vi racconto il mio amico Rick Pitino, è unico!…

di Enrico Campana Commenta

Rick PitinoDi Umberto Vezzosi*

La finale NCAA  passerà alla storia come il capolavoro di Rick Pitino, è il solo ad aver vinto nei 75 anni di storia con due differenti università, Kentucky e Luisville.

Pitino venne due volte in Italia negli anni 90. La prima volta nel 1994 con due amici comuni, Dante De Benedetti avvocato di Milano e Raffaele Imbrogno esperto informatico e traduttore del basket americano. Tenne due clinics di grande successo a Cagliari ed a Cervia. In quel periodo soggiornò tre giorni a Siena. Il giorno della finale di coppa campioni Milan – Barcellona 4 a 0 venne a cena a casa mia, siccome pioveva si tolse le scarpe per non sporcare, fu gentilissimo. Nacque un amicizia che dura tuttora, mi regalo un suo libro con dedica in italiano:

“Full-court pressure – A year in Kentucky Basketball” con scritto “To Umberto spero che tu abbia molto successo nella pallacanestro- Rick Pitino”.

Mi regalò anche molte dispense e video VHS sulle proprie partite ed i propri allenamenti e mi ringraziò davanti a tutti al clinic di Cervia per l’ospitalità che gli avevo dato. A Siena gli piaceva anche la pizza del “Poppi”, storica pizzeria in via Banchi di Sotto.

Tornò in Italia nell’agosto del 1995 con la squadra che il primo aprile 96 avrebbe vinto il titolo NCAA contro Syracuse con i vari Tony Delk, Antoine Walker Ecc. La cravatta a scacchi che aveva addosso quando ha vinto il titolo con Kentucky nel 96  era un mio regalo del natale precedente, sono contento che gli abbia portato fortuna!

A metà agosto era a Firenze e voleva fare un allenamento, ma non c’erano palestre aperte. Allora mi fece chiamare. Io allenavo a Castelfiorentino e grazie alla grande disponibilità della società gli aprimmo il palazzetto. Fece un allenamento di tre ore ad alta intensità di cui conservo ancora il video. Poi andammo a cena e mi chiese se volevo andare un anno da lui in Kentucky che ci saremmo messi d’accordo sul da fare. Io non potevo essere più contento, ma avevo una moglie e due figlie di 3 e 4 anni e dissi che non potevo. Lui capì e mi disse “Io ho 5 figli. La famiglia prima di tutto“. Ho ancora la stessa moglie e le stesse figlie che adesso anno 21 e 22 anni. Non mi sono mai pentito di quella scelta, ma mi rende tuttora orgoglioso la sua richiesta. Gli farò i complimenti sul titolo vinto, se andrò in America la porta di Louisville è aperta per me. Se Pitino verrà in Italia sono sicuro che mi contatterà. Sono un suo estimatore, ma non ho mai provato a copiare il suo gioco perché lui è unico, è Rick Pitino.

Il credo di Rick Pitino
Alcune idee di metodologia di Rick Pitino (tratte dai suoi libri e i suoi clinic d Cagliari, Cervia e Riano).
Rick è considerato un grande motivatore. Lui divide la parola motivazione in due: motivi (obiettivi) ed azione (tecnica)
I suoi giocatori devono pensare bene di se stessi, avere fiducia ed autostima.
Tutti gli allenatori si arrabbiano. Pitino divide gli allenatori in due categorie : chi si arrabbia e urla – chi si arrabbia e corregge per migliorare
Il suo motto è: “dare il tutto (lavoro globale), dividere in parte (lavoro analitico) ritornare al tutto e valutare (Gioco)”
I suoi allenamenti durano tre ore divisi in segmenti di 15 minuti (esattamente 14 di lavoro + 1 per cambiare esercizio e bere)
Analizziamo i segmenti
1) Stretching
2) Fondamentali per ruoli
3) Tiro
4) Attacco alla difesa individuale / zona 5c.0
5) Contropiede
6) Pressing individuale
7) Pressing Matchup
8) Lavoro metà campo 5c.5 uomo / zona
9) Situazioni speciali
10) 5c.5 tutto campo
11) Tiri speciali e condizionamento
12)  Tiri Liberi e defaticamento

Pitino ritiene questo il miglior modo di allenare i giocatori. Particolare curioso, quando i 15 minuti di un segmento stanno per scadere, un manager assegnato a quel compito deve entrare senza dire niente nel raggio visivo di Pitino, che capisce che il tempo è scaduto e decide se cambiare segmento o continuare.

Pitino è stato anche il primo coach ad usare la sedia personalizzata durante i time out.

E’ padrone di ristoranti, cavalli, ed ha molte altre attività. Si sposta in elicottero, non viaggia con la squadra, ma è sempre presente per i suoi giocatori che non abbandona mai. Dopo i successi con Providence, Kentucky il salto nella NBA coi Knicks  e poi brutto periodo con i Boston Celtic di cui ha parlato nella conferenza stampa prima della Finale NCAA di Atlanta. Poi è tornato a Louisville, la rivale proprio di Kentucky, come se dall’Inter fosse passato al Milan. Ha ricostruito ed ha vinto primo nella storia con due College diversi.

Poco prima della finale è  stato inserito anche nell’ Arca della Gloria. Il suo basket non è per tutti. Vedere provare adattare ma non copiare perché proprio come diceva il Coach nel suo libro “Success is a choise“, ovvero “Il successo è una tua scelta”, il successo facile, veloce, istantaneo non esiste e se arriva non dura.

In questi anni di ricerca del successo facile ed immediato molte persone non hanno pazienza. Molti vogliono che ogni cosa accada oggi. un istante questo, un istante quello, un successo istantaneo. essi non capiscono il valore della pazienza, del saper aspettare il proprio turno, ed essere pronti quando questo arriva

*Allenatore Virtus Siena

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