Teramo, ultimi giorni di grande basket

di Redazione 1

Il 21 maggio la società in crisi di liquidità non ha pagato i contributi, e forse ripartirà dalle serie minori dopo l’eroica salvezza in serie A e il lancio di 3 azzurri e lo staff di alto livello. Teramo sparisce dopo aver rischiato di eliminare Milano in semifinale tre anni fa, e aver condotto un campionato eroico.

Ottenuta la salvezza sul campo, rivendicato i giocatori un comportamento sportivo esemplare reso pubblico in un comunicato a bocce ferme con cui i giocatori facevano sapere di avere stipendi arretrati, i nodi vanno al pettine. Un anno fa si è scoperto un buco di 8 milioni di euro, 4-5 volte il budget di questo campionato, legato alle passate gestioni, e la riorganizzazione dell’istituto di credito (Tercas) impedisce ogni forma di finanziamento, mentre si parlano di prossimi avvisi di garanzia  che non riguardano l’attuale gestione dell’ex vice-presidente Pellecchia intervenuto in prima persona per salvare un patrimonio sportivo di qualità, e un claim positivo di una regione negli ultimi anni molto sfortunata che in ogni caso da dato il suo contributo, lanciato  ben 3 giocatori azzurri negli ultimi 5-6 anni, Beppe Poeta, Valerio Amoroso e quest’anno Achille Polonara miglior giovane Under 22 di questa stagione.

Le iscrizioni al campionato chiudono il 31 di maggio, meno di una settimana “al momento  – dicono a Teramo – è praticamente impossibile fare la A, a meno che non si tiri fuori il coniglio dal cilindro!”. S’era fatta avanti una cordata “passionista”, ma Pellecchia ha fatto dei distinguo e da lontano non si possono dare giudizi, comunque se il sindaco aveva accolto questo gruppo bastava sedersi urgentemente a un tavolo, e dopo mezz’ora si poteva capire se c’erano intenzioni serie o erano solo chiacchiere.

Pellecchia non ha pagato i contributi scaduti lo scorso 21 maggio e prenderà da 4 a 8 punti di penalizzazione. Ma comunque ha già dichiarato pubblicamente che non iscriverà la squadra. Sappiamo che sta  trattando con la Federazione per ottenere una B1 o anche una serie minore.

Di fatto spiace vedere che tocca a lui  liquidare il grande basket a Teramo dopo 10 anni di Serie A, grandi risultati, grande passione, e un’area tecnica di livello, perché se Capobianco dopo aver toccato il picco della sua carriera è stato chiamato al Settore Azzurro come primo assistente del CT Pianigiani, Ramagli è stato proclamato da Legabasket l’allenatore dell’anno. Felicissime spesso anche le scelte degli stranieri, fra tutti David Moss, ec giocatore di Temple arrivato a Siena (e prima a Bologna) grazie alla notorietà raggiunta con questo club con la quale ha fatto miracoli il general manager Lorenzo Marruganti, ex braccio destro di Minucci a Siena, che durante il lock out aveva fatto in gran colpo di mettere sotto contratto la grande novità della NBA di questa stagione, quel Jeremy Lin che proprio pochi giorni prima di fare le valigie per l’Italia, vedi il destino, è stato chiamato dai Knicks e ha regalato al Madison serate indimenticabili. Era già un segno del destino, come si vede nel Spaghetti League avere uno staff di professionisti di alto livello non garantisce un giusto premio o value sociale e sportivo. La Lega deve meditare profondamente su questo caso, come la Fip che quest’anno potrebbe perdere con la crisi economica e la riforma delle minor una defezione, come si sente dire, di 50-60 società. Speriamo sia una stima errata.

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