Bargnani si confessa a Max, gli manca Verdone e l’amore va alla grande

di Charlie 0

Andrea Bargnani made in Toronto è un cestista realizzato e felice, soprattutto ora che ha scoperto di essere punto di riferimento imprescindibile dei Toronto Raptors – che quando manca l’italiano perdpono tre volte su quattro – e che viene indicato come il migliore tra gli italiani nell’Nba. Non solo, per la prima volta al romano potrebbe toccare l’onore di prendere parte a un All Star Game mentre la sfera privata va a gonfie vele con la fidanzata italo-marocchina (sportiva come lui, visto che gioca a pallavolo) Nabila Chihab.

Contesto idilliaco, ambiente ideale eppure, in più di un dettaglio, la mancanza dell’Italia e di Roma si fanno sentire.

“A Toronto di Roma mi mancano il clima, la storia, il cibo e Carlo Verdone… In compenso, l’Italia ha da invidiare al Canada tutto il sistema governativo”:

sono le parole rilasciate da Bargnani a Max e leggibile nel numero in edicola e su iPad da lunedì 6 febbraio. Considerato il miglior made in Italy della Nba, Bargnani dice che :

“È un grande stimolo per continuare a migliorare: ultimamente mi sto concentrando sulla difesa… Io non sono un gran motivatore a parole, ma credo che un leader debba essere soprattutto un punto di riferimento”.

Rispetto alle possibilità di rivalsa della Nazionale italiana, il Mago è convinto che l’Italia possa fare molto bene nel prossimo futuro:

“Siamo giovani, abbiamo bisogno di crescere come squadra: sono fiducioso che faremo meglio l’estate prossima”.

Su quale possa essere la formazione ideale dell’italiano, nessun dubbio:

“Josè Calderon playmaker, dopo sei anni ne sono dipendente, Ray Allen guardia tiratrice, Hedo Turkoglu ala piccola, io ala grande e Rasho Nesterovic, un mio grande amico, al centro”.

Rispetto al Bargnani privato e casalingo, viene fuori un ritratto del Mago che va dal divoratore di melanzane alla parmigiana e del musicista 2Pac al fanatico del film “Il Gladiatore” e della canzone “Sally” di Vasco Rossi. Cosa fa nel tempo libero?

“Con questo calendario di partite è difficile avere impegni extra parquet. Quando ho tempo libero cerco di riposarmi il più possibile, guardando un film bevendo the marocchino preparato dalla mia fidanzata. Penso sia importante capire che il basket non è il centro di tutto, anche se è una realtà che ti distoglie dalla vita vera. Vivere la famiglia, costruire progetti personali sono cose difficili da conciliare con gli impegni Nba, ma io continuo a provarci”.

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