I grandi del basket, Alonzo Mourning

di Gioia Bò 1

Una mole imponente, un futuro già scritto sin da quando muoveva i primi passi alla Georgetown University, portando a spasso quei 2o8 centimetri di altezza. Lui è Alonzo Mourning, uno dei più grandi centri della sua generazione, sebbene la concorrenza negli anni a cavallo del nuovo millennio fosse agguerrita e ben armata.

A puntare sulle sue capacità furono per primi gli Charlotte Hornets, squadra senza troppe ambizioni, ma comunque ben posizionata nella Esatern Conference. L’impatto di Mourning con il mondo dei professionisti fu eccezionale, se si considera la media di 21 punti e di 10 rimbalzi a partita.

Grazie a lui gli Hornets riuscirono a qualificarsi per i play-off ed a superare il primo turno, prima di essere eliminati dai New York Knicks. La stagione successiva non fu proprio esaltante per Charlotte, sebbene Alonzo sfornasse prestazioni al di sopra della media.

Nel ’94-’95 Mourning trascinò ancora una volta i suoi ai play-off, ma al termine della stagione venne ceduto ai Miami Heat in cambio di Glen Rice e di Matt Geiger. In Florida Alonzo Mourning trascorse ben otto stagioni, caratterizzate da prestazioni eccezionali, che portarono gli Heat più volte in post season. In quegli anni, però, il basket americano era dominato dai Chicago Bulls di Michael Jordan e Miami non riuscì mai a raggiungere la finale.

Nel 2000 per Mourning arriva la pià grande delle soddisfazioni, con la conqista della medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Sidney. Di lì a poco, però, arrivò anche il più grande dei dispiaceri per un atleta, vale a dire l’interruzione della carriera a causa di una grave malattia ai reni. Nel 2003 l’odissea sembrava ormai conclusa e Mourning decise di giocare per i New Jersey Nets, squadra che in quegli anni aveva buone possibilità di giocare per il titolo finale. Ma dopo 12 partite giocate, il centro dei Nets fu costretto allo stop per via dell’aggravarsi delle condizioni di salute. Per lui fu necessario un trapianto di rene, che non gli impedì, però, di tornare abile ed arruolato nella stagione 2004-2005.

I Nets lo girarono a Toronto, ma lui rifiutò il trasferimento e decise di tornare ai Miami Heat, dove la stella indiscussa (ed il titolare) era Shaquille O’Neal. Dopo una stagione non proprio al massimo degli Heat, Mourning riuscì finalmente a togliersi la soddisfazione di vincere un titolo NBA, non da riserva, ma da assoluto protagonista.

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