Siena – Venezia: l’Estra-terrestre e l’Umana

Il debutto della Reyer Umana Venezia. Finalmente. Perché i lagunari, dopo tanto vociare per motivi di giustizia sportiva – gli stessi che hanno portato alla promozione “a tavolino” nella massima serie, possono iniziare il corso del “far parlare di sè” in seguito alle prestazioni ottenute su parquet. E quale migliore – peggiore sotto il profilo squisitamente tecnico, certo – esordio se non quello bagnato dai campioni d’Italia della Montepaschi Siena.

La gara tra lagunari e toscani, in programma stasera alle 20.30 presso il PalaEstra di Siena ha svariate chiavi di lettura. Dalla inevitabile proposizione della sfida sempiterna tra Davide contro Golia alla più profana visione del club in lizza per l’ennesima affermazione in A1 e la squadra che dovrà usare e osare tutte le qualità di cui si è in possesso per conservare un posto nella categoria più alta.

Che in un contesto del genere la parola sia ceduta a coach Andrea Mazzon pare atto di galanteria irrinunciabile. Ed è proprio lui ad accompagnare verso la sfida serale:

“In questo momento cerchiamo solo di concentrarci, riparte una nuova affascinante avventura e non c’è molto altro da dire”.

Ambizioni e obiettivi sono mutati nel corso di poche settimane: dalla volontà di scrivere pagine importanti in Legadue alla necessità di capire per davvero a cosa, questa Venezia, possa puntare nel lanciare il guanto di sfida al campionato di serie A:

L’Italia di Bryant, tra Fantozzi e Ramazzotti

Metterli insieme così. Come per un azzardo in cui pare difficile ritrovare assonanze e punti di contatto. Kobe Bryant, Paolo Villaggio alias Ugo Fantozzi ed Eros Ramazzotti. Ciascuno tanto diverso – nel destino, nella professione – da sembrare, assemblato, un ossimoro in cui l’elemento precedente esclude di fatto il successivo. Invece. L’elemento di comunanza c’è, eccome. L’Italia che ha sfornato talenti dell’arte e della Storia grande, è patria peculiare nei cui confini, a ben vedere, rientrano le vicissitudini dell’adolescente Kobe, le comico-tragedie del ragioniere cui nessuno vorrebbe somigliare ma che diventa parte dell’esistenza di ciascuno, il cantante che partì per la Terra Promessa del successo “di fare quello che piace” e che pare averla trovata. Tra incastri e circostanze, accade di vederli lì. Vicini. Un giocatore, un impiegato e un cantante. Sembra l’incipit di una barzelletta da raccontare per stimolare ilarità, è in realtà il ricordo più genuino di chi – col tempo – ha fatto strada.

  • Kobe Bryant, da ragazzo,seguiva papà in capo al mondo. E quello spicchio di universo che appartenne alla famiglia Bryant qiuando Kobe era a cavallo tra l’infanzia e l’adolescenza – dai 6 ai 13 anni – si chiamava allora Rieti, Reggio Calabria, Pistoia, Reggio Emilia. Se quel che impari da piccolo poi non lo scordi più, allora pare lienare il fatto che il più grande giocatore di basket in attività abbia portato con sè quella porzione di Italia coincidsa con un frammento di vita vissuta. Torna, la passione del 24 LA Lakers nei confronti della penisola, in tanti piccoli dettagli che poi dettagli – se li metti in fila a uno a uno – non sono più. Palate di ricordi, si diceva, ma anche il significato pregnante di scelte importanti. Come lo è il fatto che due figlie di Kobe, Natalia Diamante e Maria Onore, portino addosso un marchio made in Italy riconoscibile fin dal nome. Scelte importanti, si diceva, ma anche desideri che si insinuano con cadenza regolare:

Basket, serie A1 seconda giornata: il programma

Riprendere da dove ci si era lasciati. La seconda giornata di basket A1 presta il fianco alla voglia di stupire delle provinciali che si trovano nella condizione di affrontare le più quotate del campionato.

Pesaro contro Milano è l’anticipo dilusso di oggi, diretta su La7 ore 18, ma in serata – 20.30 – scendono su parquet anche Siena, al debuto casalingo, contro la new entry dell’ultima ora, Venezia.

Domani è la volta di Roma-Biella, si anticipa alle 17 per consentire al pubblico di assistere all’evento calcistico più atteso dalla capitale, il derby tra Lazio e Roma. Alle 18.15 è la volta di Bennet Cantù – Banco di Sardegna Sassari, Benetton Treviso – Banca Tercas Teramo, Cimberio Varese – Fabi Shoes Montegranaro e Novipiù Casale Monferrato – Vanoli. A chiudere il secondo turno di A1 vi è il posticipo serale tra Avellino e Bologna (20.30).

Il programma nel dettaglio.

Cantù – Sassari, sardi senza Pinton

Mauro Pinton non ce la fa. Il play di Sassari ha accusato in settimana un risentimento muscolare che gli impedisce di essere presente a Cantù. Contro la Bennet, quindi, la Dinamo Banco di Sardegna presenterà una new entry: il 16enne Marco Spissu, play nativo di Sassari alto 180 centimetri, è stato inserito nella lista dei convocati di mister Meo Sacchetti. Alla vigilia della sfida contro i vice campioni d’Italia,lo stesso Sacchettio trova inoltre il momento per elogiare i suoi in seguito all’esordio della settimana scorsa contro Casale:

“Inizialmente una gara strana con molti errori da una parte e dall’altra, poi abbiamo saputo condurla in porto anche grazie a uno strepitoso Travis Diener”.

Casale non è Cantù, vero. Sacchetti lo sa e ha parole di rispetto nei confronti del roster di coach Andrea Trinchieri:

Bargnani alla Stella Azzurra… per allenarsi

Nba ferma per lockout, i grandi campioni hanno ora due obiettivi e altrettante scadenze. Primo step: verificare cosa verrà deciso nella riunione – DICONO SIA CAMPALE – del prossimo martedì. In caso di serrata confermata, da lì al secondo passo il tragitto è breve.

E la seconda tappa è proprio conseguenziale: accasarsi da qualche parte per garantire, a prescindere dall’Nba, che le proprie entrate siano sane e salve. O quanomeno, seppur ridimensionate, ancora a sei zeri. Nel frattempo, chi ha deciso di non perdere il tempo che passa è Andrea Bargnani, il quale ha lasciato Toronto per continuare ad allenarsi temporaneamente in Italia. E dove altro se non presso la società in cui il cestista si è formato?

Tant’è: Bargnani si tiene in forza presso i campi della Stella Azzurra, nella sua capitale. Il Mago ha indossato per due anni la maglia della società capitolina vincendo il torneo di Piombino ed esordendo a soli 16 anni nella prima squadra, allora impegnata nel campionato dilettantistico della B2. Bargnani si è detto contento ma vuole tornare a giocare:

“Let us play! Stay United. Fateci giocare! Restiamo uniti”.Questo il messaggio che ha scritto su Twitter.

Nba, Stern: “Accordo o lockout fino a Natale”

Si decide martedì. O l’Nba parte subito oppure fino a Natale non se ne parla. Lo ha ribadito il commissioner del basket statunitense di massima categoria, David Stern.

“Se non ce la facciamo martedì – ha affermato Stern in vista della riunione stabilita da proprietari delle franchigie e delegazione sindacale che fa capo ai cestisti – non giocheremo a fino a Natale“.

Il lockout, quindi, è a una fase di svolta: l’intesa sul rinnovo del contratto collettivo ha già portato alla sospensione delle prime giornate di  regular season e proprio il prossimo martedì sara giornata campale per conoscere i destini a breve termine dell’Nba.

 

Nba, il mediatore anti-lockout

Un mediatore federale per cercare di archiviare il lockout. La Nba si affisa a George Cohen, direttore del servizio di mediazione e conciliazione, che entra a far parte della nebulosa trattativa in atto tra proprietari delle franchigie e giocatori del campionato Usa. Cohen dovrebbe già assistere e presenziare alla riunione in programma per il prossimo martedì a New York: l’intento è quello di tentare di ricomporre le divergenze che impediscono di raggiungere un’intesa.

Le parole del referente governativo sono quelle di un veterano:

“Ho già partecipato ad alcune discussioni separate, informali e private con i principali rappresentanti dell’Nba e dell’Nbapa. È evidente – ha affermato Cohen – che il conflitto in corso avrà un impatto forte non solo sulle partite, ma anche, ed è la cosa più inquietante, su quanti lavorano e forniscono servizi nell’ambito dei match di basket e più in generale sull’economia di ciascuna città dove si svolgono gli incontri”.

Allo stato attuale: lockout in corso, cento gare annullate di pre season, le prime due settimane della stagione depennate.

Legadue, domani l’anticipo tra Imola e Barcellona

L’anticipo della terza giornata del campionato di Legadue (domani sera, ore 21, in diretta su RaiSport2) vedrà di fronte due squadre che vivono momenti diametralmente opposti. Da una parte, ci sarà l’Aget Imola che ha vinto le prime due gare di campionato e ha anche superato il primo turno di Coppa Italia, nonostante i tanti infortuni che hanno privato il roster di diversi elementi importanti. Dopo il ko subito durante il precampionato di Filippo Masoni, infatti, sono finiti in infermeria ancheTrent Whiting (sostituito da Gregor Hafnar fino a fine mese) e Patricio Prato, a forte rischio anche per il match di domani sera e per il successivo match a Verona, a causa dell’infortunio al ginocchio rimediato domenica scorsa. Dall’altro lato del parquet ci sarà la Sigma Barcellona, tra le favorite per la vittoria del campionato ma ancora a quota zero punti, dopo l‘eliminazione dalla Coppa Italia. Fin qui infatti, la squadra di coach Cesare Pancotto non è riuscita ad esprimere il suo grande potenziale, e il tecnico spera che la propria gara numero 900 in panchina possa regalargli una svolta positiva per la sua stagione.

Caso Hardy, ora finiscono nei guai anche i medici dell’ospedale Giurgiu

Continuano le polemiche sul caso-Hardy. Anche perchè adesso, la vicenda della morte del 23enne giocatore americano del Giurgiu – che venne aggredito in un locale dopo la partita contro la Dinamo Bucarest – adesso chiama in causa anche i medici. Secondo quanto affermato dal Ministero della Sanità rumeno, infatti, ci sarebbero sull’accaduto gravi responsabilità dei dottori: secondo il funzionario del Ministero Raed Arafat, Chauncey Hardy – giunto in ospedale già in coma – “avrebbe dovuto essere trasportato subito a Bucarest, cosa invece avvenuta dopo oltre quattro ore. Oltretutto, l’ospedale di Giurgiu non aveva i mezzi per capire l’esatta entità dei danni subiti da Hardy“. L’inchiesta dunque, é tutt’altro che chiusa e proseguirà. Intanto il sospettato – arrestato nella giornata di lunedi – resterà in custodia per un mese in attesa di giudizio, mentre la salma del giocatore verrà riportata negli Stati Uniti nelle prossime ore.

Legadue, quattro match dell’Enel Brindisi su Conto TV

Dopo aver raggiunto un accordo con RaiSport, per un match settimanale (l’anticipo del venerdi sera), la Legadue ha annunciato oggi di aver raggiunto un accordo legato all’Enel Brindisi, che per quattro match sarà trasmesso in diretta su Conto TV. La squadra di coach Piero Bucchi sarà sul canale 981 del pacchetto Sky per le sfide di domenica prossima contro la Giorgio Tesi Group Pistoia, di domenica 30 contro la Sigma Barcellona, di domenica 6 novembre contro la Fileni Jesi e di domenica 13 novembre sul campo di Sant’Antimo.

IneBRYANTe Sabatini: “Dear Obama, we have a dream”

Claudio Sabatini, presidente della Virtus Bologna, ha pubblicato sul sito online del club bolognese la lettera inviata al presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

Lo stesso Obama aveva infatti auspicato un epilogo imminente del lockout: ma secondo Sabatini proprio questa presa di posizione di Obama avrebbe intralciato la trattativaVirtus-Bryant, visto che la scorsa notte è saltata la conference call con Rob Pelinka, agente della stella dei Los Angeles Lakers. Ecco il testo sul sito Virtus:

Avremmo voluto mantenere confidenziale e riservato il messaggio inviato questa notte al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ma onde evitare interpretazioni errate, pubblichiamo il contenuto della lettera sopracitata.

“Dear Mr. President, We have a dream: to see Kobe Bryant playing for our Team Virtus Pallacanestro Bologna, the Italian town wellknown in the world as basket City. According to your wishes we hope that the Nba lockout will shortly stop but in the meanwhile let us have the chance to see at least for one game the great Kobe Bryant playing with our black and white jersey and be part of our history“.

La traduzione:

Montegranaro, azionariato popolare al via

L’appello al pubblico è la maniera diretta per chiedere ai propri tifosi di sostenere la Fabi Shoes Montegranaro: la Sutor, società che gestisce il club marchigiano, da il via al’azionariato popolare con cui diventa possibile rilevare quote societarie per sostenere il club nella massima serie.

La A1 di basket è biglietto da visita a tal punto prestigioso da indurre la dirigenza a chiamare a raccolta la tifoseria: con Sutor Special Club – rende noto Montegranaro attraverso un comunicato ufficiale – si mette di fatto in circolo

“il primo esperimento di azionariato popolare nella storia del basket italiano, per ottenere una diffusione capillare delle quote societarie. Acquistando le quote, i tifosi godranno di tutti i diritti e i doveri che per legge spettano ai soci”.

In scia a quanto fatto dal Barcelona Football Club, squadra di calcio che vanta 174.000 soci, anche Montegranaro ha pensato di proporre tale soluzione: le modalità di adesione sono più di una, per diventare soci occorre un’adesione che oscilla tra i mille e i cinque mila euro.

Scusate eh: ‘NBAstano 102 giorni di indegno squallore?

Cioè. E’ la guerra tra ricchi. E mi sta bene. Se la facessero senza scassare l’anima. Lockout o non lockout, a ‘sto punto dimentico l’Nba e mi accontento della A1. Me la faccio bastare. Anzi: parecchi momenti della prima giornata li ho proprio gustati. Gallinari e Assago, Teramo che quasi ci riesce,mr. Dean from Avellino a far paura a un Montegranaro che io – a Montegranaro – gli farei sempre tanto di cappello a prescindere. Società lungimirante, gestione intelligente, pubblico encomiabile, squadra mai doma. E Bologna-Roma all’overtime: palpitazioni eccetera eccetera. Ok.

  • Però me lo chiedo. Senza che nulla di tutto ciò possa tangermi direttamente me lo chiedo: per dignità, per interessi reciproci, perchè poi gli sponsor mettono mano al portafogli pure loro, perchè da che mondo e mondo la verità sta nel mezzo. Me lo chiedo: ma non va bene fare 50 e 50 con la garanzia, magari messa nero su bianco, che in base a una impennata degli affari, le percentuali differiscano (in favore dei cestisti) più in là? Diamine.
  • Sarà perchè la necessità (LA NECESSITA’) di scioperare è qualcosa che davvero appartiene a milioni di lavoratori; sarà perchè gli scioperi sono sempre stati un momento breve; sarà perchè tutte le sante volte tornava il delegato sindacale a informare che l’accordo era stato raggiunto. Intendiamoci: raggiungere un accordo, da che mondo e mondo e per noialtri, significa che da lì a qualche mensilità in busta paga si sarebbe potuto disporre di qualche euro in più. QUALCHE EURO IN PIU’. Allora. Si facciano la guerra tra ricchi e chissenefrega.
  • Allo stato attuale: occorre una redistribuzione dello spicchio complessivo. Ai cestisti, cui il contratto è scaduto il 30 giugno scorso, spettavano entrate pari al 57% del totale. Il nodo è lì: a fronte di un passivo dichiarato di 300 milioni di dollari cumulativi per 22 delle 30 squadre che fanno parte dell’Nba (dati relativi aslla stagione appena conclusa), i proprietari intendono ridiscutere il nuovo vincolo con cifre al ribasso.
  • Gli atleti hanno detto: bene, non meno del 53%.

Lockout Nba, Dwyane Wade: “Stern fa del male a chi lavora”

Andrea Bargnani, Derek Fisher, LeBron James e ora anche il suo compagnio di squadra nelle file dei Miami Heat. Dwyane Wade: il lockout Nba sbarca su twitter e a intervenire per inoltrare al contempo un pensiero che i tifosi possano recepire e un attacco diretto – sembrano le sue penetrazioni sul campo – a David Stern, commissioner della league nord-americana. Dichiara Wade:

  • Le parole di Stern fanno male alle persone che lavorano nelle arene, al business locale e ai nostri tifosi. Questa è una serrata, non uno sciopero”.

Lo stesso Wade aveva alzato la voce nel corso di una delle ultime riunioni, fiume e inutile, tenute tra delegazione di giocatori, delegazione di proprietari e referenti istituzionali (tra cui lo stesso Stern).

Boh, non saprei. E’ come se due colpevoli si accusassero a vicenda per scagionarsi.

Il rischio è che si ritorni al 1998 anche sotto il profilo delle figure di emme. Nella circostanza, ricordo un’uscita di Patrick Ewing il quale affermò – a lockout in corso – che

“facciamo un sacco di soldi, ma spendiamo un sacco di soldi”.

Qualcuno osò andare oltre (chi, tra i giocatori dallora in attività francamente non lo ricordo) affermando che

“la manutenzione e l’assicurazione dei miei otto veicoli costa la bellezza di 75.000 dollari l’anno”.

Maledetto me: da sei mesi con i mezzi pubblici perchè la benzina non riesco neanche più a pagarmela…