Esiste ancora la grande Siena?

di Redazione 0

Alla 2.a giornata di ritorno la Montepaschi ha già raggiunto il massimo storico delle 5 sconfitte nel corso del ciclo d’oro (5 scudetti). Ecco l’analisi di una stagione difficile, anche se all’orizzonte manca ancora la sfidante accreditata. Se Sparta piange, Atene non ride.  Viene buona questa antica locuzione, quando ancora la Grecia era un insieme di “città stato” , per definire il logoramento della sfida per la supremazia fra le due espressioni massime di quella civiltà italiana dei canestri. Se Milano battendo la Pesaro-Giamburrasca si asciuga la lacrime dopo essere scivolata al 5° posto, al massimo del suo splendore e sulla via della caccia allo storico  primato della A di 6 scudetti consecutivi Siena non aveva mai toccato le 5 sconfitte. E siamo ancora alla 2.a di ritorno.

Prova provata sui dubbi su questa Spaghetti League che tiene come spettatori, come ci infoma la Lega siamo sotto i 4000 di media,  ma  dal gradimento largamente inferiore alle attese e alla bisogna sui media  in quanto non ha portato quella scossa vitale  la novità delle telecronache in chiaro e digitale. Siena ha ancora un buon vantaggio, deve ospitare Milano e Bologna con le quali ha perso all’andata, ma sono sempre più frequenti ormai le sconfitte con squadre di seconda fascia, Prova inconfutabile che la Spaghetti League (come del resto l’Euroleague, perché i migliori europei giocano nella NBA compresi Gallinari, Bargnani e Belinelli)  si è certamente livellata ma non certo verso l’alto, appiattita dal “passaportismo”, del quale  Siena è vessillifera da un decennio. Le cattive imitazioni del sistema-Siena,  come si definisce la Montepaschi,  ha via via  snaturato l’identità italica, uno spostamento “centipetra”  facilmente riconoscibile nel gioco e in quel  gradimento generale che avrebbe dovuto essere l’effetto della doppia telecronaca televisiva al fine settimana.

Giudicato commercialmente  poco rilevato e non adeguato al traino di programmi di rating massimi, come dimostrano i palinsesti ballerini della rampante emittente  di  La7, perché il basket  ha dimostrato di tirare meno del Sei Nazioni di rugby ed è lontanissimo dal calcio. E non credo sia colpa solo di questa Legabasket subalterna che pure poteva e doveva fare  molto di più in termini di promozione e marketing per offrire un prodotto migliore al proprio partner. Avrebbe dovuto fare probabilmente un anno sperimentale tutto impostato sui canali generalisti prima di liberalizzare le dirette alle Tv locali, la vera ragione  dell’uscita di Sky che credo tuttavia tornerà a  fare capolino la prossima stagione.

Una scelta che ha sancito la definiva delocalizzazione del fenomeno, in quanto in questa  sua epoca d’oro  la squadra vincente non ha saputo conquistare un appeal pari a quello di Milano e Varese dei tempi d’oro (idem in termini di successi europei) o del progetto-Messaggero per Roma che consentì al basket di consolidare la sua impennata di popolarità, fino ai 3,5 milioni di telespettatori nel prime time degli europei del ’91 a Roma per le partite della nazionale. Nella A dispari, dopo 18 giornate Siena con 13/5 ha già toccato  dunque dopo il giro di boa le 5 sconfitte del 2004-2005 (14/5) alla 2.a giornata di ritorno, quello dell’ultimo scudetto fuori dal Granducato (vinse la Benetton nella finale con Climamio-Fortitudo).

Nelle successive stagioni la Montepaschi dopo 18 partire era 15/3 nel 2006-07, 17/1 nel 2007-2008,  17/1 nel 2007-2008, 18/0 nel 2008-2009, 18/0 nel 2009/2010, 17/1 l’anno passato e  il 13/5 di questa stagione , oltre a 2 successi ai tempi supplementari (78-83 ad  Avellino, 10.a g, e 88-86 in casa con la Novi Casale). Questo rafforza il concetto che Siena vincerà probabilmente ancora, ma che sta esaurendosi un ciclo, anche perché la Siena.vintage è fra le formazioni sportive  più spremute in circolazione a livello mondiale,  con ben 9 giocatori  del roster su 12 sopra i 30 anni, e precisamente per un totale di 33,3 anni di media del nucleo-base, senza dimenticare che  alcuni giocatori hanno subito operazione delicate e vari infortuni nel corso degli anni. Abbiamo in questo anno bisestile   con 32 anni Andersen e Ress, 33  Kristof Lavrinovic, 34 Rakocevic, Michelori, 35 Carraretto, Thornton, Kaukenas, Stonerook.  E arrivano a 29 Zisis e Moss. Quasi la metà taglia il traguardo dei 35. Questo significa una sfida nella sfida, anche se il sistema-Siena ha uno staff di primordine per  quanto riguarda preparazione e assistenza medica.

Le 5 sconfitte di Siena sono arrivate in questo ordine (fra parentesi punteggio finale dei senesi : 3.a giornata Caserta (casa, 65 punti),  6.a g. Armani (a Milano, 56 punti), 14 Pesaro (casa, 75 punti), 17.a  g. Canadian Solar (a Bologna, 71 punti), 19.a g. Umana (a Venezia, 60 punti). Dopo tanti anni e una serie di “cappotti” ha vinto con Milano, idem Bologna, e perso in casa con  Caserta e Scavolini e dalla neo-promossa (a tavolino) Umana Venezia  vincendo (fra le polemiche) al supplementare ad Avellino 77-83, e in casa 88-86 con la neo-promossa Casale. La formazione senese, fino a prova contraria,  è favorite. In giornate di grazia di tiro (che sono calate quest’anno, vedi le cattive percentuali di inizio stagione e la decisione di puntare su Rakocevic)  può firmare exploit come quello di Madrid della scorsa settimana in Euroleague ma ha il problema riguarda: il recupero fisico, la concentrazione e paradossalmente il turn-over e le rotazioni dei giocatori in gara,  in fondo  che riguarda le squadre ricche.

Chiaramente oltre anche all’invecchiamento-record, la  necessità di rivoluzionare la squadra con la fuga di Summers che nella NBA sta deludendo (questo dimostra che la Montepaschi non  ha indovinato la scelta ma solo per la debolezza della persona), un vero enigma tecnico che perdura  anche negli Stati Uniti perché ha messo piede in campo poche volte, senza molti minuti e con  pessimi risultati anche quando l’hanno provato come starter. Hanno avuto un peso anche gli infortuni, le successive “pezze” di mercato per rimpiazzare Summers e gli infortunati Lavrinovic e Kaukenas (Rakocevic e Thornton sono giocatori di ripiego, inoltre lo slavo è un atipico, play-tiratore e non di costruzione), scarsa fantasia  nel trovare soluzioni stimolanti e utili tatticamente (ad esempio far giocare assieme McCalebb e Zisis). E non avremmo mai, dopo averlo sgrezzato, ceduto un centro atletico come il serbo  Rakovic.

Naturalmente dobbiamo anche citare il calo fin troppo brusco di Stonerook, al minimo della pericolosità, che gioca lontano dalle aree, atleticamente non è un saltatore. Mettiamoci anche il rendimento degli italiani, forse proporzionale alle scelte o alla fiducia. Ultimo esempio, a Venezia, perché i 5 italiani, tutti del giro azzurro, hanno segnato fra tutti 9 punti  (con valutazioni basse, fino a -3 di Carraretto e -2 di Michelori contro 20 dei bravi cirenei veneziani. Il che  significa 11 punti di differenza in una gara con 3 punti di scarto dove non hanno segnato Carraretto e Michelori, Lechtaler non è stato mandato in campo  e il massimo marcatore è stato Aradori con 5 punti.
Questa concorrenza  interna ala squadra forse non offre più veri stimoli, spesso porta a decisioni strane (come gli ingressi di Michelori in Quintetto per uscire dopo il 1° errore, solo 4 minuti a Venezia). Insomma ci sono altre ragioni per ritenere ancora aperta la lotta per la prima posizione della stagione regolare, perché alle spalle di Siena ci sono Bologna con 1 vittoria in meno e a 2 segue il trio Pesaro, Cantù e Milano. Ma nemmeno c’è una squadra nuova all’orizzonte, e il fattore-campo e l’esperienza contano, specie in situazioni tipiche da guerra di nervi.

  • QUINTETTO IDEALE:  A.Coleman (Biella), J.White (Scavolini), Sczewzyk (Venezia), A.Fotsis (Milano),  G.Poeta (Bologna).
  • MVP: James White, doppia degna della sua classe nella Scala del basket, 1° nella valutazione (34) e 1° fra i marcatori.
  • DIETRO LA LAVAGNA Il basket va spaccato alla decisione di fine settimana sulla riforma dei campionati, la Lega Nazionale dice no, conviene illustrare la bozza e del progetto e metterla ai voti con un adeguato periodo di riflessione.
  • L’AGENDA Per l’Euroleague questa settimana (Tv Sportitalia)  1 febbraio Unics-Armani (Kazan 17.30), 2 febbraio Unicaja -Montepaschi (20.45 Malaga), Bennet-Maccabi (Paladesio, 20.45), per il campionato in Tv anticipo Casale-Varese sabato 4 febbraio 16.10 La7, posticipo Rai Sport domenica 5 febbraio Bologna-Milano (20.30).

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