I grandi del basket, Pete Maravich

In dieci anni di carriera tra i professionisti non è mai riuscito a salire sul tetto del mondo, ma Pete Maravich si è guadagnato comunque sul campo il diritto di accesso nella cerchia dei migliori del basket americano. Per su sfortuna non giocò mai in squadre ambiziose, sia a livello universitario che nella NBA, ma il suo nome riecheggia ancora oggi nei palazzetti di mazza America, quando si parla di gioco spettacolare, classe sopraffina e capacità realizzaiva con pochi eguali nella storia.

Pete Maravich infiammava i cuori dei tifosi già ai tempi del college, quando alla Lousiana State University infilava una serie impressionante di canestri nella squadra delle matricole. I 50 punti di media a partita mettevano in serio imbarazzo la squadra titolare, ma anche i sostenitori della regola che impediva alle matricole di giocare con i “grandi”.

Ma per Maravich venne il tempo di debuttare in prima squadra, come medie che sfioravano i 45 punti a partita (44,2 per la precisione), che lo portarono ad un totale di 3.667 punti in soli tre anni. Un record per NCAA, se si considera che all’epoca non esisteva il tiro da tre.

Senza Bosh Miami ancora ko, Deron Williams 57 punti

Intanto dopo 40 giorni di stop continua il mistero sull’infortunio a Bargnani per la gravità dello strappo al polpaccio sinistro, più grave di quello dell’anno scorso: dovrà rinunciare alle qualificazioni europee? Domenica, maledetta domenica per gli Heat che non riescono a festeggiare la nuova maglia “El Heat” allo Staples Center perdendo, dopo Utah la seconda gara consecutiva, per l’assenza di Chris Bosh, il nervosismo di Dwayne Wade che per la seconda volta nella sua carriera non finisce la gara per falli, condizionato certamente dal ricordo dell’azione costata nell’All Star Game  la frattura al naso di  Kobe Bryant  inarrestabile “eroe mascherato”, più di 100 punti nelle ultime 3 gare giocata con la mascherina protettiva.

Serie A1, risultati e tabellini della 6/a giornata del girone di ritorno

Si ferma la striscia di vittorie consecutive di Roma, in una giornata (in attesa del big match, il posticipo serale tra Siena e Milano) segnata da ben tre esterne e molte partite con poco equilibrio. L’Acea, ad esempio, non entra mai in partita sul parquet della Vanoli Braga (87-71 per i lombardi), così come la Canadian Solar che cade a Varese (86-63 per la Cimberio). Importanti colpi esterni invece per Caserta a Pesaro (81-75 con tardivo tentativo di rimonta della Scavolini contro una Otto sempre in vantaggio), di Cantù ad Avellino (72-63, break decisivo della Bennet nell’ultimo quarto) e di Montegranaro a Biella (73-63). Unico match combattuto a Treviso, dove alla fine la Benetton riesce a spuntarla su Casale Monferrato per 66-63. La Montepaschi Siena ha infine battuto EA7 Emporio Armani Milano per 77-68 (18-14, 35-30, 58-50) nel posticipo della sesta giornata di ritorno del campionato di serie A1 di basket. La squadra di Pianigiani con questo successo consolida il primato con 32 punti, mentre l’Olimpia resta a quota 26, con altre quattro formazioni.

 

MONTEPASCHI SIENA- EA7 MILANO 77-68
(18-14, 35-30, 58-50).
Siena: McCalebb 8, Zisis 13, Andersen 13, Carraretto 7, Thornton 11, Lavrinovic 6, Ress, Michelori ne, Lechthaler ne, Stonerook, Aradori 7, Moss 10. All.: Pianigiani.
Milano: Giachetti ne, Mancinelli 16, Hairston 13, Fotsis 4, Cook 9, Rocca, Filloy, Boroussis 14, Melli 8, Bremer 4, Gentile, Radosevic. All.: Scariolo.
Arbitri: Sahin, Taurino, Mattioli.
Note – Tiri liberi: Siena 21/24, Milano 14/17. Tiri da tre: Siena 6/21, Milano 8/24. Usciti per falli: Hairston al 39’01” (73-66). Fallo tecnico al 20’00” a Fotsis (Milano) e Scariolo (Milano). Rimbalzi: Siena 34, Milano 38. Spettatori: 5000 circa.

ANGELICO BIELLA-FABI SHOES MONTEGRANARO 63-73
(18-17, 31-41, 37-53, 63-73).
Biella: Jurak 5, Minessi 0, Coleman 15, Soragna 4, Pullen 23, Laganà 0, Miralles 10, Lombardi 0, Rossi ne, Magarity ne, Chessa 0, Dragicevic 6. All. Cancellieri.
Montegranaro: Karl 4, May 12, Perini ne, Nicevic 4, Zoroski 10, Di Bella 7, Mazzola 11, Piunti ne, McNeal 11,  Ivanov 14.
All. Valli.
Arbitri: Lamonica, Quacci, Pinto.
Note – Tiri da due: Biella 21/31, Montegranaro 22/39. Tiri da tre: Biella 3/19, Montegranaro 6/23. Totale tiri: Biella 24/50, Montegranaro 28/62. Tiri liberi: Biella 12/14, Montegranaro 11/15. Rimbalzi: Biella 26, Montegranaro 35. Usciti per falli: Soragna (38′), Chessa (39′). Spettatori: 3.797.

SIDIGAS AVELLINO-BENNET CANTU’ 63-72

(16-21, 33-34, 49-51)
Sidigas Avellino: Green 32, Gaddefors, Ferrara ne, Alborea ne, Spinelli ne, Infanti 2, Golemac 10, Izzo ne, Soloperto, R. Slay 8, Johnson 11. Allenatore: Vitucci.
Bennet Cantù: Micov 14, Markoishvili 10, Leunen 2, Marconato 2, Mazzarino 7, Perkins 17, Diviach ne, Shermadini 3, Cinciarini 2, Bolzonella ne, Brunner 15, Basile ne. Allenatore: Trinchieri.
Arbitri: Paternicò-Tola-Bettini.
Note: tiri liberi: Avellino 17/21, Cantù 13/16. Usciti per 5 falli: Markoishvili.

CIMBERIO VARESE-CANADIAN SOLAR BOLOGNA 86-63
(23-12, 44-27, 68-44)
Cimberio Varese: Demartini, Stipcevic 12, Rannikko 11, Talts 10, Diawara 8, Reati 5, Garri 6, Kangur 7, Ganeto 5, Bertoglio, Fajardo 14, Weeden 8. Allenatore: Recalcati.
Canadian Solar Bologna: Koponen 14, Vitali 2, Poeta 11, Gigli 6, Gailius 2, Quaglia ne, Lang 6, Werner 9, Vitali ne, Douglas 13. Allenatore: Finelli.
ARBITRI: Chiari-Giansanti-Provini.
NOTE: Tiri liberi: Varese 5/12; Bologna 11/14. Usciti per 5 falli: Douglas.

BENETTON TREVISO-NOVAPIU’ CASALE M. 66-63

(12-19, 30-39, 50-53).
Treviso: Ortner 14, Mekel 11, Becirovic 4, Goree 9, Bulleri, De Nicolao 8, Thomas 8, Masocco, Cuccarolo, Gaspardo, Moldoveanu 3, Viggiano 9. All. Djordjevic.
Casale: Malaventura 4, Hukic 6, Pierich 8, Martinoni, Chiotti 4, Temple 12, Stevic 11, Ferrero 2, Di Prampero, Shakur 4, Minard 12. All. Valentini.
Arbitri: Pozzana, Seghetti, Biggi.
Note: tiri da 2; Treviso 19/45, Casale 20/42. Tiri da 3; Treviso 5/14, Casale 5/24. Tiri Liberi: Treviso 13/16, Casale 8/11. Rimbalzi: Treviso 37, Casale 37. Falli: Treviso 20, Casale 18. Uscita 5 falli: Hukic (Casale) 39’10”, Chiotti (Casale) 39’50”.

SCAVOLINI PESARO-OTTO CASERTA 75-81

(11-17, 25-39, 52-63)
Scavolini Pesaro: White 14, Cavaliero 2, Hickman 23, Alibegovic ne, Cercolani ne, Cusin 7, Tortù ne, Flamini, Hackett 16, Lydeka 2, Urbutis ne, Jones 11. Allenatore: Dalmonte.
Otto Caserta: Maresca 14, Kudlacek 5, Righetti 2, Marzaioli ne, Collins 11, Smith 18, Stipanovic 4, Bell 15, Moretti ne, Cefarelli ne, Lonkarevic ne, Doonerkamp 12. Allenatore: Sacripanti.
Arbitri: Cicoria-Weidmann-Ramilli.
Note: Tiri liberi: Pesaro 17/25, Caserta 13/14. Usciti per 5 falli: Collins, Hickman.

VANOLI BRAGA CREMONA-ACEA ROMA 87-71
(24-18, 50-32, 67-52)
Vanoli Cremona: Lighty 14, Cinciarini 13, Mazic ne, Lottici ne, Antonelli ne, Tabu 6, D’Ercole 17, Perkovic 5, Milic 7, Rich 15, Tusek 10, Belloni ne. Allenatore: Caja.
Acea Roma: Marchetti ne, Tonolli ne, Mordente 5, Datome 8, Dedovic 14, Kakiousis 10, Gordic 7, Maestranzi 3, Staffieri ne, Tucker 10, Varnado 12, Slokar 2. Allenatore: Calvani.
Arbitri: Cerebuch-Duranti-Gori.
Note: Tiri liberi: Cremona 21/24, Roma 17/22. Usciti per 5 falli: nessuno.

I risultati della sesta giornata di ritorno del campionato di serie A di basket:

Banca Tercas Teramo-Umana Venezia 68-78
Sidigas Avellino-Bennet Cantù 63-72
Montepaschi Siena-EA7 Emporio Armani Milano 77-68
Cimberio Varese-Canadian Solar Bologna 86-63
Vanoli Braga Cremona-Acea Roma 87-71
Scavolini Siviglia Pesaro-Otto Caserta 75-81
Angelico Biella-Fabi Shoes Montegranaro 63-73
Benetton Treviso-Novipiù Casale Monferrato 66-63
Riposa: Banco Sardegna Sassari.

Classifica: Siena 32 punti; Sassari, Bologna, Milano, Venezia e Cantù 26; Avellino e Varese 24; Pesaro 22; Roma, Biella e Caserta 20; Treviso 18; Montegranaro 16; Teramo e Cremona 14; Casale Monferrato 10.

 

Perkins tradisce Oklahoma, brutto stop ad Atlanta

Prosegue il turn over per le leadership della NBA,  la sesta squadra della Eastern Conference, Atlanta,  impedisce a Oklahoma di raggiungere le 30 vittorie e torna al comando Chicago seguita da Miami col trio  nuovamente sotto l’80 per cento.

Non bastano 60 punti del formidabile duo dei Thundercity (35 per Durant ma appena 3 su 10 dall’arco) e i 25 di Westbrook e i 10 di James Harden e di Sergi Ibaka, perché l’impalcatura soffre per un problema che la squadra si porta sempre appresso, quello di Kendrick Perkins, un centro non all’altezza delle ambizioni  di questa formazione. “Cedro” commette 6 falli in 15’, con 1/3 al tiro, 5 rimbalzi, medie insufficienti (4,6 punti e 6,4 rimbalzi) per consentire alla franchigia dell’Ovest di succedere ai Dallas nell’albo d’oro.

Serie A1, Banca Tercas Teramo-Umana Venezia 68-78

Quarta vittoria consecutiva (tra le vittime Siena, Cantù e Pesaro), settima nelle ultime otto, secondo posto in classifica: sono questi i numeri del super campionato della neo promossa Venezia che continua la sua corsa strepitosa. L’Umana s’impone con autorità a Teramo (78-68): la squadra di Mazzon (5-0 contro Teramo) gioca da grande (quattro player in doppia cifra alla fine del match), prende subito in mano la partita (28-42 alla pausa lunga), ed allunga nel terzo quarto (massimo vantaggio sul +17, 41-58), per poi controllare senza troppi problemi il tentativo di recupero di Teramo. La Banca Tercas, senza americani dopo la partenza di Goods, subisce invece la terza sconfitta consecutiva restando terzultima in classifica con Montegranaro davanti a Cremona e Casale.

IL MATCH – La partita parte nel segno della Reyer, che chiude i primi il primo quarto in vantaggio sul +6 (21-15) grazie ai 7 punti di Slay e i 5 di Bowers. Nel secondo quarto entrano in scena Young (18) e Clark (16) e Venezia trova il primo allungo decisivo (42-26) mentre la produzione offensiva di Teramo (1/8 da tre e 11 perse nei primi 20′) è affidata al solitario Cerella. Venezia in pieno controllo del match anche nella seconda parte (53-37), con la Banca Tercas che ha un timido sussulto in apertura di ultimo periodo quando Polonara con 4 punti di fila firma il -7 (62-55), ma la Reyer non si scompone e risponde con un 6-0, ritorna a +13 (65-55) sino alla sirena finale.

Banca Tercas Teramo-Umana Venezia 68-78
(15-21, 28-42; 49-60)
Teramo: Ricci, B. Brown 15, Amoroso, Cerella 15, D. Brown 11, Fultz 12, Lulli, Green ne, Borisov 2, Listwon ne, Polonara 13. Allenatore: Ramagli.
Venezia: Clark 16, Allegretti 5, Causin ne, Tomassini ne, Slay 11, Szewczyk 12, Meini 2, Young 18, Bowers 9, Rosselli 3, Magro, Bryan 2. Allenatore: Mazzon.
Arbitri: Begnis, Sardella, Capurro.
Note – Tiri liberi: Banca Tercas 11/15, Umana 15/17. Tiri da tre: Teramo 3/24,,  Venezia 5/19. Rimbalzi: Teramo 31 (B. Brown 9), Venezia 32 (Slay e Bryan 7). Assist: Teramo 13 (D. Brown 4), Venezia 12 (Bowers 4)

Pietro Aradori unico azzurro MVP, stranieri d’Italia in luce nelle Top 16

Grazie a Pietro Aradori, anche l’Italia in questa stagione ha avuto l’onore di figurare fra i MVP della settimana nelle prime due fasi dell’Euroleague.

Il riconoscimento ufficiale  viene determinato dal ranking, ovvero l’indice di valutazione (somma di tutte le voci statistiche). La guardia bresciana ha raggiunto il 33 di ranking (primato personale)  nella 10.a giornata (ultima di regular season) in occasione della trasferta in Polonia (Prokom-Mps 53-79) e senza essere “starter” con questo scout: 23’15”, 23 punti, 5/6, 2/3 da 3, 7/10 tl, 7 rimbalzi, 3 assist, 1 persa, 1 falli, 7 falli subiti.

Nelle Top 16  ben 3 giocatori italiani (nell’ordine McCalebb, Cook e Markoishvili)  sono stati proclamati MVP della settimana, e Bo McCalebb ha raggiunto il picco della stagione  con 36 di valutazione.

Belinelli scrive 14, Dallas ko con gli Hornets

Nel testa a testa fra Chicago e Miami, i Bulls  dopo San Antonio vincono anche a Cleveland approfittando dell’influenza di Kyle Irving e dell’assenza del centro Varejao e col 5° successo consecutivo tornando al comando nella Eastern Conference. Sono i primi a toccare la boa delle 30 vittorie, mentre i lanciatissimi Heat (28/8) non riescono a raggiungere le 10  vittorie consecutive. Hanno infatti pagato  l’assenza di Chris Bosh (lutto famigliare) perdendo per un punto a Salt Lake City dopo averne recuperati 18 ed essere stati avanti di 3 (97-94) nell’ultimo minuto.

Non sono bastati 66 punti del duo James (35) e Wade (31) e le 6 bombe di Shane Battier (19 punti), il contributo della panchina è stato ridicolo (14 punti totali per 8 giocatori!),  l’assenza di Bosh  è stata marcata da  un handicap di ben 18 rimbalzi (32-50) e ne hanno approfittato per mettersi  in luce i due centri dei Jazz, il titolare Al Jefferson (20 punti) e la matricola Eneas Kanter, il turco n.3 dell’ultimo draft, decisivo con 11 punti e 6 rimbalzi entrando nella galleria dei nuovi gioielli della NBA.

Oklahoma e Miami volano senza il big-man

Passato il giro di boa di metà stagione (si chiude il 14 aprile con 66 gare), la regular season offre indicazioni più chiare, perdono terreno e scendono le quotazioni campioni di Dallas e i Lakers nonostante Nowitkzy e Bryant tegano splendidamente la scena, New York si diverte (e si consola) con Jeremy Lin, amato anche dalle superstar,  e per ora la partita è fra tre squadre anche se la domanda è:  Chicago terrà il ritmo dei Thundercity e degli Heat che stanno volando? Nel mini-turno di giovedì notte le franchigie di Miami e Oklahoma hanno ottenuto infatti rispettivamente il 7° ed 9° successo consecutivo firmati di rispettivi Dioscuri, da una parte Lebron & Wade e dall’altra Durant & Westbrook.

Euroleagua Siena nei quarti europei remake con l’Olympiacos

Nell’ultimo giro di roulette di Eurolega vincono Milano e Cantù, Siena  perde in casa, anche quest’anno alla fine  passa fra le prime otto solo un’italiana su 3 ma complessivamente è andata meglio. In questa Euroleague low-profile due squadre su tutte, Cska e Barcellona con 15 vittorie e 1 sola sconfitta, e clamorosa disfatta delle squadre turche, tutte e 3 eliminate nelle Top 16 per cui le Final Four di Istanbul si giocheranno dal 13 al 15 maggio senza una rappresentante dal paese organizzatore e sponsor della competizione con la Turkish Airlines.

Eurolega, Montepaschi Siena-Real Madrid 90-102

La Montepaschi Siena va k.o. per la seconda partita europea consecutiva, perdendo per 90-102 in casa col Real Madrid, ma chiude ugualmente al primo posto il girone di Top16 di Eurolega. Nei quarti di finale (che si giocano al meglio delle cinque partite), i campioni d’Italia affronteranno a partire dal 20 marzo l’Olympiacos, in quella che é la riedizione dello scontro playoff che l’anno scorso vide i toscani vittoriosi. Per la quarta volta negli ultimi cinque anni, dunque, i toscani entrano tra le prime otto squadre d’Europa. La Montepaschi ha chiuso il girone a pari punti con Real e Bilbao, che nell’altra partita del girone ha vinto il derby spagnolo a Malaga, ma per differenza canestri negli scontri diretti i biancoverdi sono primi, i baschi secondi con Madrid eliminata. La partita è stata per i primi tre quarti un continuo punto a punto a ritmi altissimi e con qualità di gioco da top europeo. L’equilibrio nel quarto periodo viene rotto quando il parziale 13-2 ospite porta il Real sul 77-87, riportato sul -5 dalla Montepaschi. Per passare il turno, al Madrid serviva un successo con 23 punti di scarto. Miglior realizzatori Reyes (17 punti) e Pocius (15) per gli spagnoli, McCalebb e Ress (entrambi a 15) per la Montepaschi.

MONTEPASCHI SIENA – REAL MADRID 90-102
(28-26, 53-52, 75-76)
Siena: McCalebb 15, Zisis 2, Andersen 11, Rakocevic 11, Carraretto 3, Thornton 7, Lavrinovic 8, Ress 15, Michelori ne, Stonerook 4, Aradori ne, Moss 14. All.: Pianigiani.
Madrid: Tomic 10, Sanz ne, Pocius 15, Suarez 10, Reyes 17, Mirotic 14, Rodriguez 7, Velickovic 2, Begic 7, Carroll 7, Singler 8, Llull 5. All.: Laso.
Arbitri: Pukl (Slo), Dozai (Cro), Lottermoser (Ger).
Note – Tiri liberi: Siena 21/30, Madrid 25/33. Tiri da tre: Siena 13/26, Madrid 5/17. Fallo tecnico: 16’00” Reyes (Madrid).
Fallo antisportivo: 36’02” Velickovic (Madrid), 38’09” Andersen (Siena). Usciti per falli: 38’09” Andersen (Siena).
Rimbalzi: Siena 20, Madrid 46.
Spettatori: 5800 circa.

La Virtus Bologna piange la morte di Lucio Dalla

Anche lo sport italiano, a cominciare dal basket, piange da oggi la morte di Lucio Dalla, scomparso a causa di un attacco cardiaco mentre si trovava a Montreux, in Svizzera, per una serie di concerti, di cui l’ultimo proprio ieri sera. Domenica prossima, 4 marzo, Dalla avrebbe compiuto 69 anni. Dalla é stato un grande appassionato di sport – famosissimi i successi dedicati a Tazio Nuvolari e Ayrton Senna – e da tifoso di basket. Dalla è stato infatti uno dei più famosi sostenitori della Virtus Bologna: la sua ultima apparizione al Palasport fu appena due mesi fa in occasione della vittoria sulla Montepaschi Siena. Dalla fu anche autore della sigla del campionato “Bim Bum Basket” che negli anni ’80 precedeva le gare trasmesse in diretta Rai. Infine, grazie alla grande amicizia che lo legava all’avvocato Gianluigi Porelli, nel 2002 Dalla partecipò al promo di lancio della Final Four di Euroleaga che si disputò a proprio a Bologna e che fu realizzato in Piazza Maggiore.

Eurolega Top16, Trincheri plaude la sua Bennet Cantù

La vittoria ottenuta ieri sera nell’ultimo turno delle Top16 dell’Eurolega sul campo dei lituani del Kaunas, nonostante l’eliminazione é fonte di orgolgio per la Bennet Cantù di Andrea Trinchieri.

Quando ho messo piede per la prima volta in questo palazzetto, ho realmente capito che in questo Paese il basket è una religione. Un’arena fantastica in una città di tradizione cestistica. Anche se la partita non aveva significati di classifica, abbiamo giocato di squadra e con intensità. Ci mancavano pedine importanti come Basile e Micov ma abbiamo lottato per 40 minuti. Per questo, il nostro successo mi rende davvero felice. L’Eurolega è stata un’esperienza straordinaria. Abbiamo giocato al massimo livello in Europa godendo di ogni singolo momento. Chiudere la campagna europea con un successo a Kaunas rende valore al modo in cui siamo stati in campo per tutta la competizione.

I grandi del basket, Bob Cousy

Il libro  del basket è pieno zeppo di storie di atleti destinati a carriere modeste, divenuti poi delle vere e proprie leggende grazie ad uno strano scherzo del destino. E’ la storia, ad esempio, di Bob Cousey, scartato dai Boston Celtics nel 1950. scelto dai Tri-Cities Blackhawks, girato ai Chicago Stags e – dopo il fallimento della franchigia – finito per ingrossare le fila dei Celtics.

All’epoca in pochi avrebbero scommesso su quel playmaker minuto e poco fornito atleticamente (185 centimetri per 80 chili di peso), ma Bob fece ricredere il mondo intero, diventando in breve tempo una delle colonne dei verdi di Boston negli anni della cosiddetta Dinastia.

Incredibile senso della posizione, capacità di ribaltare il gioco, velocità di pensiero e di azione, Cousy divenne il centro del gioco dei Celtics, esaltando le doti di compagni che rispondevano ai nomi di Ed Macauley, Bill Sharman e Bill Russell. Decine e decine di assist serviti per l’attacco (19 in una sola gara nel 1959) ed anche una buona capacità realizzativa, specie nei tiri liberi, dei quali Cousy era un vero specialista (30 punti dalla linea dei liberi in una partita del ’53).

In un libro la bella storia di Nando Gentile

E’ uscito  il 1° marzo  per Edizioni Graf  dei Napoli (prezzo 14.90, www.librisuinternet.net/negozio_edizioni_graf/cat043.htm) la biografia di Nando Gentile. Il titolo è “L’uomo dell’ultimo tiro”. Si tratta di un interessante  collage di articoli  che alcune penne, fra cui quelle del basket del suo tempo,  hanno dedicato all’ispiratore della favola della Juve del basket che Sante Roperto “docente laureato in veterinaria” (e mi precisa pure che insegna nella più antica Facoltà dell’Ateneo Federiciano di Napoli) ha raccolto in un libro di contenuti, inediti, che mette al centro il reuccio dello scudetto di Caserta, il primo e unico del sud.

Nando non ha giocato nella NBA come il compagno Vincenzino Esposito, ma oltre a segnare il canestro decisivo dell’impresa  di Milano, una pagina della storia casertana, con sette protagonisti figli della terra di lavoro fra cui il coach Franco Marcelletti, ha raggiunto altre tappe miliari.