Eurolega Top16, Trincheri plaude la sua Bennet Cantù

La vittoria ottenuta ieri sera nell’ultimo turno delle Top16 dell’Eurolega sul campo dei lituani del Kaunas, nonostante l’eliminazione é fonte di orgolgio per la Bennet Cantù di Andrea Trinchieri.

Quando ho messo piede per la prima volta in questo palazzetto, ho realmente capito che in questo Paese il basket è una religione. Un’arena fantastica in una città di tradizione cestistica. Anche se la partita non aveva significati di classifica, abbiamo giocato di squadra e con intensità. Ci mancavano pedine importanti come Basile e Micov ma abbiamo lottato per 40 minuti. Per questo, il nostro successo mi rende davvero felice. L’Eurolega è stata un’esperienza straordinaria. Abbiamo giocato al massimo livello in Europa godendo di ogni singolo momento. Chiudere la campagna europea con un successo a Kaunas rende valore al modo in cui siamo stati in campo per tutta la competizione.

I grandi del basket, Bob Cousy

Il libro  del basket è pieno zeppo di storie di atleti destinati a carriere modeste, divenuti poi delle vere e proprie leggende grazie ad uno strano scherzo del destino. E’ la storia, ad esempio, di Bob Cousey, scartato dai Boston Celtics nel 1950. scelto dai Tri-Cities Blackhawks, girato ai Chicago Stags e – dopo il fallimento della franchigia – finito per ingrossare le fila dei Celtics.

All’epoca in pochi avrebbero scommesso su quel playmaker minuto e poco fornito atleticamente (185 centimetri per 80 chili di peso), ma Bob fece ricredere il mondo intero, diventando in breve tempo una delle colonne dei verdi di Boston negli anni della cosiddetta Dinastia.

Incredibile senso della posizione, capacità di ribaltare il gioco, velocità di pensiero e di azione, Cousy divenne il centro del gioco dei Celtics, esaltando le doti di compagni che rispondevano ai nomi di Ed Macauley, Bill Sharman e Bill Russell. Decine e decine di assist serviti per l’attacco (19 in una sola gara nel 1959) ed anche una buona capacità realizzativa, specie nei tiri liberi, dei quali Cousy era un vero specialista (30 punti dalla linea dei liberi in una partita del ’53).

In un libro la bella storia di Nando Gentile

E’ uscito  il 1° marzo  per Edizioni Graf  dei Napoli (prezzo 14.90, www.librisuinternet.net/negozio_edizioni_graf/cat043.htm) la biografia di Nando Gentile. Il titolo è “L’uomo dell’ultimo tiro”. Si tratta di un interessante  collage di articoli  che alcune penne, fra cui quelle del basket del suo tempo,  hanno dedicato all’ispiratore della favola della Juve del basket che Sante Roperto “docente laureato in veterinaria” (e mi precisa pure che insegna nella più antica Facoltà dell’Ateneo Federiciano di Napoli) ha raccolto in un libro di contenuti, inediti, che mette al centro il reuccio dello scudetto di Caserta, il primo e unico del sud.

Nando non ha giocato nella NBA come il compagno Vincenzino Esposito, ma oltre a segnare il canestro decisivo dell’impresa  di Milano, una pagina della storia casertana, con sette protagonisti figli della terra di lavoro fra cui il coach Franco Marcelletti, ha raggiunto altre tappe miliari.

All Star Game 2012, l’Italia di Pianigiani

In occasione del prossimo Edison All Star Game 2012, in scena a Pesaro l’11 marzo 2012 quando si scontreranno la selezione dei migliori stranieri del campionato di basket italiano e la nazionale guidata da Simone Pianigiani, sono stati convocati i seguenti Azzurri:

  1. Aradori Pietro G/A Montepaschi Siena
  2. Cavaliero Daniele G Scavolini Siviglia Pesaro
  3. Chiotti David C Novipiu’ Casale Monferrato
  4. Cinciarini Andrea P Bennet Cantu’
  5. Cuccarolo Gino C Benetton Treviso
  6. Cusin Marco C Scavolini Siviglia Pesaro
  7. Datome Luigi A Acea Roma
  8. De Nicolao Andrea P Benetton Treviso
  9. Gentile Alessandro G EA7 Emporio Armani Milano
  10. Gigli Angelo A/C Canadian Solar Bologna
  11. Hackett Daniel G Scavolini Siviglia Pesaro
  12. Mancinelli Stefano A EA7 Emporio Armani Milano
  13. Melli Nicolò A EA7 Emporio Armani Milano
  14. Poeta Giuseppe P Canadian Solar Bologna

Bryant sfida i medici, Oklahoma sorpassa Miami!

“E’ una cosa seria,non si può prendere alla leggera, credetemi! In queste circostanze bisogna andare cauti, ed essere sicuri prima di giocare”.

Questa la dichiarazione rilasciata da Kobe Bryant uscendo dalla visita medica dell’ultimo minuto, prima di andare in campo mascherato dopo il serio infortunio dell’All Star Game: frattura del naso, botta al collo e lieve commozione cerebrale. Mica uno scherzo, ma la sua determinazione e la  sua classe hanno avuto la meglio in una prestazione storica e …stoica che rimarrà negli annali  della NBA per aver voluto giocare a tutti i costi, e rispondere sul campo alla polemica con il suo club riguardo le continue voci di mercato riguardanti il trasferimento di Pau Gasol. Voci  che  secondo Koby disturbano la squadra troppo legata ai suoi canestri e rientrata  Top ten in questo momento.

Nando Gentile l’uomo dell’ultimo tiro

Da giovedì 1 marzo in tutte le librerie: la biografia di Nando Gentile, icona del basket italiano, si chiama “L’uomo dell’ultimo tiro” e traccia un excursus professionale e umano delcapitano indelebile della Juvecaserta.

Scritta dall’autore Sante Roperto, riferisce vita e carriera di un colosso della pallacanestro tricolore, visto che Gentile già capitano del roster di Caserta a soli 16 anni e bandiera dell’unico club del sud che, finora, ha conquistato uno scudetto nella storia del basket italiano.

I grandi del basket, Kevin McHale

Non il più grande cestista in assoluto, ma sicuramente tra i migliori che abbiano mai calcato i parquet del basket americano. Parliamo di Kevin McHale, formidabile ala grande dei Boston Celtics, capace di trascinare i verdi sul tetto d’America per più di un decennio, al fianco di Larry Bird e Robert Parish.

Un americano “di importazione”, se si considerano le origini croate della madre ed irlandesi del padre, ma americano a tutti gli effetti, non solo per cittadinanza, ma anche per la capacità di trattare il pallone a spicchi come pochi altri nella storia della pallacanestro.

E dire che McHale aveva di fronte a sé una fantastica carriera nell’hockey su ghiaccio, vista la grande passione che riponeva sin da piccolo per mazza e disco. Ma l’altezza al di sopra della media gli consigliò ben presto di dedicarsi al basket, sport che gli permise di togliersi numerose soddisfazione nel corso della carriera.

Serie A1, recupero Sidigas Avellino-Bancas Teramo 75-63

La Sidigas Avellino fa suo il recupero di campionato contro Teramo per 75-63 e aggancia Cantù e Venezia al quinto posto in classifica a quota 24. Il successo biancoverde porta la firma dei lunghi, con Slay a 17 punti, Johnson a 16 con 11 rimbalzi, Golemac a 15, ma anche dai 34′ di Taquan Dean, sceso in campo stoicamente nonostante l’infortunio al polso sinistro che lo vedrà fuori uso sino al termine della stagione. Dean chiude con 5 punti e 2/9, ed ha aiutato una squadra che  non schiera Dimitri Lauwers, prossimo all’addio. Teramo invece delude, escludendo i 14 di  Amoroso e gli 11 dell’ex di turno Dee Brown, subendo anche un 18-0 pesantissimo dopo l’intervallo che vale il +26 (59-33) decisivo per l’esito finale del match.

Eurolega, Zalgiris Kaunas-Bennet Cantù 71-77

La Bennet Cantù saluta le Top16 con una vittoria di prestigio la sua positiva avventura nella Eurolega 2012 di basket. La compagine allenata da Andrea Trinchieri si è infatti imposta 77-71 sul campo dello Zalgiris Kaunas nell’ultima giornata delle top 16. Entrambe le squadre erano già eliminate. Grande prova di Markoishvili con 32 punti.

ZALGIRIS KAUNAS-CANTU’ 71-77
(18- 23, 36- 39, 50- 50)
ZALGIRIS KAUNAS: Popovic 15, Lipkevicius 3, Kalnietis 12, Delininkaitis,  Rakovic 14, Klimavicius, Jankunas 7, Javtokas 9, Kuzminskas 4, Salenga  2, Weems 5, Collins. All. Trifunovic
BENNET CANTU’: Markoishvili 32, Leunen, Marconato 4, Mazzarino 9, Perkins 8, Diviach ne, Shermadini 16, Cinciarini 6, Bolzonella ne, Meroni ne, Brunner 2. All.: Trinchieri.

Eurolega, Ea7 Armani Milano-Ulker Fenerbhace Istanbul 85-72

L’Ea7 Milano, già eliminata in Eurolega, supera in casa per 85-72 i turchi dell’Ulker Fenerbhace Istanbul nell’ultimo turno delle Top16. I turchi hanno anche avuto in mano l’occasione della qualificazione (anche alla luce della vittoria del Panathinaikos sulla diretta concorrente, l’Unics), ma dopo averla sprecata malamente, venendo battuti da un’Olimpia trascinata da un Hairston in stato di grazia (miglior realizzatore della gara con 27 punti) e da un Cook distributore di assist (saranno 8 al termine del match). A convincere é stata comunque la buona prestazione di squadra. Milano ha spinto gli avversari a commettere diverse infrazioni di 24 secondi, mentre offensivamente ha alternato tiri dall’arco e dalla lunetta, dove invece al Fenerbahce é mancata lucidità. Negli ultimi due quarti i turchi escono di scena e giocano in modo nervoso permettendo all’EA7 di spingersi sino al +14. Una vittoria che dà fiducia ai biancorossi anche in chiave campionato, dove domenica prossima l’Armani (seconda in classifica) incontrerà in trasferta proprio la capolista Siena.

MILANO-ULKER FENERBAHCE 85-72
(20-21, 46-40, 66-55)
Ea7 Milano – Giachetti ne, Mancinelli 4, Hairston 27, Fotsis 5, Cook 10, Rocca 3, Filloy ne, Bourousis 7, Melli 0, Bremer 10, Gentile 12, Radosevic 7. All.: Scariolo.
Fenerbahce Ulker: Ukic 12, Turkcan 0, Atsur 3, Vidmar 5, Peker 5, Gist 12, Savas 6, Demirel ne, Candan ne, Tomas 0, Bogdanovic 14, Preldzic 15. All.: Spahija.
Arbitri: Martin, Belosevic, Vojinovic.
Note – Tiri liberi: EA7 13/19, Ulker 18/27. Tiri da 3 punti: EA7 8/20, Ulker 6/21. Rimbalzi EA7 33, Ulker 36. Usciti per 5 falli: Gentile a 32′ 14″, Peker a 34′ 10″. Falli tecnici: Cook a 34′ 10″, Peker a 34′ 10″. Falli antisportivi: nessuno. Spettatori: 2500.

Serata no di Belinelli, Chicago ne approfitta

Archiviato l’All Star Game di Orlando, un altro grande spettacolo che si riflette direttamente sulle Olimpiadi di Londra visto l’impegno dei big del Dream Team, la Regular Season è ripresa con Andrea Bargnani ancora fermo da fine gennaio (ha giocato in tutto solo 13 partite causa uno strappo al polpaccio) e Gallinari che con la sua squadra in leggera caduta  sta preparandosi al rientro fra una decina di giorni per l’infortunio alla caviglia  sinistra, frattura complessa  perché  ha rivelato una precedente microfrattura. Fra gli italiani in campo solo Marco Belinelli tradito dal tiro da 3 (3/7 totali, 0/3 dall’arco), per cui New Orleans ha pagato dazio con i Bulls di Derrick Rose (32 punti) in una partita molto equilibrata nella quale Kaman ha vinto il duello sotto canestro contro Joaquin Noah ma Chicago ha tagliato per prima il traguardo delle 28 vittorie, anche rimane sempre al 3° posto dietro Miami e Oklahoma.

Basket in Tv, che guaio venire dopo l’All Stare Game!

Ovvero  il campionato professionistico e quello  italiano. O  meglio: Nba Entertainment e l’equivalente italico. Premessa : non potendo spesso assistere in diretta  alle partite televisive e non dello sport che in cuor mi sta, abuso della tecnologia di MySky registrando  finche la memoria regge. E questo Weekend ho messo a dura prova apparecchiature e televisioni.

Oltre il superevento al quale lavoravo, Milan-Juve, ho registrato l’AllStar Weekend, l’anticipo su La 7d e il posticipo di Rai Sport. Da qui il  titolo di quest’articolo, che , attenzione , non vuole essere né cattivo  e tantomeno ipercritico, solo che l’accostamento tra le tre trasmissioni diventa impietoso di suo.

I Kings a Sacramento, nuova Arena entro il 2015

Si scrive Kings e si legge, da sempre, Sacramento. Una delle franchigie californiane della Nba, che ha seriamente rischiato di dover abbandonare la città di riferimento, pare non si muova più da dov’è.

Dopo una serie di fumate nere, infatti, sembra che – lo riferisce il Sacramento Bee – il club abbia raggiunto un accordo con la città per la costruzione di una nuova arena.

Tra qualche giorno verrà reso noto il piano finanziario che l’amministrazione locale voterà il prossimo 6 marzo 2012 ma pare vi sia la disponibilità di 387 milioni di dollari per la realizzazione di una nuova Arena che dovrebbe entrare a regime dalla stagione 2015.

Le reazioni all’annuncio da parte del sindaco di Sacramento Kevin Johnson sono di giubilo:

“E’ un giorno nuovo per Sacramento – ha dichiarato il primo cittadino – un giorno importante per la nostra comunità. È fatta”,

frasi pronunciate a margine dell’intesa con George e Gavin Maloof, proprietari dei Kings.

Nba All Star Game 2012, Jeremy Evans vince lo Slum Dunk Contest

Lo Slum Dunk Contest, la gara delle schiacciate per eccellenza ha tenuto banco anche nel corso dell’All Star Game 2012 e ha incantato per le gesta tecniche messe in evidenza dai cestisti. Ad aggiudicarsi l’evento è stato Jeremy Evans, Utah Jazz, che ha letteralmente mandato in visibilio li appassionati e i tifosi del basket a stelle e strisce.

In effetti, va detto che Evans ha incantato e sorpreso tutti: vittoria conquistata con pieno merito – a votare è stato il pubblico con un sms o un tweet – sebbene fino a sette giorni prima non fosse neppure nella lista dei partecipanti.