Inchiesta Mens Sana, perché si è dimesso il presidente Minucci

di Enrico Campana Commenta

Le dimissioni del dott. Ferdinando Minucci dalla carica di presidente  della Mens Sana Basket SpA sono uno dei  primi effetti palpabili in casa Mens Sana dopo l’operazione massiccia della Guardia di Finanza disposta dalla Procura che riguarderebbero ipotesi per pagamenti di giocatori all’estero (contratti d’immagine) e la prassi fiscali, e che avrebbe avuto un precedente  verso la fine del 2010 con un’ispezione delle Fiamme Gialle arrivata poi alla Comtec, l’organo di controllo della Fip, per la posizione del giocatore Eze, nigeriano diventato italiano per matrimonio, regolata con una conciliazione di oltre 200 mila euro.

Altro fatto di non poco conto la comparsa sulla scena della casa madre, e cioè la polisportiva, socio di maggioranza, che ha fatto da garante nell’atto costitutivo col quale fin dal 1995 le maggiori istituzioni senesi (Fondazione Mps, Provincia, Comune, Camera di Commercio) garantirono attraverso la Fises (Finanziaria senese di Sviluppo) finanziamenti necessari per costruire una squadra vincente, fino al dominio a partire dal 2004 e il record degli ultimi sei scudetti in sei stagioni.

 Minucci fa un passo indietro formale, lascia la presidenza a Cesare Lazzeroni, un atto  per  alleggerire  la pressione sulla propria persona e la squadra e forse anche di assunzione di responsabilità della “casa madre” che però è stata sempre in sintonia con la sua linea ambiziosa e decisa di lesadership indiscussa nel basket. Il dott.Minucci, arrivato a un ruolo nel basket ai primi Anni 90 dopo essere stato dipendente della banca senese, artefice a sua detta del matrimonio fra la Mens Sana  e la banca e le massime  istituzioni senese, è stato presidente per 6 anni. Nella prima fase dell’operazione il presidente era Giuseppe Ciupi, in seguito per tre anni il dott.Roberto Morrocchi, anch’esso dipendente del Monte dei Paschi ex  allenatore minore di vari club senesi.

Cosa sta succedendo, si chiede la gente? E’ chiaro che il club e  il personaggio che ne ha scritto la storia a tutto tondo dovevano fare una mossa e dare un chiarimento per far capire di non avere nulla da temere. In pratica però non cambia nulla, il dottor Minucci resta infatti  amministratore delegato, direttore operativo e conserva le attribuzioni di consigliere di Legabasket, di membro del comitato per i rapporti con la Fip per la Convenzione (quote stranieri, premi di produzione per chi utilizza i giocatori italiani, etc) e siede nel direttivo dell’Euroleague. Alla Fip ritengono che il caso si sgonfierà,sono fiduciosi  sull’operato del club  senese, che nella peggiore delle ipotesi in caso di irregolarità sarebbe parificata a una “frode sportiva” con una penalizzazione in punti. Del resto il 14 dicembre Gianni Petrucci ebbe a dichiarare che “Minucci è il miglior presidente del basket italiano”. Una frase impegnativa, specie se  pronunciata dal presidente del CONI.

Per quanto riguarda la fiducia della banca, non ci sono stati commenti, la vicenda è scorsa fra le festività  e  si rimane dunque all’attestato rilasciato dei vertici dell’istituto di alcuni mesi fa quando nell’annunciare un futuro disimpegno di Mps (per ora, in tempi di crisi e spending rewiew, la sponsorizzazione sarebbe stata ridotta da 13 a 10 milioni, un modesto sacrificio) si dissero convinti che le sue capacità sarebbero state una garanzia per il futuro.

Sul sito della  Mens Sana si è dato  conto dei primi sviluppi dell’ inchiesta, presentata con una notizia  Ansa  “per una presunta frode fiscale per pagamenti in nero all’estero degli emolumenti dei giocatori”, e si  legge questa nota:

“In data 29 dicembre 2012 si è riunito il consiglio di Amministrazione della Mens Sana Basket Spa. Oltre ai Consiglieri e i Sindaci Revisori era presente come invitato anche il Presidente della Polisportiva, socio di maggioranza della Società. Tra i vari punti all’ordine del giorno è stato affrontato anche quello relativo all’indagine della Guardia di Finanza che ha coinvolto la Società di viale Sclavo. Il consiglio di amministrazione si é reso disponibile a sottoporre alla polisportiva un eventuale avvicendamento, ove la stessa ritenesse di poter gestire meglio la situazione attraverso altri soggetti.
Il Presidente Ferdinando Minucci, dopo avere edotto i presenti sul punto in questione, ha anche comunicato di avere assunto la decisione di rimettere la carica di Presidente, così da dedicarsi esclusivamente alla parte sportiva e consentire alla società di affrontare questo delicato momento con la massima libertà di azione e con la maggiore incisività possibile sul fronte delle contestazioni fiscali sollevate. Il Consiglio di Amministrazione ed il Collegio Sindacale hanno ribadito apprezzamento e condivisione dell’operato di Minucci e quindi, preso atto della volontà del Presidente, il Consiglio stesso ha deciso di nominare il Vicepresidente Cesare Lazzeroni nuovo Presidente della Mens Sana Basket. Alla carica di Vicepresidente è stato poi chiamato il Consigliere Luca Ciurlia, mentre resta confermato il ruolo di Amministratore Delegato. A Minucci, che rimane nel consiglio, sono state infine confermate tutte le deleghe per la parte sportiva e di rappresentanza della Mens Sana Basket in Eurolega, Federazione e Legabasket
”.

L’azione della Guardia di Finanza chiamata “Time Out” è partita dalla Procura che ha aperto un fascicolo ad hoc  affidato al dottor Antonino Nastasi, un giovane magistrato sulla quarantina, proveniente da Messina, dove ha svolto importanti inchieste (fra le altre sull’Università) e che ha in mano la discussa acquisizione di Antonveneta Siena, Galaxopoly (ovvero la gara d’appalto sull’aeroporto di Ampugnano dove volava anni fa con voli privati anche la Mens Sana Basket dopo le trasferte di coppa) che il 21 gennaio arriverà alla richiesta di rinvio a giudizio. Da ultimo ecco la clamorosa azione a tappeto disposta sulla Mens Sana Basket, imparentata però alla sua famosda banca attraverso una partecipazione con la Fondazione,  con la perquisizione della sede e anche dell’abitazione del dott.Minucci e sembra anche della segreteria.

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