Belinelli e Hornets ko, Boston si risveglia

di Charlie 1

Undici vinte e due perse: la seconda sconfitta per i New Orleans Hornets di Marco Belinelli giunge – forse inattesa – sul parquet di Los Angeles e di fronte a una compagine – quella dei Clippers – che ha saputo difendere bene e ripartire anche meglio: finisce 99-95 dopo 40′ di grande agonismo e incertezza.

L’italiano ex Warriors e Raptors non incanta ma nei 14 punti messi a referto si conferma in fase di crescita con 2/9 da tre punti e un assist in 39’22”. Meglio di lui, il compagno di squadra David West, autore di 30 punti e dieci rimbalzi complessivi.

Inevitabile la presa d’atto che vede i Clippers finalmente fuori da una storia recente che raccontava di 9 sconfitte consecutive. Per i padroni di casa, 27 punti di Gordon.


Ottime nuove, invece, in casa Celtics visto che Boston, dopo le due batoste (soprattutto psicologiche) messe in tasca in seguito alle sconfitte con Hornets e Toronto, riesce a espugnare Atlanta e, contro gli Hawks, ritocca anche un record che resisteva dal 1957: avendo chiuso il primo quarto con un vantaggio imponente (39-13, +26 punti) Garnett e compagni hanno frantumato il precedente primato legato al massimo vantaggio con cui sia stato mai chiuso il periodo iniziale di una sfida (contro i Knicks, nel 1957, Boston conduceva di 25 punti).

Non solo questo ma anche una prestazione più che positiva da parte di Shaquille O’Neal che, soprattutto nel primo quarto, divora da solo la difesa avversaria. Mai in partita, Atlanta, che alla fine del secondo quarto si trova sotto di 31 punti. Il finale – 76-99 – garantisce momenti di protagonismo anche a Nate Robinson che in cabina di regia aveva il compito di non far rimpiangere l’infortunato Rajon Rondo: con 16 punti e 10 assist ci è riuscito più che bene. Gli altri: Kevin Garnett 17 punti, 11 rimbalzi; Paul Pierce e Shaquille O’Neal 13 punti (Shaq anche 11 rimbalzi). Nelle file di Atlanta, bene solo Mike Bibby, che piazza 11 punti complessivi che gli valgono la palma di top scorer dei locali. E se il miglior marcatore ha all’attivo solo 11 punti diventa troppo semplice capire quale sia stato il problema sostanziale per Atlanta.

Commenti (1)

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