Dossier – La battaglia dell’Armani sulla trasparenza, puntata 2

di Enrico Campana 2

 LA QUESTIONE ARBITRALE – Puntata 1

Si va verso le partite per lo scudetto con Proli e Scariolo contenti del “clima costruttivo” che si è creato nell’interrogatorio del Procuratore. Pronto  un salvacondotto generale: dal prossimo anno il  nuovo CIA passerà al sorteggio per la A.

Siamo arrivati  ai playoff del basket col peggiore approccio possibile,  con un via vai nell’ufficio del Procuratore.  Da tutte le parti partono bordate a quello che qualcuno ha definito“sistema”. In realtà sono conventicole in attesa del papa bianco. Tranquilli, non accadrà nulla, nessuno ha interesse a far scoppiare la bomba o sollevare il coperchio del pentolone, certo meglio sarebbe – così sperano Lega, designatori e Fip  – che Zancanella desse quanto prima le dimissioni. Finirà  di nsicuro con un  salvacondotto generale, tutto cambierà  (perché niente cambi?, come nel Gattopardo).  Le nuove nomine dalla A alla Z sono già in pectore: sorteggio, un designatore, queste le principali novità. Peraltro nello sport italiano non è alle viste alcune “riforma Monti”, se il Governo non riesce ad avere un consenso sociale e deve risolvere problemi ben più gravi.

Per non perdere potere avendo capito che la fiducia in Zancanella via via si sta rivelando un boomerang politico, la Lombardia si è tolta intanto dal pool  delle 4 regioni che ha deciso per la “cura omeopatica”:  arbitri e commissari nuovi per guarire il malato, peccato che sia peggiorato.  Il Veneto  da parte cercherà  forse di far tornare in Italia Nar Zanolin. Licenziato da Fiba Europa, il globetrotter del fischietto che fra le tante dimore sparse per il mondo ne possiede una anche a Treviso, potrebbe quindi sfogare la sua passione per il golf nel vicino e bellissimo campo di Asolo. Ma questa volta Gianni Petrucci (o chi per lui, perché fra il dire e il fare c’è di mezzo la crisi e …la crisi di coscienza) sulla poltrona della Fip del dopo-Meneghin farà pollice verso, con la scusa che  il budget non consente l’ingaggio dell’italo-canadese. Anche se, ripeto, i suoi boys senza più il  “santo” protettore ci proveranno ma verranno normalizzati.

La cronaca recente ha registrato, intanto,  la richiesta del sorteggio arbitrale da parte di un club nell’assemblea di Lega,  ufficializzazione della sfiducia nel lavoro il consulente-designatore  profumatamente pagato (che fra annessi e connessi costa 80 mila euro all’anno, per cui fa piacere sapere che un  vigile urbano col secondo lavoro può guadagnare  quanto il suo capo).

Da parte loro i vertici del’Armani  hanno denunciato ripetutamente sui media (comunicazione progresso..) l’esistenza di un sistema “rancido e incancrenito” (parole e musica di Sergio Scariolo) puntando il dito contro il  sistema arbitrale. Domanda:  perché  mai allora   continuano a pagare  il designatore se non gli andava bene, e hanno aspettato fino adesso?.   Giustificano  i  loro “j’accuse” (un po’ generici) dopo aver fallito sul campo negli ultimi anni e anche  in diplomazia spiegando di aver chiesto solo trasparenza, paghi del risultato raggiunto. Che sarà il non luogo a procedere. Se un’altra società e un “povero cristo” di coach senza i titoli europei di Scariolo o di presidente avessero fatto questa levata di scudi, sarebbero finiti nel tritacarne. Invece vi passiamo  il comunicato che anticipa  la scontata archiviazione o, al massimo,  la sospensione per due… allenamenti dei due  postulatori ufficiali.

“Il presidente della Pallacanestro Olimpia EA7 – Emporio Armani Milano, Livio Proli e il capoallenatore Sergio Scariolo – questo il testo accompagnato dalla foto del sorridente duo  esternatore di tesi complottarde, capolavoro della nuova comunicazione “stile Armani” –  sono stati sentiti dal Procuratore Federale Avv. Roberto Alabiso. Il presidente ed il coach hanno chiarito il loro pensiero rispondendo a tutte le domande in un apprezzato clima costruttivo”.

Ma quel “clima costruttivo”, foriero di una  schiarita, non riguardava semmai un bel comunicato Fip dettato dal Procuratore?
Il  Cia continua invece   a muoversi purtroppo come l’elefante nel negozio di chincaglieria scivolando,  nella compilazione della classifica di fine stagione,  sulla buccia di banana dello sciagurato  caposaldo della propria riforma, alla voce  “giudizi valutativi” (o  “codice Zancanella”). E su questo caso, paventata la fuga di notizie sulla medesima classifica si agita adesso addirittura il sospetto del trafugamento dei verbali perché – incredibile ma vero – il  designatore degli Osservatori e anche Super-Osservatore (sic!) li tiene in casa invece di depositarli nella sede istituzionale. Per cui, tardivamente, captati i malumori e la gravità,  il segretario  Fip  li avrebbe richiesti  per un minimo di rispetto  della legalità oltre che di forma. E’ come se un  Prefetto si portasse a casa gli atti esecutivi del suo ufficio.

“O peggio ancora – chiosa  Francesco Grotti, il tribuno  dei fischietti –  se un direttore finanziario di una grande banca  tenesse a casa sua i documenti utili al bilancio, e già mi immagino che  tipo di bilancio!”

In questo calderone è finita anche la storia delle “dimissioni pilotate”, incardinata come  l’anno scorso sempre sulla strana “aspettativa”  dell’arbitro veneto Gori. Ritiratosi  durante la stagione conscio della retrocessione  è riuscito a salvarsi chiedendo l’aspettativa, ovviamente accettata, e  al suo posto è andato fuori un collega. L’anno passato era toccato al romano Giovanrosa  del quale la Giudicante ha deciso  il reintegro.  La presidenza della Fip e Zancanella, guarda un po’, hanno però  presentato ricordo creando un conflitto fra organi di giustizia.  Cosa che non dovrebbe accadere nello sport, per le ricadute prevedibili.  La matassa  è tanto intricata e delicata che stavolta si prende tempo per decidere,  la Corte Federale.

Strano, c’è voluto un anno buono  per una pratica che con un minimo di buon senso si poteva chiudere in un minuto. Era il classico “caso urgente” da risolvere prima dell’inizio dei campionati per dare, oltre a certezza del diritto, rispetto e dignità a tutti gli arbitri, non solo a Giovanrosa il quale aveva e ha il diritto di conoscere il campionato  nel quale arbitrare.  Gori non era idoneo a dirigere la A, forse aveva problemi suoi, comprensibilissimi, ma era forse un fischietto da NBA o Euroleague? Non aveva invece i requisiti tecnici e  di forma richiesti. Tutto qua. Un anno di Legadue gli avrebbe fatto bene, come può essere stato nuovamente il  protagonista scomodo di questo  tira-e-molla, fino a dimissioni tardive (datate 3 maggio, finita la regular season).Il problema era solo “tecnico” e di semplicissima soluzione:  se uno non è all’altezza lo si invita a migliorare,  non lo si trascina nei tribunali del basket. Ma presto, magari,  avanti di questo passo, della “questione arbitrale” si dovrà  occupare qualche Procura  che  magari  dicono potrebbe aver già  cominciato a raccogliere elementi in merito.

Sì, a parte che con lo scandalo delle Scommesse del Calcio qualcuno comincia a pensare che sarà il caso di verificare se queste turbolente arbitrali hanno origine magari col sistema anti-meritocratico denunciato dalla PM di Reggio Calabria.  Fonti attendibili riferiscono che “a seguito dell’esame particolareggiato da alcune  decisioni assunte nell’ambito degli organismi di indagine e  Giustizia sportiva della FIP per fatti riguardanti il settore arbitrale, e la violazione di principi sportivi di tutta evidenza, il caso  è meritevole di essere valutato non solo in ambito CONI quale Organo controllante, ma di  denuncia all’Autorità giudiziaria”.

All’uopo si ipotizzano  procedimenti affidati a un collegio di superavvocati, con richieste di risarcimento a più zeri. E, appunto, sarebbe una partita in… campo esterno.
Fra un pasticcio e l’altro si è scoperto anche  che Zancanella figurava fra gli indagati  nella attività di indagine della Polizia di Stato con contestuale denuncia  alla Procura di Reggio Calabria  in data 29 giugno 2009  per l’ipotesi di reato di “Abuso d’Ufficio in concorso, art.110, 81 cpv e 323 c.p. “. Il magistrato di Baskettopoli  ha stralciato fra le tante sorprese anche la sua posizione, però sembra che nessuno alla Fip    sapesse nulla. Perché mai, considerata la portata del processo e alcune zone opache – si chiede la gente – non si è  verificato  se dopo i 41 avvisi di garanzia di aprile 2009  ci fosse un supplemento d’indagine considerato l’ampio “de relato” nelle carte dell’accusa e di cui, comunque, la Gazzetta dello Sport scrisse e titolò a suo tempo?

Era utilissimo che, come minimo,  Zancanella spiegasse lui stesso, direttamente, alla vigilia dell’elezione per  la poltrona di presidente quello che si vociferava. Magari era vittima di  un caso di omonimia, un errore giudiziario può sempre capitare. Si esclude una delazione anonima, per farla breve il presidente degli arbitri – come l’ex capo Garibotti maggior imputato di Baskettopoli dopo il breve interregno di Luciano Tola – figura infatti indagato –  in veste di Commissario –  nel verbale della Polizia di Stato. Mica sui foglietti di una caccia al tesoro fra amici.

Ove fosse vero l’”infortunio”, stralciato dal magistrato che  significa quindi non si ravvisato alcun reato nell’ultima inedita e corposa  tranche delle intercettazioni della Polizia Postale di Reggio Calabria coordinate dal responsabile dottor Gaetano Di Mauro, Zancanella doveva dar conto come mai era citato nei panni di “pubblico ufficiale” del CIA di Garibotti ai tempi in cui il PM dott.sa Maria Luisa Miranda, ha iniziato a battersi per istruire un  Processo costoso, un po’ elefantiaco, delicato  mettendo alla sbarra  con 41 avvisi Commissari rei di taroccare i voti degli arbitri falsando le classifiche e “ricompensati con carriere redditizie” (secondo la relazione del consulente della Fip ).

Il codice sportivo – ricordo –  prevede comunque una sanzione, se il fatto è commesso, perché siamo oltre il “politicamente corretto” e dentro un sistema che, tutti hanno convenuto, era gelatinoso. La gente si chiede perciò: aveva  il presidente  post-Baskettopoli, i requisiti  di onorabilità per candidarsi alla poltrona di presidente essendo lui stesso fra gli indagati? Lo stesso vale anche per il Commissario Speciale pro-tempore (oggi  osservatore ) Tallone.

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Puntata n.2

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