Treviso fuori dalla A, la Benetton continua coi giovani

di Charlie 0

Dopo il no della Lega,  anche  il Consiglio federale ha respinto la richiesta della cordata trevigiana sembra con 3 voti favorevoli e 2 astenuti del Veneto. La A di Sviluppo con 20 squadre ripesca Reggio Calabria e boccia Rieti. No per Cazzaro al posto di Zancanella,  la Fip riprende in mano gli arbitri mentre si profila una valanga di ricorsi contro la contestatissima classifica di A.

Treviso continua con la Benetton in C2 e nei vivai giovanili, quindi non sparisce dal basket  il gruppo della famiglia di Ponzano che ha portato il club ai vertici europei e costruito un impianto da storia dell’architettura. Viene quindi garantita la tradizione, si punterà sullo sport e iniziative sociali con  Verde Sport, e non è detto che l’operazione della A si ripresenti con una preparazione adeguata e un miglior coordinamento.

La Benetton aveva messo a disposizione il diritto sportivo e l’uso dell’impianto, in seguito alla defezione inaspettata del “personaggio” che garantiva il ruolo centrale dell’operazione lanciata da “Universo Treviso” , c’è stato un rallentamento della macchina organizzativa.  L’appassionata mobilitazione di appassionati e tifosi è stata vista da tutti di buon occhio, ha trovato però un fronte compatto ai diversi livelli nel sostenere le ragione delle norme, a cominciare dalla Legabasket che avrebbe dovuto essere la più sensibile, ma il presidente di lega non si è mai precipitato nella Marca, come avrebbe fatto il commissioner Stern,  nel tentativo di fare da cerniera fra le parti in commedia, far marciare con la velocità necessaria  o frenare il trenino delle illusioni. In pratica, sostiene il fronte vasto del no, sarebbe passata una scissione mascherata col rischio di diventare un precedente pericoloso.

Anche il secondo verdetto, quello del Consiglio Federale di sabato mattina, è stato nettamente  contrario alla cordata che chiedeva l’ammissione alla Serie A  composto dai rappresentanti del Consorzio Universo di Treviso (rappresentata da Riccardo Pittis), la Pall.Treviso srl col presidente Paolo Vazzoler (ex capitano della squadra trevigiana) e a un consorzio di tifosi “per Treviso”.

La votazione ha respinto la richiesta di ammissione, per la quale era stata depositata una fidejussione di 150 mila euro, con 3 contrari (fra i quali ovviamente  il presidente della GIBA e dei giocatori) e i 2 astenuti (i rappresentanti del Veneto per salvare la faccia).

Giovedì il primo no risoluto era arrivato dalle Leghe contrarie  a un’interpretazione soggettiva  sul regolamento, pur comprendendo le migliori intenzioni della variegata cordata  trevigiana di voler continuare ad avere una squadra in serie A. E’ fiorita anche l’ipotesi d’ammissione alla A di Sviluppo e nonostante uno scenario di fuga dal basket (con ben 35 rinunce) anche la LNP   aveva votato contro la wild card per Treviso. Per cui le formazioni rimaste sono attualmente 20, viene  forse ripescata Reggio Calabria, e si giocherà un girone di andata-ritorno di 38 gare, le 4  retrocedono e le prime giocano i playoff. Nel caso  però di altre 2 o 4 richieste di iscrizioni, ipotesi possibile considerato già uno stand by della Virtus Siena, esiste la possibilità di cambiare formula, e  quindi con due gironi di 11 o 12  squadre.

La Fulgor Forlì viene intanto ripescata in Legadue e le altre squadre potrebbe essere Napoli, che deve valutare il budget, Torino e Capo d’Orlando. Palestrina e Sant’Arcangelo di Romagna hanno invece ceduto i diritti per la A dilettanti a Fabriano e Rieti, ex piazze di Serie A, e l’Affrico Firenze retrocessa in C1 torna in B grazie all’accordo con Fossombrone. Ma Rieti alla fine non ha però avuto il placet

Sul caso della sfiducia di  Zancanella richiesta  con puntiglio dal presidente di Legabasket,   la matassa intricata si è sbrogliata da sè, come previsto, la Fip procederà d’ufficio a voltare pagina,  dopo le molte segnalazioni  e lagnanze sulla compilazione della classifica  la gestione degli arbitri è arrivata al capolinea. Dopo tre anni di turbolenze, la Fip  torna alla nomina, ma ci sono dei passaggi, primo il chiarimento con Zancanella che non si è visto a Roma…

Fra una decina di soluzioni è filtrata l’ipotesi di una soluzione geopolitica  considerata però  infelice e foriera di altre grane. Non piace proprio al movimento del basket l’idea della  “staffetta veneta” fra Zancanella e Cazzaro. Molti nodi sono venuti al pettine, non si sa come quest’ultimo  faccia ad avere  ben  3 incarichi e assolverli tutti non muovendosi con l’auto. Deve avere il dono dell’ubiquità. Attenti bene: osservatore di A1, osservatore di A2 conto Lega  e designatore pagato dalla Lega. In questi ruoli ha contribuito alla compilazione delle graduatorie di A1( osservatore pagato dalla FIP, uomo di Zancanella) ed a quella di A2 per cui come osservatore e di designatore decide lui chi mandare in A, e merita di fare il salto di qualità.. Al momento, per sovrappeso,  risulta aver già rinnovato il contratto con la Lega2. Per una ripartenza vera si chiede alla Fip di offrire poi una prova di massima trasparenza, se è vero che di lui si parla nel “de relato” di Baskettopoli. Gli arbitri pretendono stavolta  dalla Fip un indirizzo tecnico e di merito.

La Fip si riprenderà sicuramente gli arbitri,  Zancanella o chi per lui, si ribadisce,  non si occuperà più in futuro  degli arbitri professionisti.  La miglior soluzione, da più parti, sarebbe quella del  commissariamento  gestito direttamente da Meneghin o dal suo vice Laguardia, con due sub commissari tecnici. Uno per riscrivere le regole e l’altro, molto competente, equilibrato, con  la schiena ritta  per sostenere l’aspro contraddittorio delle  decine e decine di  ricorsi degli arbitri  sostenuti dai loro agguerriti legali,  che si profilano all’orizzonte.

Era fatale questo finale “tutti contro tutti” per avere accettato la Fip  una  classifica “alchemica”,  compilata cioè trasformando i giudizi in voti senza un parametro certo. E contestata fin dalla nascita e difesa rifiutando il dialogo,  e soprattutto conosciuta dal solo presidente supercommissario e designatore dei commissari.  Che ha l’ultima parola su tutto…Questo “bubbone” procedurale alla fine  ha determinato un’assunzione  tardiva di responsabilità  dopo una cautela fin troppo eccessiva degli organi vigilanti, fino a quando  però alcune  settimane fa il segretario della Fip ha chiesto ufficialmente a Zancanella  il deposito dei documenti valutativi.

Questa valanga di ricorsi, il primo dei quali sarà dell’ex presidente del CIA e AIAP Luciano Tola, produrranno  un blocco inaudito degli organi di giustizia sportiva, oltre a un’ altra ingente spesa per le casse federale. Come già  non bastassero, obiettano i fischietti, nel contesto di un crescente  scontento generale che riguarda anche le doppie-triple cariche e l’ingresso di dirigenti politici, come nell’attuale direttivo del CIA, le ingenti spese di trasferta per  300-400  gare per osservatori, superosservatori,  consiglieri e  presidente per compilare una classifica da Guinness della contestazione. Speriamo che Enrico Brondi  che deve rivedere la spesa pubblica non legga di questo pellegrinaggio per una gara di basket, grazie alla tecnologia si potrebbe lavorare  bene e risparmiando al pc.

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