Romeo Sacchetti svela le ambizioni azzurre per i prossimi eventi

di Gtuzzi 0

Nel corso di un’intervista che è stata rilasciata a La Repubblica, Romeo Sacchetti ha parlato a lungo della sua nazionale, definendola come frizzante, e già orientata a pensare agli Europei. Come è stato messo in evidenza da parte dell’ex tecnico di Sassari e di Cremona, è chiaro che l’Italia vive ancora delle sensazioni ed emozioni olimpiche, che ti rimangono inevitabilmente  dentro.

Un evento magico, che ti rimane nella pelle, ma quanto è stato fatto, per la Nazionale azzurra, deve rappresentare un vero e proprio punto di partenza. Il commissario tecnico degli azzurri, Meo Sacchetti, ha riportato l’Italia ai Giochi Olimpici ben 17 anni dopo Atene 2004, raggiungendo un grandissimo quinto posto finale. 

Dall’esperienza di Tokyo 2020, il buon Meo si porta dietro un gruppo di ragazzi fantastici e l’esperienza coinvolgente, che offre la possibilità di conoscere e incontrare tanti altri campioni dello sport, lui che i Giochi Olimpici li ha vissuti anche da giocatore, a Mosca 1980.

Spostando l’attenzione al campo, la Nazionale azzurra si è dimostrata particolarmente frizzante nel corso dell’esperienza olimpica, riuscendo a far appassionare la gente e vendendo carissima la pelle anche quando ha dovuto affrontare delle altre selezioni decisamente forti e importanti. È chiaro che un minimo di rammarico c’è, ma predomina comunque la soddisfazione per quello che si è riusciti a compiere. In alcune partite, come ad esempio con la Francia e con l’Australia, serve non avere nemmeno la più piccola sbavatura. Insomma, serve la perfezione, proprio per via del fatto che queste due compagini giocano a basket a un livello superiore e non è casuale il fatto che abbiano portato a casa una medaglia.

Tra le sorprese di queste Olimpiadi troviamo sicuramente Fontecchio: anche Sacchetti ha messo in evidenza nel corso dell’intervista come non se lo aspettasse così maturato, sopratutto dal punto di vista della sicurezza nei propri mezzi e della faccia tosta. Anche per Polonara, il discorso è lo stesso: l’esperienza che hanno fatto all’estero li ha fatti crescere e non poco.

Parole al miele anche per Danilo Gallinari, che è arrivato a Tokyo dopo essere stato protagonista di una stagione lunghissima, per certi tratti infinita ed è entrato in punta di piedi e con grandissima umiltà in un gruppo compatto e già costruito. Faccia tosta e talento anche per Nico Mannion, anche se Meo Sacchetti ricorda sempre e comunque come si tratti di un ragazzo giovanissimo che deve crescere ancora sotto tanti aspetti del gioco, ma che certamente ha l’età dalla sua parte.

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