Olimpiadi basket, riscossa di Russia e Francia

di Redazione 0

Dopo i quarti, giù ufficiali le classifiche dal 5° all’8° posto: chi sale e chi scende mentre chiudono i due tornei con gli Stati Uniti favoriti, e l’atteso addio del Dream Team

Alla vigilia delle finali dei tornei maschili e femminili della XXX Olimpiade, è già ufficiale la classifica dal 5° al 12° posto che non viene determinata come in altri eventi da incontri di classificazione. Chi perde ai quarti torna a casa, l’Olimpiade si batte contro il concetto dell’elefantiasi, questa la giustificazione di questo format che credo il basket dovrà aggiornare alla luce sia del successo mondiale di questo sport che dell’interesse fra gli sport di squadra.

Queste le due classifiche ad oggi e quelle finali di Pechino, per tracciare un primo bilancio:

Torneo maschile

Londra – Semifinali di oggi: Russia-Spagna. Usa-Argentina. Classifica 5°-12° posto:  5° Brasile (4/2), 6° Francia (4/2), 7° Australia (3/3), 8° Lituania (2/4), 9° Gran Bretagna (1/4), 10° Nigeria (1/4), 11° Tunisia (0/5),  12° Cina (0/5).

Pechino, Classifica – 1 Usa, 2 Spagna, 3 Argentina, 4 Lituania, 5 Grecia, 6 Croazia, 7 Australia, 8 Cina, 9 Russia, 10 Germania, 11 Iran, 12 Angola

Pechino, Fase finale – Sf Usa-Argentina 101-81, Spagna-Lituania 91-86. Finale 3°-4°Argentina-Lituania 87-75, finale 1°-2° posto: Usa-Spagna 118-107.

 Torneo femminile

Londra –  Semifinali: Usa-Australia 86-73, Francia-Russia  81-64. Classifica 5°-12° posto: 5° Turchia, 6° Cina, 7° Rep.Ceka, 8° Canada, 9° Brasile, 10° Croazia, 11° Gran Bretagna, 12° Angola.

Classifica finale Pechino – 1 Usa, 2 Australia, 4 Russia, 4 Cina, 5 Spagna, 6 Bielorussia, 7 Rep.Ceka, 8 Corea Sud, 9 Lettonia, 10 Nuova Zelanda, 11 Brasile, 12 Mali.

Fase finale Pechino – Semifinali: Usa-Russia 67-52, Australia-Cina 90-56; finale 3°-4° posto Russia-Cina 94-81; 1°-2° posto Usa-Australia 92-65.

Da questo studio emerge innanzitutto il fatto più importante in generale è stato il grande ritorno della Francia ai Giochi. La maschile è stata sconfitta ai quarti, sappiamo bene con quale preambolo, dopo aver battuto l’Argentina ex campione olimpico e mondiale e delle Americhe ed essere stata avanti per 3 tempi con gli spagnoli senza il centro Noah e Parker reduce da una delicata operazione all’occhio. Abbiamo visto bene la storia del “biscotto” che tipo di reazione ha scatenato.

Il miglior risultato dei francesi rimane dunque l’argento di Sydney con la squadra di Laurent Sciarra a Antoine Rigadeau. La coquettes (gallette)  assenti nelle ultime due edizioni  dopo il 5° posto di Sydney sono  invece arrivate alla finale imbattute e con un + 17 punti alla  Russia campione d’Europa in semifinale. Alzi la mano chi l’avrebbe detto. Americane avvertite…

La Russia nel maschile, secondo fatto rilevante,  lotta per la prima volta per una medaglia dalla dissoluzione dell’URSS, mentre nel femminile  rinviata ancora una volta la  prima finale pur essendo l’unica formazione ad aver battuto negli ultimi 20 anni gli Usa, anche se in un mondiale.

Daclassata la Cina,  soprattutto nel femminile mentre Yao Ming è stato solo  una meteora utile per promuovere i Giochi cinesi. Ottimo ritorno del Brasile nel maschile che certamente sta preparando lo squadrone per le prossime olimpiadi di Rio. Australia sfortunata, negli accoppiamenti è sempre incappata negli Usa. Nel femminile ha fatto tremare, grazie alla giovane star Elizabeth Cambage, 2 metri e 3 centimetri di tecnica e coordinazione, le americane di Geno Auriemma in una delle più belle gare viste ai Giochi.

Avanzata interessante della Turchia nel femminile grazie alla naturalizzazione dell’americana Hollingworth, 1,96, che sa il fatto suo.  La Rep.Ceka resta al 7° posto, squadra bellissima, aveva già in pugno la vittoria con le francesi. Al rientro buon  8° e 9° posto per Canada e Brasile. Assente la Spagna nonostante i grandi risultati delle giovanili. Anche i ricchi piangono. Dell’Italia nemmeno l’ombra dall8° posto di Atlanta, ma intanto la nazionale torna agli europei e fra le ragazzine si cominciano a vedere segnali interessanti, ma non viviamo solo di sacrifici e difesa, anche la tecnica individuale vuole la sua parte. Ci vorrebbe un guru vero, magari slavo, che tiri fuori la personalità alle giocatrici e abbia caratura internazionale. Se mi chiedete un nome, faccio quello del serbo Nisic.

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