Nba Santo Stefano con Bargnani Gallinari e Belinelli

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La slitta che simboleggia  il Natale  ha  regala dunque per il 25 dicembre  ben 5 partite, con alcune delle classiche storiche, arene affollatissime (100mila spettatori complessivi): i campioni di Dallas strabattuti in casa da Miami (94-105, 37 LeBron), mentre Chicago con un’azione finale da incorniciare di Rose  è passato sul campo dei Lakers (87-88) nonostante una grande partita di Koby Bryant (27 punti) col polso dolorante.

Clippers sul velluto a Oakland, il campo dei  Golden State (86-105) , con 37 punti di “Melo” Anthony  ha vinto 106-104 con i Celtics  privi dell’infortunato Pierce, e per finire  niente da fare per i Magic di Dwight Howard a Oklahoma (89-97).

Per Santo Stefano 12 incontri, curiosità per gli italiani tutti in trasferta: i Raptors di Bargnani a Cleveland, i Denver di Gallinari a Dallas, gli Hornets di Belinelli a Phoenix.

 

 

  • Fallito il colpo di Paul e Howard (che però vuole lasciare Orlando), in ribasso le quotazioni dei Lakers, possibile sorprese i Clippers, Oklahoma e i Bulls. Gli Heat di LeBron e Wade col dente avvlenato, battuti in casa i campioni di Dallas
  • In rialzo le quotazioni dei 3 italiani Bargnani, Gallinari e Belinelli. Fortuna vuole che Santa Klaus non manchi di logica imprenditoriale come invece i miei amici della Spaghetti League, perché – pensate che idea geniale… –   il 25 dicembre  nell’agenda di molti club  italiani è solo una  giornata d’allenamento. Un non senso, quando mai si ripresenterà occasione  più  propizia per sfruttare la novità della Tv in chiaro e proporsi come spettacolo? Negli Stati Uniti invece laddove  non è riuscito nemmeno Obama, costruitosi un canestro alla Casa Bianca tanta è la sua passione,   ci ha pensato il Natale, perché grazie al lock out la NBA ha rischiato il fallimento.
  • Gli appassionati del campionato più bello al mondo  in crisi d’astinenza  saranno meno tristi, e  rinnovo la mia gratitudine personale a Santa Klaus dopo  avergli spedito  una bella letterina  per aver contribuito a sbloccare  uno degli scioperi più scellerati nella storia dell’umanità e nei 120 anni di storia di questo sport nato a Springfield il 21 dicembre 1891.  Perché, confessiamolo, il lock out dei 29 proprietari (che sono co-proprietari del 30° club, New Orleans Hornets, facendo saltare il passaggio di Chris Paul ai Lakers)  è stato un boomerang, servito solamente per ingozzare i giocatori più ricchi. Immediata conferma l’astronomica cifra di  100 milioni di dollari, il 30 per cento in più,  che i Bulls pagheranno a Derrick Rose, MVP della scorda stagione, per 5 anni.
  • Sempre più potenti fisicamente, veri panzer umani,  invidiati, e rispetto agli eroi del primo Dream Team (Jordan, Magic, Bird, Stockton, Barkley, Robinson, etc)  ma sempre meno amati dell’opinione pubblica. Come dimostrano le storie di questi giorni. Il campionario  degli antipatici è davvero incredibile. Dal divorzio chiesto da Vanessa, la moglie di Bryant nei panni di bellissima Penelope, dopo aver letto il rapporto dell’investigatore privato che ha certificato ben 105 tradimenti certificati del  giocatore più famoso e pagato (24 milioni di euro per stagione), compreso quello consumato durante il suo giro italiano con una delle nostre superveline, fino a un altro divorzio eccellente. Quello di  Kris Humpries, il bestione dei Nets dopo appena 72 giorni di matrimonio e un anello di fidanzamento da 2 milioni di dollari  per convincere  al sì l’attrice Tv Kim Kardashian, una bomba sexy, ha messo fine alla storia. Il sospetto che fosse tutta una farsa per farsi pubblicità gli ha attirato  lo sdegno della gente, e questo gli ha permesso di  scavalcare nella classifica dei giocatori più odiati LeBron (per la precisione 50% contro 48%). Nella preseason contro i Knicks ogni volta che toccava il pallone “KH” veniva fischiato dal pubblico del Madison.  Come ha reagito? Humpries ha detto  che lui della gente  lui se ne frega preferendo concentrari sulla crescita come giocatore. Ma per la squadra  diventa un’arma a doppio taglio e sarà per questo che i Nets di proprietà di un  oligarca russo, sia stato confermato per una sola stagione pur essendo l’anno passato uno dei pochi del club della doppia-doppia (10 punti e 10,4 rimbalzi). Le sue qualità  non si discutono,però  il cinismo della persona mette i brividi, anche se a 26 anni è facile commettere errori.
  • Sky Sport come antipasto del  pacchetto di  ben 80 gare, con 3 match in diretta settimanali, ha portato nelle case (con Sky Sport Hd2)  degli italiani il “grande Natale” del basket planetario: con Dallas-Miami   rivincita della finale con debutto  e  Lakers-Bulls  le due formazioni più forti degli ultimi due decenni, con Koby Bryant che  ha voluto giocare nonostante un polso slogato e il nuovo coach (Mike Brown) che  fra i suoi collaboratori ha voluto Ettore Messina, primo italiano a lavorare nella Nba che ha l’incarico di allenare tecnicamente i giocatori e per ora fuori dal “pensatoio” ufficiale.
  • I Lakers avevano puntato alla grande sul mercato, il cash era pronto per Chris Paul e Dwight Howard, invece per una rivolta dei proprietari Paul è finito ai Clippers, e Howard è  ancora nel roster di Orlando. Il trasferimento  di Paul (e anche l’arrivo di Chauncey Billus)  potrebbe provocare il sorpasso della seconda squadra losangelina che ha battuto in preseason i cugini, mentre il centro di Orlando comincia la stagione ancora con i vecchi compagni, e rialzano la cresta i dioscuri di Miami  LeBron e Wade che però non sono stati sufficienti per conquistare l’anello ma hanno iniziato segnando 60 punti in due.
  • Il pronostico è quanto mai controverso, ma la prima domanda è: i Clippers che per Paul  hanno ceduto  a New Orleans Rich Kaman, il tedescone-americano  miglior rimbalzista degli ultimi europei, possono diventare una squadra da titolo? Sull’argomento :”chi vincerà l’anello?”, i  blogger più autorevoli si sono scatenati, la discussione è accanita ma su una cosa sono concordi: per i Lakers, senza Dwight Howard, niente da fare.
  • C’è chi la pensa come Dan Peterson, è una stagione pazza,  con meno partite (anche 3 di seguito a metà settimana per recuperare e non finire oltre il 26 aprile la Regular Season) e una  campagna acquisti ancora aperta (vedi il caso Howard)  per cui sarà una vera e propria roulette russa. L’impressione  è che tuttavia  le sorprese saranno relative..e  perché no un back-to-back dei Mavericks?, anche se l’inizio è stato disastroso,  mentre si prevede che  diverse squadre faranno un passo avanti. A cominciare dai Thunder,  Bulls forse anche i Nets che dall’anno prossimo lasciano i New Jersey per giocare a Brooklyn, periferia di New York.
  • C’è chi scommette  però addirittura, come l’anno scorso, sui Miami Heat. Nella formazione attuale non sono peggiorati, come molti loro rivali, oltre allo spirito di rivincita e il  fisico  sembra dare loro un vantaggio. Ma l’esperienza dei Mavs dell’anno passato, di una vittoria di gruppo, potrebbe essere utile a Oklahoma City Thunder, squadra in  maturazione,  fisicamente attrezzata, giovane e con ambizione e talento e una star di prima grandezza (quale Kevin Durant  e lo spettacolare Sergi Ibaka, il congolese campione d’Europa con la Spagna). Mai dare per spacciati i vecchi di Dallas, già colpevolmente sottovalutati nella stagione scorsa. Con super-veterani come Dirk Nowitzky, il tedesco MVP della finale, e i concorrenti a scannarsi  i Mavs non sono da sottovalutare anche se hanno perso la trottola portoricana JJ Barea e ceduto anche Chandler.
  • “Miami,  quest’anno o mai più!”, tuona  un altro commentatore.  Dopo un anno per capirsi,  i ‘Beach Boys’ devono  vincere il  primo anello. Solo un divorzio fra questo illustre matrimonio a tre (Wade, LeBron e Bosh)  potrebbe  giustificare un nuovo fallimento. E da non sottovalutare l’arrivo  di Shane Battier che ha 10 anni di NBA alle spalle.
  • Sempre maggiore la presenza di giocatori europei, molti dei quali (come del resto un pugno di americani, vedi Deron Williams, Ty Lawson, Jordan Farmar, Reggie Williams) hanno giocato nei campionati Europei durante lo sciopero, in particolare  i francesi Batum, Parker, Turiaf, Seraphin,  lo spagnolo Rudy Fernandez, lo sloveno Zoran Dragic, lo svizzero Tabo Sefolosha, il turco Ilyasova, il montenegrino Nikola Pekic, i russi Andrei Kirilenko e Timofey Mozgov  e Danilo Gallinari, uno dei 3 tenori italiani, passato a Denver sul finale della scorsa stagione e deciso, alla scadenza del contratto e secondo Mike D’Antoni che l’ha lanciato a New York destinato a un grande futuro, a recitare un ruolo di primo piano.  E’ un buon indicatore per il Gallo  (23 punti, top scorer nell’ultimo collaudo) che ha iniziato la stagione con l’Armani l’arrivo di coach George Karl, ex allenatore del Real Madrid e grande estimatore del basket europeo, per questo ha voluto Rudy Fernandez che ha cominciato la stagione al Real Madrid e sua è  la squadra più europea comprendente anche il russo Mozgov e il greco Kostas Koufos.  Gli altri  azzurri sono i confermati Andrea Bargnani (Toronto Raptors) e Marco  Belinelli (New Orleans Hornets). Il mago, n.1 del draft nel 2006, un contratto da 50 milioni di dollari per 5 anni, il top scorer dei Raptors  si è presentato con 20 punti contro i Celtics, ikl suo coach gli ha cambiato ruolo, da centro ad ala per catturare più rimbalzi (solo 5,4 l’anno passato) mentre il tiratore bolognese confermato dagli Hornets  punta a giocare più a lungo uscendo dallo stereotipo dello specialista e avrà come compagno De Juan Summers che sentitosi sperso nella piccola Siena, ha chiuso il rapporto dopo poche gare.
  • La stagione più pazza della NBA è particolarmente importante per scegliere i 12 giocatori per  le Olimpiadi di Londra, perché ormai far parte del Dream Team significa una tappa obbligata per le grandi star. Difficile per ora prevedere grandi spostamenti rispetto alle squadra di Pechino, scontata la promozione di Kevin Durant, MVP del mondiale. La concorrenza è forte, a cominciare da Derrick Rose , sono molti i giocatori che premono per far parte della formazione che sarà ancora affidata a Mize Kryszewski, il coach di Duke. Da escludere che un giocatore del college, o fra le matricole verrà chiamato per la squadra dei Giochi, a partire da Kyle Irving, firmato dai Cavs, il n.1 di una delle annate meno brillanti del draft.

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