Imperial Basketball City Tournament, le impressioni sulla Nazionale

di Marco Cesto Commenta

Gli azzurri sono tornati a lavoro e sono in ritiro perché saranno impegnati nell’Imperial Basketball City Tournament, quadrangolare con Filippine, Canada e Cina. Ecco le impressioni sul ritiro di Luigi Datome, Nicolò Melli e Awudu Abass riportate dal sito della Fip. 

Datome: “E’ sempre bello tornare in Nazionale. Con Messina ci stiamo conoscendo sul campo ma l’idea è quella di difendere alla morte e passarci la palla. Cercheremo di fare cose intelligenti senza badare alla pressione che potremmo avere giocando in casa. Abbiamo una grande carica e daremo tutto come sempre per fare risultato. Nel Fenerbahce c’erano tanti talenti a lavorare per la squadra e anche qui in Nazionale dovremo fare lo stesso. Andare a Rio sarebbe una grande opportunità per tutti: per me personalmente, per questa squadra che lo merita e per tutto il movimento. Per quanto riguarda la mia stagione in Turchia devo dire che in squadra c’è stato un grande clima con una grande squadra e un grande staff. Lì ogni palla conta e ogni scelta conta. Il risultato è una somma di episodi e chi fa meno errori vince. In Italia non ci sono più i budget di una volta e il livello è più basso ma c’è ancora tanta passione e un campionato che fino alla fine è interessante e incerto”.

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Melli: “Abbiamo pochi giorni per prepararci e arrivare in forma per staccare il pass per Rio. Il Preolimpico è un torneo strano, se incappi in una giornata storta sei fuori. Servirà anche fortuna ma la strada tracciata è buona. Sono arrivato ieri e ci sarà modo in questi giorni per entrare nei meccanismi: mi adatterò a quello che serve cercando di dare sempre il mio contributo. Andando a Bamberg ho fatto una scelta molto precisa e non me ne sono pentito. Sapevo che Andrea (Trinchieri, n.d.r.) faceva del 4 un play aggiunto. Mi sono sentito al centro del progetto e oggi sono un giocatore più completo. Ho sentito la fiducia dell’ambiente e ho lavorato sodo. Dovremmo esportare di più il modello italiano all’estero, ma dovremmo farlo con metodo e non a caso: scegliere la situazione giusta. Poi non sempre si può vincere. Cosa mi è mancato dell’Italia? Le tagliatelle al ragù…anche se mia madre, ogni volta che veniva a trovarmi, non mi ha fatto mancare nulla!”.

Abass: “Ora siamo in 16 e finalmente siamo al completo. Il livello si è alzato e sono felice di potermi allenare e giocare con grandi giocatori e un grande allenatore. Indossare la Maglia Azzurra mi dà sensazioni molto positive e se sono qui è perché ho dimostrato di poterci essere. Do il massimo tutti i giorni per poter entrare anche nei dodici che arriveranno fino a Torino e sono tranquillo. In attacco abbiamo tanti giocatori con punti nelle mani ma anche in difesa posso dire la mia e farò di tutto per farlo. E’ un onore essere qui e sono molto felice”.

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