Ginobili saluta la nazionale

di Marco Cesto Commenta

Alle Olimpiadi stiamo vedendo di tutto e abbiamo assistito anche all’addio di Ginobili alla sua nazionale. Un momento che possiamo definire storico. Il Team statunitense si riscatta delle delusioni di Atene 2004 e vola in semifinale. 

L’Argentina è stata messa KO da un Team Usa assolutamente voglioso di migliorare il risultato deludente di Atene 2004. Sono bastati sei minuti agli americani per mettersi in mostra. Sono iniziate così le rotazioni corte ed è venuta fuori tutta l’esperienza dei cestisti a stelle e strisce. Per gli USA è semifinale. È la quarta volta consecutiva che si verifica uno scontro USA-SPAGNA nelle semifinali. Ricordiamo anche, come fa il Corriere dello Sport, che

ginobili

Team Usa non solo ha vinto le finali di Londra e Pechino, ma si aggiudicò anche i quarti di Atene, con il Nightmare Team.

L’avvio della partita è stato tutto sbilanciato verso l’Argentina grazie alla coppia Ginobili- Campazzo. Il primo ha messo a segno 14 punti, il secondo ne ha messi a segno 13 e ha aggiunto al conto finale anche 9 assist. Gli argentini presenti a bordo campo, nella Carioca Arena, non riuscivano a credere al vantaggio argentino di 10 punti. Gli USA sono prima riusciti ad evitare il tracollo con Durant. Poi hanno fatto brillare la stella Paul George che è il simbolo di una nuova nazionale americana di basket, quella che comprende anche Cousins (15 per il lungo dei Sacramento Kings, sostituito in quintetto da Jordan) e Lowry.

Più della vittoria americana, quel che è piaciuto è stato il congedo di Ginobili. Ecco come racconta tutto il Corriere dello Sport:

Team Usa emerge con un 27-2 al quale l’Argentina non può rispondere, pur con l’orgoglio di Campazzo – che non ha paura ad andare faccia a faccia con Jordan, cui rende quasi 40 centimetri – Ginobili ma anche Nocioni (12) e Scola (15 e 10 rimbalzi). Nonostante la sconfitta, per i grandi veterani dell’Argentina ci sono soltanto applausi, e il ct Hernandez concede agli eroi di Atene 2004 la passerella finale, con la standing ovation per Ginobili. Manu, come il compagno di squadra a San Antonio Tony Parker, annuncia l’addio alla nazionale in lacrime. Finisce un’era, in attesa di una semifinale Usa-Spagna straordinaria.

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