Final Eight, a Milano vincerà chi non vende fumo….

di Redazione 0

Per vox populi stavolta non è favorita la Montepaschi-Mens Sana ma ci andrei piano a dire che dopo essere stata presente in 14 edizioni e vinto le ultime due lo è l’Armani. E perché questo successo milanese piace o è dato per scontato dai supporter sanbabilini con i mocassini di gucci e il maglioncino di cashmere o in virtù del teorema di Monsieur Delapalisse. Per il quale  2 + 2 fa  sempre quattro, concetto lapalissiano  espresso dal  personaggio storico “che 15 minuti prima di morire era ancora vivo”. Il 2 + 2 della situazione è il fattore-campo, l’ambiente, il carisma di re Giorgio, l’ultimo mese di risultati, il giocattolo riaggiustato alla bell’e meglio… Sicuri che il sicuro sia sicuro, e che non si finisca con le solite polemiche che dal 2009 hanno tenuto banco?

Andiamo controcorrente, non si può  rimanere preda di una suggestione collettiva. La stessa sindrome da migliore o da “ n. 1 “alla quale il nostro movimento è incline, come si è visto nella gestione personalizzata – fortemente personalizzata, come nemmeno ai tempi di Simmenthal o Ignis per un presunto diritto di primogenitura, un’intollerabile jus primae noctis – dell’ultimo decennio e la cui controprova  è nel risultato complessivo, quello delle nazionali e della rappresentanza internazionale.

Le vittorie di ottengono sul campo,  non devono accontentare le convinzioni dei sostenitori o dei giornalisti. Fortunatamente la formula “543” che ispira la scelta dei 12 arbitri che io ritenevo di ascrivere a Archimede-Facchini e invece per Antonio Trevigiano, nostro “Mister Scoop”, ha spiegato essere un input di Petrucci fa sì anche il “comparto fischietti” sia quasi in quota neutrale, anche se avrebbe dovuto provvedere all’ultima spallata e bonificare togliendo chi ha onorato (…al peggio) Baskettopoli. E il posto dei  due arbitri comparsi con fatti specifici, oggetto anche di un esposto,  fra le cronache del processo reggino doveva toccare d’autorità a Cerebuch protagonista di  un’Olimpiade impeccabile e al pesarese Mattioli del quale, un mio  amico brasiliano, ha detto di essere rimasto entusiasta vedendolo dirigere i mondiali militari. Sarà stato pure un appuntamento minore, ma è bello sentir tessere gli elogi di un fischietto italiano dopo quanto ci ha presentato la magistratura sul conto di certi mammasantissima del parquet, e deve ancora essere oggetto di dibattimento.

Come deterrente al residuo degli arbitri chiacchierati c’è poi il paletto del sorteggio che la Federazione per bocca del supercommissario Laguardia (nomen omen..) ribadisce sarà pubblico, una volta fatto salvo il giudizio post-gara dei due valutatori Facchini e Teofili. Quest’ultimo, sempre defilato, è  uno che ce l’ha fatta a rientrare nella trafila e tornare al vertice dopo una storia di informazioni date ad amici del giro delle scommesse negli ippodromi per la quale fu squalificato per 3 anni come risulta dalle carte federali che circolano ancora.

Io credo che chi sbaglia e si pente sia spesso migliore di chi è convinto di  avere sempre ragione, non parliamo poi dei farisei e dei sepolcri imbiancati. L’argomento è chiuso, saranno le prestazione dei 12 arbitri a riaprirlo o eventuali fatti nuovi che, ripeto, non sono da escludere  perché Baskettopoli prima di essere prescritto per i tempi potrebbe riservate sorprese.

Niente schizzi di fango, stavolta, su una bella gara che solitamente per la formula è più appassionante di una serie scudetto, almeno rispetto a quelle degli ultimi 7 anni perché il “do or die” è come un giro di dadi o di morra cinese, e le motivazioni soggettive di ciascuna squadra sono massima. Fra chi ha molto da rischiare e nulla da perdere, fra chi è in buona posizione di classifica ma poca esperienza per questi match senza appello, o viceversa. Poi ci sono le variabili, i bioritmi, la gestione del coach, le prestazioni individuali.

Diciamo che Siena è più temprata a tenere la tensione per 3 gare, anche con l’ organico decimato, è stata alò comando per 5 giornate nel suop girone delle TGop16, ha grandi risorse, è una squadra di contropiede, che corre per cui sente meno la fatica e il recupero. Milano ha invece avuto problemi a giocare 2 volte la settimana, figuriamoci 3 partite in 3 giorni. Cantù ha perso con Markoishvili una pedina fondamentale, il problema del pivot americano arrivato via Israele sembra serio. Sassari alla sua prima coppa non è andata lontano. Varese e le altre a questi livelli o non c’erano da tempo o non sono mai arrivate, ma francamente il livello del campionato è sceso passa portando a tutto spiano, ma ci sono molti stranieri che cercano una vetrina per alzare la propria quotazione, mentre  terrei d’occhio in questa occasione gli italiani, perché ci sono tutti i migliori ad eccezione dei tre tenori della NBA che per la verità oggi sono solo due perché Bargnani  è fuori da due mesi, e la sua diagnosi è forse più legata al problema con la squadra e il club che con la salute.

Nel fare un pronostico noi non guardiamo alle quote delle agenzie  delle Scommesse, guardiamo alle qualità, all’esperienza, alle debolezze se ci sono (problema di Siena ad esempio è da sempre Eze, però da sempre la squadra alla fine quaglia..) al grado di forma, alla posizione in classifica, all’allenatore e quindi al gioco. Ma chi è prima in classifica dalla prima giornata non può essere vittima di suggestioni ed essere a sua volta autosuggestionata dal pronostico se deve affrontare una squadra titolata ma che un mese fa è entrata fra le otto per il rotto della cuffia. Ecco perché , e spero che ragionino così tutti quanti, che il pronostico rifletta il merito e quindi sia indirizzato sulle posizioni di classifica delle singole squadre, e non ritenere per scontata una passerella dell’Armani, confidare sul potere catartico ineluttabile  di un trofeo che manca però  da tre lustri quando ancora giocava Nando , il padre di Alessandro Gentile uno dei possibili protagonisti di queste giornale al Mediolanum Forum che rimane la Scala del basket  per eccellenza.

Ma il loggione meneghino vuole buona musica, si aspetta molto dai suoi orchestrali ma non ignora e sa premiare gli sforzi di chi si dimostra migliore, per cui l’ambiente e l’organizzazione sono neutrali e bisogna spaccare il capello in quattro, dividere in percentuali per 8 e dare 4 punti in percentuale più alla prima, 3 alla seconda, 2 alla terza e una alla quarta della Regular Season. Vhi ha detto che Armani ha già il successo in tasca?. Tante volte il Simmenthal ha vinto a Varese, e altrettanto l’Ignis ha vinto a Milano, e quindi Cimberio-Armani non  è detto che debba premiare i grandi peccatori di questa stagione perchè adesso, grazie soprattutto a Bourousis che di queste partite senza ritorno è il più esperto per la sua storia greca e internazionale, le cose filano per il verso giusto.

Milano se la deve sudare, deve vincerla due colte questa coppa, non sta scritto che deve essere così anche se per la teoria dei sopravvissuti chi non muore diventa più forte, come dice un indicatissimo aforisma (“ciò che non ti uccide ti rende più forte” . La letteratura sportiva è piena di pagine omeriche di squadre che sembravano deboli e hanno vinto trofei insperati, vedi soprattutto le nostre più amate squadre nazionali di calcio. Ma il basket è uno sport più scientifico…

Vedom di  pagine pubblicitarie “taglio e stile  Armani”, ottimo investimento, ma c’è da parte di questo management “non meglio precisato” un ritardo di comunicazione porta a porta, di costruzione di un feeling con la gente e la città. Tutto un processo di recupero che doveva forse essere più curato in prima persona da Sergio Scariolo, che ha aspettato fino a dicembre per sciogliere la sua riserva per andare avanti con la Spagna. E la squadra e il club ne hanno risentito. Don Sergio di cultura lombarda e  nella presentazione alla stampa se n’è uscito con questa bella frase : “A Milano non si può vendere fumo”.

Ecco, in un basket elettrizzato dal ritorno di  Petrucci e  dove c’è però chi ha i nervi tesi, questa Final Eight premierà la squadra che non venderà fumo.

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