Sean May firma con Fabi Shoes Montegranaro

Sean May è un nuovo giocatore di Montegranaro. La conferma dell’accordo raggiunto tra il cestista e la Fabi Shoes arriva direttamente dalle parole di coach Giorgio Valli:

“E’ il giocatore che cercavamo e che occuperà una posizione ora scoperta nella nostra squadra. Bilancerà il gioco interno ed esterno e ciò migliorerà il rendimento di tutti”.

Sean Gregory May, nativo di Chicago nel 1984, è un centro di 2,06 metri di altezza per 120 kg con formazione giovanile nelle file della North Carolina University.

Tredicesimo nel Draft Nba del 2005, fu scelto dai Charlotte Bobcats con cui è rimasto per quattro stagioni, fino al 2008-2009. Nel campionato Nba successivo ha vestito la maglia dei Sacramento Kings per poi sbarcare in Europa nel 2010-2011 al Fenerbhace Istanbul con cui ha giocato anche l’Eurolega.

Ha svolto la preseason di questa stagione con i New Jersey Nets per poi ritornare in Europa al KK Zagabria ove ha giocato l’ultima partita sabato scorso. Sean May è figlio d’arte, suo padre Scott all’inizio degli anni ’80 fu una stella della Berloni Torino e giocò anche a Brescia, Roma e Livorno.

LeBron scatenato, Miami minaccia Chicago

I vicecampioni a una sola vittoria dai Bulls nella Western Conference hanno vinto la terza gara in trasferta. Terzo successo con Golden State: impreciso Ellis, ci pensa David Lee. I Clippers fermati da Dallas che stanno recuperando. Sono tre gli argomenti principali di questi giorni nella NBA: 1) può Jeremy Lin giocare sempre a questi livelli ed è possible la coabitazione con Melo Anthony nei Knicks?, 2) il problema alla schiena di Derrick Rose può pregiudicare le ambizioni, specie col ritorno di Miami che vincendo anche a Milwaukee hanno avvicinato i Bulls, 3) La famiglia Maloof non firma l’impegnativa per costruire nel cuore di Sacramento la nuova arena, vende la squadra  e si fa avanti Seattle orfana da anni dei Sonics?

In attesa del ritorno in campo dei Knicks stanotte a Toronto, lunedì notte Miami ha raccolto gloria a Milwaukee con una superba partita di LeBron, MVP della Lega, 35 punti, (16-21), 8 rimbalzi, 3 assist, più 22 di Wade e 13 (con 3/4 dall’arco) di Mario Chalmers che cresce nell’economia della squadra. Dopo il ko di Orlando (solo 89 punti),  ha superato i 100 vincendo a Washington, Atlanta (+20!) e Milwaukee (+18)  e va a 22/7, una sola vittoria in meno di Chicago (23/7) che ha tirato un sospiro di sollievo dopo la visita specialistica alla schiena di Derrick Rose, anche se permangono i problemi di recupero mentre la stagione incalza e siamo vicini ormai al giro di boa.

I grandi del basket, Aleksandar Djordjevic

Il nostro viaggio alla scoperta dei grandi del basket fa tappa ancora una volta in Europa, in particolare nella ex Jugoslavia, terra che vide crescere Aleksandar Djordjevic, uno dei più grandi talenti del Vecchio Continente. Appena diciannovenne venne mandato in campo dal Partizan Belgrado, dove giocò per sei stagioni, mettendo in bacheca 3 scudetti, una Coppa Korac ed una Coppa dei Campioni.

I confini nazionali erano poi diventati troppo stretti per il playmaker, che decise di accettare la corte dell’Olimpia Milano. Due stagioni vissute intensamente, da vero leader della squadra, tanto che al primo tentativo riuscì ad alzare la Coppa Korac. Nessun titolo invece nelle due stagioni successive, quando Sasha indossò la maglia numero 20 della Fortitudo Bologna, nonostante l’altissimo livello delle sue prestazioni.

Anche l’Europa fa spettacolo nella NBA

Pallarancione.com offre le classifiche di specialità dopo quasi due mesi di gare della regular season Nba: filano come treni gli spagnoli, Ricky Rubio 1° nei recuperi e 4° negli assist, crescono i fratelli Gasol e Calderon (30 punti ai Lakers), Bargnani 6° fra i top-scorer e Gallinari 7° nei tiri liberi, sorprende il polacco Gortat.

Le statistiche della NBA dopo 50 giorni confermano che alle prossime Olimpiadi la sfidante del Dream Team – un suipermix fra la formazione dell’oro di Pechino e quella dell’oro mondiale di Istanbul – sarà la Spagna. Accanto ai fratelli Gasol che vanno veramente forte, tanto che Marc e non Pau giocherà l’All star Game (con la squadra dell’Ovest), c’è la conferma di Sergi Ibaka.

Mister Block” si conferma il re della schiacciata. Lui è congolese, anche se assoldato dalla Spagna per il bis europeo. L’esperienza gli ha giovato, è cresciuto come attaccante anche se non sono molti i palloni che transitano dalle sue mani avendo come compagni Durant e Westbrook, grandi giocatori ma a volte  più …rivali che amici.

Arrivano le Final Eight, sarà lo spot Tv del basket?

Dal Sei Nazioni  di Rugby alla Coppa Italia di Torino (16-129 febbraio): perché bisogna puntare sulla qualità più che sui numeri. Un weekend di sport, come tanti altri e come in tanti altri il basket è protagonista, o meglio, coprotagonista. Questo guardando i numeri degli spettatori che vanno nei palazzi nonostante l’inverno modello “era glaciale”. Però da coprotagonisti passiamo a figuranti speciali  quando dai palasport ci trasferiamo nell’ampio  panorama  televisivo.

In questo momento l’offerta supera abbondantemente la richiesta e quando questo accade bisogna fare in modo che la gente non si limiti a scegliere tramite il semplice zapping, ma sia informata, invogliata a vedere le partite . Poi , però, il fatto solo di andare in video non basta. Bisogna che chi guarda  sia invogliato a rimanere: questo è quello che fa la differenza tra i semplici “contatti” cioè il guardare per poco tempo e l’ascolto medio, in share o numerico cioè l’ascolto globale.

Per fare in modo che la gente continui a guardare è chiaro che devono esserci le condizioni per farlo: che la partita sia avvincente e che sia fatta vedere bene. Premessa lunghissima per considerazioni molto più brevi. Io ho passato questo fine settimana da telespettatore ed ho vissuto sulla mia pelle questa differenza tra ciò che mi piace (il basket) e quello che occasionalmente mi appassiona, tipo la nazionale di rugby nel Sei Nazioni. La differenza era tra una partita (basket) di appeal moderato (anche se molto combattuta), poco propagandata e mandata in onda in un orario difficile ed un’altra (rugby) di uno sport normalmente di nicchia che però ha saputo creare l’evento, pubblicizzandolo il più possibile.

I Lakers trattano Arenas, il cestista con la pistola

I Lakers  per riguadagnare posizioni nel ranking hanno bisogno di punti dietro per non gravare troppo su Kobe Bryant, top scorer della Lega con 29,2 punti.

E stanno trattando l’ingaggio di Gilbert Arenas, (30 anni) il giocatore sospeso per 50 partite dalla NBA per aver portato una pistola nello spogliatoio.

A causa di questa pesante sanzione e degli infortuni ha saltato molte partite giocando 49 gare nei tre anni di contratto con Orlando che l’ha rilasciato nella pre-season per motivi di budget. Arenas è un discreto attaccante con una media di 8 punti per gara.

A1 risultati 12 febbraio 2012

L’Armani Milano ancora sconfitta in casa – stavolta per mano di un Banco Sassari strepitoso con Hosley autentico mattatore dell’incontro (31 a referto per lui) – mentre Siena passeggia contro Bilella e supera i 100 in tabellone rifilando 26 punti agli avversari. Bologna cade a Cremona, Caserta espugna Monferrato e Roma lascia a Cremona solo le ferite dovute a un ko subito sul filo dei secondi.

Non si sono giocate Sidigas Avellino-Banca Tercas Teramo (29/2 h. 20.30) e Fabi Shoes Montegranaro-Umana Venezia (13/3 h. 20.30)

Risultati della quarta giornata di ritorno del campionato di serie A di basket:

Jeremy Lin è l’Harry Potter della NBA

La settimana trionfale di Jeremy Lin, taiwanese sconosciuto che doveva giocare in Italia, ha registrato il 5° successo consecutivo dei Knicks. Gary Neal (ex Treviso) fa volare San Antonio. Se nella NBA  la squadra del giorno è San Antonio, alla settima vittoria consecutiva (col ritorno dopo un mese di Manu Ginobili),  l’uomo del giorno è più che mai Jeremy Lin, il figlio di emigranti taiwanesi laureato in lettere ad Harvard  che solo una settimana non poteva permettersi un letto in un ostello di New York.

C’è gloria  nel turno di sabato notte anche per Gary Neal, il fuggiasco di Treviso che saltava gli allenamenti per tuffarsi nelle notte brave della Milano da bere assieme ai  compagni Usa  dell’Armani. L’ex top scorer della Benetton, specialista del tiro da 3, ha segnato 18 punti (8/10, 4 rimbalzi, 3 assist in 23 minuti) dando fiato a Tony Perkins per il 7° successo consecutivo di San Antonio con  Manu Ginobili  pronto a rimettere  subito in moto la sua micidiale mano mancina. Come un fenomeno da circo, sulla scena del caravanserraglio della NBA  c’è però in questi giorni Jeremy Lin.

A1 Cremona-Bologna 83-80

Vanoli Braga Cremona-Canadian Solar Bologna 83-80
(17-20, 38-42, 54-61)

Tre punti e Cremona liquida Bologna a corollario di 40′ nel corso dei quali i padroni di casa hanno costantemente inseguito e gli ospiti si sono divorati il vantaggio costruito in maniera certosina nel corso dei 30′ che hanno preceduto il ritorno dei lombardi.

Il roster di Finelli, preso per mano da Douglas Roberts (chiude con 19 a referto) pare riuscire a tenetre a bada gli avversari con lucidità: buone le prove di difesa e attacco, con prontezza sotto canestro in fase di rimbalzo e precisione in zona offensiva (Koponen chiude con 17 punti, Sanikidze ne piazza 15). La Vanoli Braga fa quel che può ma, nelle prime due frazioni, non è abbastanza.

A1 Pesaro-Cantù rinviata per neve

A causa della neve, il sindaco di Pesaro ha disposto il rinvio della partita Scavolini Siviglia Pesaro-Bennet Cantù della serie A di basket, che avrebbe dovuto tenersi domani all’Adriatic Arena di Pesaro.

Stessa decisione aveva adottato ieri il sindaco di Ancona, per l’incontro Fabi Shoes Montegranaro-Umana Venezia, in programma sempre domani al PalaRossini di Ancona.

Repesa ex Benetton torna a guidare la Croazia

Jasmin Repesa torna sulla panchina, e dopo aver chiuso il rapporto con la Benetton che ha preso Sasha Djordjevic allenerà la Croazia nelle qualificazioni per l’Europeo del 2013 in Slovenia.

L’ex allenatore della Lottomatica Roma e coach dello scudetto e delle numerose finali della Fortitudo aveva giù allenato la Croazia dal 2005 al 2009 in Polonia col 6° posto agli europei che aveva permesso  ai bianco-rossi di qualificarsi per le Olimpiadi.

La gestione di Josip Vrankovic è stata deludente, nonostante la Croazia  avesse buona qualità è stata con Turchia, Serbia e Italia fra le principali accusate per aver fallito una favorevole occasione, non è piaciuta nemmeno la decisione di affidare la squadra al naturalizzato Draper, il moro americano che non ha saputo gestire questa responsabilità.

Repesa porta aria di rinnovamento, a parte Valanciunas e il senegalese-spagnolo Diop  la Croazia è quella che vanta i prospetti più interessanti, Dario Saric e Hezonja, MVP dfelle ultime due edizioni degli europei cadetti dominate dai ragazzini croati.

Jeremy Lin da Teramo a nuovo idolo di New York

Jeremy Lin, il giocatore  di origine taiwanese che aveva firmato un pre-contratto con la squadra abruzzese, è stato ripescato dai Knicks e a gettone  ha mandato in visibilio il suo  pubblico segnando 38 puunti e vincendo il duello con Kobe Bryant. Fosse negli Stati Uniti, Lorenzo Marruganti sarebbe candidato a manager dell’anno. Pochi sanno, infatti, che Jeremy Lin il nuovo eroe del Madison che ha battuto 38-34 Kobe Bryant nel duello diretto di venerdì notte, aveva già firmato un pre-contratto con la Tercas Teramo per un centinaio di migliaia di euro quando adesso guadagnerà milioni di dollari perché a New York è arrivato con un contratto a gettone  che scadeva proprio il giorno della gara coi Lakers di Bryant contro i quali i Knicks non vincevano da ben 7 anni.

Saltato all’ultimo momento per la revoca del lock-out, Lin è stato pescato dalla D-League da New York e in  un mese si è trovato dalla Tercas Teramo a essere l’uomo che ha mandato in visibilio l’arena più esigente del mondo facendo  dimenticare l’assenza delle big-star Anthony (problemi inguinali) e Stoudemire (gli hanno ucciso il fratello, non il padre, lunedì riprende gli allenamenti).

D’Antoni-Messina sfida al Madison, in tribuna Gilberto Benetton

Al Madison Knicks-Lakers non è solo una sfida storia nella storia della NBA che fa schizzare il prezzo dei biglietti fino a 1000 dollari da parte dei bagarini e il match fra due squadre che vogliono riguardagnare il terreno. I Knicks hanno iniziato malissimo, sono ancora fra le squadre sotto il fatidico 50 % di vittorie, molti problemi per Mike D’Antoni il cui contratto di 24 milioni di dollari scade questa stagione e solo l’accesso ai playoff può portare a una riconferma. D’Antoni è una figura positiva, senzxa pregiudizi  e anche fortunata, e gli si deve il lancio di Danilo Gallinari scelto fra i primi 10 del draft 2008 e sacrificato l’anno passato per avere un big quale Carmelo Anthony.

Ma i fatti hanno dato ragione al coach perchè Gallinari è diventato l’uomo-franchigia di Denver, il suo nuovo club, e una serie brillantissime di prestazioni hanno permesso alla sua squadra di essere fra le prime 5 dell’intera Lega e a Gallinari di strappare un contratto di 42 milioni di dollari per 5 anni, il maggior contratto per un europeo in questa stagione. Se Mike D’Antoni è molto amato dai newyorkesi per il gioco divertente, è invece un duro Mike Brown il nuovo coach del Lakers convinto che il miglior attacco sia la difesa anche se lascia libertà ai suoi big

All Star Game Nba 2012 le riserve a Orlando

Selezionate le riserve dell’Nba All Star Game, in programma a Orlando il prossimo 26 febbraio, e tra esse non compare nemmeno uno dei tre italiani in America.

Ancora al palo, dunque, Andrea Bargnani, Danilo Gallinari e Marco Belinelli anche se per i primi due va ricordato che sono infortunati e che – quindi – difficilmente avrebbero potuto rispondere alla convocazione.

Meritano un cenno particolare le chiamate di Paul Pierce – al decimo All Star Game – e Dirk Nowitzki – che mette a referto l’undicesima convocazione. Ancora: per Deng, Hibbert e Iguodala si tratta dell’esordio assoluto. Ecco l’elenco dettagliato: