Europei 2011, il quintetto ideale

Nessun italiano ma, dopo l’eliminazione prematura nonostante le ottime prove di Andrea Bargnani che a tratti è stato vero trascinatore degli azzurrri, la cosa era almeno preventivabile.

A Europeo archiviato, in Lituania non è ancorav tempo di voltare pagina perchè la celebrazione della Spagna campione per la seconda volta consecutiva è un momento che merita celebrazioni continuative.

Almeno finchè i trionfatori di Vilnius non arrivino a cogliere il giusto tributo riservato loro dalla nazione. Intanto, uno dei riconoscimenti giunto dall’est Europa è quello della nomina del quintetto ideale che annovera tra le sue file due spagnoli, un francese, un macedone e un russo.

A conti fatti, sono state rappresentate le quattro squadre che si sono giocate la finale (Spagna-Francia) e la finalina (Macedonia-Russia).

Ecco gli eletti:

Europei 2011: Spagna – Francia 98-85

Bis della Spagna che, dando ragione ai pronostici della vigilia, si aggiudica la medaglia d’oro nel corso degli Europei 2011 di Lituania dopo la sfida finale contro la Francia, in partita solo nella prima parte.

E’ il secondo successo europeo consecutivo per gli iberici di Sergio Scariolo: finisce 98-85 dopo Quattro parziali nei quail I rossi hanno dominato in attacco e chiuso con buona parte del quintetto titolare in doppia cifra. La Spagna, che tra le varie competizioni ha racimolato in dieci anni la bellezza di sette medaglie, legittima le certezze di chi pensa che tra gli iberici e gli altri vi sia un divario incolmabile.

Europei 2011: Macedonia – Russia 68-72

Portare la medaglia di bronzo in Macedonia sarebbe styato un privilegio che la nazionale di basket avrebbe voluto avere. Perchè la storia diu una nazione dal passato recente e difficoltoso si costruisce – si rinsalda – anche grazie a momenti di giubilo garantiti dallo sport. Giocare la finale per il terzo e quarto posto degli Europei 2011, in ogni caso, ha rappresentato di per sè motivo di orgoglio che va ben oltre ogni più rosea previsione e aspettativa.

Di fronte ai giallorossi, una Russia leggermente favorita per una rosa di maggiore qualità e la possibilità di poter contare su cambi più affidabili. Eppure, sulle grandi spalle di Bo McCalebb – mai come in questa circostanza emblema di un intero popolo, di una squadra – la piccola Macedonia ha provato a salirci per farsi più grande. Per dimostrare di non avere alcun timore reverenziale pur nutrendo grande rispetto.

Dalla parte opposta, Timofej Pavlovič Mozgov e  Sergey Monya sono stati fin da subito espliciti: nessuna voglia di piegare il capo nè di dare corda ad alcuna sorta di sentimentalismo. Sono le iniziative dei due, tonici per tutti i primi due quarti, a consentire ai russi di conservare con costanza un margine di vantaggio che ha consentito loro di gestire l’incontro. Neppure McCalebb, 15 a referto tra i primi due quarti, può fare granchè in questo giochino dell’elastico che porta i macedoni ad avvicinarsi un po’ di più o un po’ di meno ma, in ogni caso, a stare a guardare. Alla seconda sirena – quella dell’intervallo – il punteggio era di 36-30 per la Russia.

Europei 2011, verso Spagna-Francia: la gioia dei transalpini – FOTO

Spagna-Francia a contendersi gli Europei 2011 di basket. Sebbene in Lituania abbiano dovuto digerire l’eliminazione della propria nazionale nel corso dei quarti di finale, ciascuno degli spettatori avrà ora la fortuna di godersi una finalissima che garantisce al contempo emozioni, tecnica allo stato puro, ottima disposizione tattica. Per quanto, a conti fatti, quella tra gli iberici e i transalpini sia una finale inedita: ricordiamo un Francia-Spagna in occasione degli Europei 2005, quando la gara valeva per il bronzo (vinto dalla Francia). Giocheranno punto a punto, le due nazionali, e con ogni probabilità si comincerà in maniera contratta.

Eppure. Un eppure c’è: se da un lato la Spagna non ha che un solo risultato a disposizione (per gli iberici, il secondo posto sarebbe meno di quanto le aspettative portassero a chiedere: è partita, la Spagna, per vincere l’oro), i francesi possono vivere in maniera più tranquilla in vista del match decisivo. Non si pretende l’oro e già l’argento quale minimo risultato è il modo per eguagliare il miglior piazzamento ottenuto nella storia (1949). Ma la voglia di compiere l’impresa, c’è eccome. Anche per questo l’immensa gioia transalpina alla sirena conclusiva della semifinlae contro la Russia (giubilo che vi mostriamo tutto per intero) è uno spettacolo nello spettacolo che ha dato vita a una mezza festa anticipata. Gli abbracci e le congratulazioni tra giocatori, lo sventolio di drappi con le effigi nazionali da parte del pubblico, la carica dei cestisti più rappresentativi nel correre ad abbracciare tutti gli uomini della panchina. Cose significative.

Europei 2011, Francia – Russia 79-71

Ci siamo arrivati. A quella che, con ogni probabilità, si appresta a essere la gara più bella di questo Europeo 2011. Che la Lituania regali una finalissima tra Francia-Spagna, era preventivabile ma essere certi del fatto che Paul Gasol e Tony Parker saranno proprio lì, a contendersi la medaglia d’oro e offrire sprazzi di quell’Nba che con ogni probabiità non partirà a breve, fa piacere.

E’ stato un ostacolo poco ostico, la Russia, per i transalpini che hanno saputo imporre il proprio gioco fin dall’inizio per poi controllare in maniera agevole il risultato. Andrei Kirilenko (21 a referto per il russo) ha cercato di contendere proprio a Parker la palma del miglior marcatore di serata ma, indomito, il paly che ci piace tanto non ha lasciato neppure le briciole.

Si è preso tutto e gli si è piazzato davanti con un punto in più nello score personale. Finisce 79-71: mai in bilico la vittoria francese, neppure quandoi i russi – soprattutto nel primo quarto – cercavano di tenere testa agli avversari. La qualificazione alla finale europea vale anche l’approdo alle Olimpiadi del 2012 a Londra.

Europei 2011, Spagna – Macedonia 92-80

Stavolta ci sarebbe voluto di qualcosa di più di un miracolo perchè un avvenimento straordinario reiterato nel tempo diventa qualcosa di starordinario. Tant’è: la piccola – ma grande nello spirito – Macedonia non ha potuto nulla contro una Spagna di altro pianeta.

Punteggio mai in bilico senbbene la gara sia stata avvincente e giocata a viso aperto. Il problema, per i macdoni, è stato semmai quello di trovarsi di fronte a una nazionale incapace di sbagliare, sbavare, subire pause mentali. Praticamente perfetta, la Spagna che beneficia della straordinaria giornata di Juan Carlos Navarro, autore di una prestazione maiuscola corredata da 35 punti.

Un bottino che ha perfino sbiadito l’altro gigante in campo: quel Bo McCalebb che, con i suoi 25 punti, ha provato a tenere testa agli iberici e trascinare i compagni. Le furie rosse sono una sqadra nel vero senso della parola: i reparti giocano a memoria e si autano che è un piacere, Paul Gasol (17 rimbalzi per lui) è un leader fuori e sul parquet. La prima finalista ha meritato di arrivarci: fin qui, gli iberici hanno fatto vedere le cose migliori.

Ciò implica per gli spagnoli anche qualificazione diretta per i Giochi olimpici di Londra 2012. Va ricordato il palmares degli iberici: campioni mondiali nel 2006 ed europei nel 2009, hanno conquistato anche la medaglia d’argento a Pechino 2008, dove persero in finale con gli Stati Uniti.

Europei 2011, FOTO della Francia che vola in semifinale

Era nell’ordine delle cose, anche perchè la Francia si candida quale principale pretendente al titolo europeo: i transalpini sono riusciti a liquidare una Grecia arrendevole solo nel finale di partita e hanno messo in tasca l’approdo alle semifinali dove, per altro, sono chiamati all’ostico impegno contro una Russia in forma. Le immagini più significative della sfida tra francesi e grci consentono di immortalare i protagonisti nelle fasi di gioco più intense e nei momenti che – ci sono sempre – fanno da cornice agli istanti in cui il cronometro continua a bersi decimi e secondi.

Se in un senso è possibile cogliere la concentrazione dei quintetti schierati sul parquet, dall’altro si può fissare negli occhi i campioni in attesa che il gioco riprenda. Fotogrammi di Tony Parker e Joakim Noah mentre pensano a qualcosa, che sembra quasi di leggergli nel pensiero.

E la gente. La gente tutt’intorno che ha volti e atteggiamenti della bella gente di cui questo sport si è sempre potuto beneficiare. Sono visi che soffrono e gioiscono ma restano pur sempre visi rispettosi di chi sta vicino. Essere francese e fare il tifo per la Francia nel corso di una gara significa – per persone così – legittimare la presenza di un greco che sostiene la propria nazionale. E’ elemento culturale cui lo sport dovrebbe abituare sempre. Invece, al di fuori dei soliti contesti esemplari (tra i quali annoveriamo per certo la pallacanestro), troppo spesso resta insegnamento disatteso.

La gallery appena dopo il salto.

Europei 2011: Russia – Serbia 77-67

Dopo Spagna, Macedonia e Francia a chi tocca completare il quadro d’insieme?  L’ultimo dei quarti di finale degli Europei in svolgimento in Lituania è forse stato, al pari del primo tra Spagna-Slovenia, quello che ha riservato meno emozioni. Il che non significa che non ci sia divertiti ad assistere allo scontro diretto tra i due giganti in grado di mostrare le cose più belle ammirate in serata: Khyriapa per la Russia (11 punti già a referto al suono della seconda sirena) e il serbo Teodosic, che a metà parziale ne aveva piazzati 9.

Eppure, a metà tempo il risultato pareva bello che definito: 34-27 per i russi che hanno saputo gestire il gioco e dominare sotto cxanestro gli avversari. Ad attendere la quarta semifinalista, una Francia non brillantissima ma in ogni caso incisiva e decisiva negli istanti cruciali: risolutore, per i transalpini, il solito Tony Parker che si esalta quando la competizione entra nel vivo. Contro i russi, tuttavia, non sarà per niente facile: Mozgov e compagni lo hanno ribadito, semmai ce ne fosse bisogno, proprio fronteggiando i serbi.

La sensazione netta è che fossero in grado di giostrare il match a piacimento: capaci di allunghi e break micidiali come pure di momenti di black out evidenti i quali giungevano – tuttavia – sempree e solo quando in precedenza l’allungo era stato notevole. Motivo per cui anche nei momenti di maggiore brillantezza, come accaduto a inizio del terzo quarto (quando la Serbia era riuscita a portarsi sul -1 a 39-38), erano in realtà i russi a tessere gli sviluppi del match.

Europei 2011: Francia – Grecia 64-56

Tony Parker vuole le semifinali, la Francia asseconda con entusiasmo i voleri del propro fenomeno e la Grecia prova a fare da incomodo inatteso sperando che le favole siano facilmente replicabili piuttosto che più uniche che rare, altrimenti tutto lo spazio garantito dal sogno a occhi aperti è già stato abbondantemente occupato.

Sono le premesse con cui ci si accinge a godersi il terzo quarto di finale, il primo in programma nel pomeriggio odierno, che somiglia molto – almeno idealmente – a quello che ha contrapposto ieri la Spagna alla Slovenia.

Perchè se in Lituania-Macedonia le due formazioni sembravano quantomeno più livellate, nella sfida tra iberici e sloveni il divario tecnico già si annunciava maggiore (tant’è, la Spagna ha lasciato gli avversari 18 punti indietro).

Lituania, Jasaitis e una notte che non passa mai

Bastava che quel tiro, a una manciata di secondi dallo scadere, fosse stato un po’ più preciso. Invece, col pallone che scotta da morire e nel bel mezzo di un quarto di finale davanti a persone che forse, nel quaotidiano, ti capita anche di vedere, di averci a che fare, accade che.

Che quel tiro – maledizione – non lo dimenticherai più. Per la rabbia, il dolore, il dramma sportivo di averlo sbagliato. A Simas Jasaitis bastavano quei due punti per portare la vittoria a casa. Avrebbero cambiato l’esito di un Europeo a cui i padroni di casa tenevano in manietra enorme e forse, a leggerele in chiave strettamente personale, avrebbero dato corso nuovo anche alla vita dello stesso Jasaitis. Da eroe a malcapitato, certe volte. Basta un attimo.

Questione di centimetri, inezie, virgole apparentemente insignificanti che diventano, in realtà, la mancanza più evidente. Va anche così, lo sport perchè purtroppo e per fortuna, va anche così la vita. Classe 1982, il lituano ha messo in cascina una buona competizione. Nulla da dire. Ma è anche – sicuramente – l’altro volto di un risveglio che – il giorno dopo, accidenti – non c’è mai stato.

Macedonia in festa, ora la Spagna – FOTO

L’inaspettata vittoria della Macedonia contro la Lituania nel corso dei quarti di finale degli Europei 2011 e il conseguente approdo in semifinale dove i giallorossi affronteranno la più quotata Spagna ha determinato una festa grande. Non solo sul parquet ma anche in patria, dove ci si è accalcati nelle piazze per celebrare un’impresa entrata nella storia: mai prima d’ora, infatti, la piccola nazione era riuscita ad arrivare così lontano nel corso di una competizione internazionale di pallacanestro.

I volti delle donne e degli uomini macedoni sono tinti, gioiosi ed entusiasti sulle ali di un entusiasmo che ha tutte le ragioni di essere tale, ora ci si appresta a stringersi intorno alla squadra per far si che il sogno non abbia fine.

Essersi assicurati la finalina per il terzo e quarto posto significa, in qualche modo, aver già vinto ma – sebbene di fronte vi sia la corazzata trainata dai fratelli Gasol, gente da Nba – la sensazione è che non ci si intenda fermare qui. Con le doti messe in risalto contro i lituani – un cuore grande così e la freddezza necessaria per non sbagliare il canestro decisivo a una manciata di secondi dal suono della sitrena – i macedoni procedono spediti verso l’ennesimo capolavoro. A questo punto, i pronostici che danno gli iberici quali sicuri candidati per un posto nella finale contano poco e lasciano il tempo che trovano.

Piccola Macedonia, grande semifinale

Macedonia in semifinale, Lituania sconfitta: è il verdetto dell secondo quarto di finale degli Europei di Lituania. Stavolta il destino ha voluto premiare gli avversari, che pure – al pari dei lituani – non vengono certo da un contesto di storia recente. semplice da raccontare e tinta di colori che riportano alla guerra del Kosovo nel 1999, quando 360.000 albanesi si rifugiarono nella nazione.

Tornati in patria alla fine della guerra, i più radicali tra loro rivendicarono l’autonomia per le aree a maggioranza albanese della Repubblica. Venne combattuta una piccola guerra civile: nel giugno 2001 si arrivò a una conclusione del conflitto con l’intervento di un piccolo contingente di monitoraggio della NATO e con l’impegno del governo a riconoscere culturalmente la minoranza albanese. Prima ancora di questi avvenimenti, il riconoscimento dell’autonomia e dell’indipendenza dalla Jugoslavia (1991). Sono attimi e istanti che sanno al contempo segnare la vita di un popolo e forgiare caratteri di intere etnie: non è nulla come prima, se si parla di conflitti civili. Armati. Ci si abitua a lottare ma si comincia anche a percepire un senso di appartenenza e di compartecipazione della propra identità  con i conterranei che altrimenti non sarebbe tale.

Europei 2011: Macedonia – Lituania 67-65

Colpo di scena. Appena prima delle 22 del 14 settembre gli Europei 2011 mostrano, come accaduto in numerose circostanze di cui lo sport fa dono con costanza, che i miracoli – forse, in questo caso, sarebbe meglio dire i mezzi miracoli – arrivano eccome. Dicevamo, mezzo miracolo. Perchè non ci sentiamo di negare che la bella Macedonia ammirata nel corso delle prime due parti della competizione lituana qualche chance di vittoria l’ha conquistata.

Successo dopo successo, traguardo dopo traguardo. Non stupisce del tutto, di rimando, l’eliminazione della nazionale di casa nel corso dei quarti di finale alla quale, tuttavia, avremmo dato maggiore credito. Per doti e caratteristiche tecniche, certo, ma anche perchè si sa quanto conti – uno stimolo grande così – la possibilità di poter essere sostenuti dal proprio pubblico.

Europei 2011: Spagna – Slovenia 86-64

Finalmente si entra nel vivo sebbene il rammarico di non poter raccontare le gesta della nazionale italiana sia enorme. Fatto sta, c’è chi ha meritato più di noi di godersi il proprio quintetto nelle fasi finali dell’Europeo 2011 e resta un piacere lasciarsi deliziare dalla classe di squadre il cui cammino è stato lodevole.

E’ il caso della Spagna, approdata secondo pronostico ai quarti di finale senza eccessivi patemi ma è ancora di più il caso della Slovenia, in grado di mettere a referto, fin qui, un corso da applausi. Nel primo dei due quarti di finale in programma oggi in Lituania, il pronostico pare scontato: stando alla non sempre scientifica legge dei nomi altisonanti, infatti, gli iberici non dovrebbero avere difficoltà nel passare l’ennesimo turno.

Una sconfitta slovena non sarebbe un dramma poichè preventivata eppure la storia sportiva insegna da sempre che a furia di dare per scontato dettagli ed elementi, spesso ci si scotta.