Parsons e Lopez, la NBA è anche potere bianco

di Enrico Campana 0

 Houston e Brooklyn annullano il primo match ball dei quarti di Oklahoma e  Chicago che rimangono favorite  per le semifinali, solo una dozzina di squadre nella storia della NBA hanno recuperato da 1-3. Atlanta che ha fatto bene per quasi tutta la stagione ha pareggiato vincendo le due gare casalinghe come ha fatto Memphis, ma il fattore-campo è ancora a favore di Indiana e Clippers anche se queste due formazioni hanno avuto un calo repentino, soprattutto i Pacers che dopo aver segnato solo 69 punti in gara3 sono incappati in un’altra serata difficile di tiro e  sotto di 17 punti all’intervallo sono stati salvati da un secondo nubifragio da Paul George, l’astro nascente, che ha realizzato 18 punti nella seconda parte della gara quando Josh Smith,  29 punti e 11 rimbalzi, record personale nei playoff per il giocatore che da due anni arriva con la valigia pronta, ma alla fine rimane sempre l’ago della bilancia della formazione  che mette in vetrina l’ottimo lavoro di due vecchie conoscenze del Basket Spaghetti, Larry Drew (ex Scavolini) e Danny ferry (ez Messaggero) oggi coach e gm di una squadra impostata sul futuro e liberatasi di contratti onerosi.

Grazie all’assenza di Rik Hinrick, ex Hawks, ha giocato qualche minutodi più anche se non è servito per vincere a Brooklyn Marco Belinelli.L’azzurro ha messo nel suo bagaglio due vistose ginocchiere “anni cinquanta”, perché il logorio da NBA è forte ma è addirittura sovrumano quello del lavoro quotidiano cui lo Squalo Thibby, al secolo il coach di ascendenze francesi dei Bulls,   sottopone la sua truppa in attesa che Derrick Rose mandi un segnale di voler tornare in campo.

Ma forse è proprio il metodo di Thibby, un brontolone grande e grosso, che parla con la bocca torta e in certi momenti sembra davvero simile a uno dei personaggi cattivi di Charles Dickens, a spaventare la star del club di Jordan che in ogni caso capitalizza la vittoria di Brooklyn in gara2 anche se i Nets dell’italo-americano Carlesimo, promosso head coach all’inizio della stagione, hanno difeso bene per tutti i 48 minuti, come ha osservato soddisfatto Brooks Lopez MVP della partita e della serie  che sta giocando la sua miglior stagione e  approfittando dell’assenza di Kevin Love si divide con David Lee la palma di miglior ala forte della lega. Oltre ai 28 punti, ha messo fuori gioco il fighter Noah (11 punti, 4 soli rimbalzi) spostando assieme all’incredibile Reggie Evans l’ago della bilancia ai rimbalzi (44-33). L’intensità del gioco, circolazione di palla, grinta, occhi di tigre hanno bruciato i Bulls nel 3° quarto, 33-18, e quella è stata la svolta per i 19 punti finali di scarto. Importante nel finale anche Blatche con 10 punti su 13 e  Wallace il rasta-man che, come i veri duri, si eccita quando il gioco si fa duro.

Houston ha evitato il cappotto, prima sconfitta di Oklahoma orfani di Russell Westrobook operato al ginocchio nonostante il solito incontebile Kevin Durant in versione playoff, 38 punti e il resto mancia. Durant non è riuscito ad andare al tiro nell’ultima azione perché ben marcato da Garcia che non ha fatto rimpiangere Lin fermo per una botta allo sterno.

Difficile che i Thundercity possano vincere il titolo con un Perkins in campo solo 9 minuti,  Ibaka meno incisivo e la spinta atletica di Westbrook anche se il giovane  Reggie Jackson regge bene il ruolo di shooting guard (18 punti, 32 nelle ultime due gare come starter) e Fisher è utile nel tiro da 3. Kyle Martin non è quello d’inizio stagione e il moro elvetico Thabo Sefolosha non è un vero play e un giocatore perimetrale, uno specialista e buon difensore. Tanto di cappello alla squadra di Kevin McHale per essere riuscita a vincere con 22 palle perse e nonostante la serata più disastrosa della sua carriera dell’ex Harden il quale ha infilato una doppia ma solo per le 10 palle persee sbagliato anche i tiri finali, quando Oklahoma si è fatta sotto e Houston non riusciva più a segnare (14 punti solo nell’ultimo quarto). Eroe della serata il rampante Chandler Parsons, un’ala piccola bianca, che per soli 2 assist ha sfiorato la tripla giocando la miglior partita della sua carriera e mettendo una pezza all’incontinenza di Harden. Ma importante anche il turco  cai capelli rossi Omer Asik che a Houston ha trovato la sua dimensione ed è la vera rivelazione della stagione fra i centri.

Parliamo in altra pagina dell’outing di Joan Collins, vedremo se al suo annuncio arriveranno a cascata le confessioni di altri gay. E’solo ridicolo che ancora si pensi ai gay come un prodotto genetico malriuscito, mi stupisco solamente  perché un caso simile abbia tanto clamore e non passi come una cosa normale.

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Risultati Playoff, quarti di finale – Ovest: Houston-Oklahoma 105-103, 1-3 (27 Parsons + 10 r, 11/21, 3/6, 8 a, 15 Asik 7/10 + 14 r, 15 Harden 4/12, 0/4, tl 7/8, 1 r, 3 a, 10 perse; 38 Durant 12/16, tl 13/15, 8 r, 6 a, 7 pe, 18 R.Jackson, 2/7 da 3, 8 Ibaka, 3/8, 5 r, 3 rec, 12 Fisher, t3 3/5);  LA Lakers-San Antonio  89-120, 0-4; Memphis-LA Clippers 104-83, 2-2; Golden State-Denver 110-108, 3-1. Est: Milwaukee-Miami 91-104,0-4;  Atlanta-Indiana 102-91, 2-2 (29 Josh Smith + 11 r, 9/20, tl 9/16, 19Korver 7/11, t3 5/8, 5 r, 18 Horford 6/14, tl 6/8; 21 George + 12 r, 6/16, 3/7, 6/8, 15 D.West 5/14, 0/2, 6 r, 12 Hill 4/15, tl 6/6);   Brooklyn-Chicago 110-91, 2-3 (28 B.Lopez+ 10 r, 11/20 23 Der.Williams + 10 a, 6/14, tl 9/10, 14 R.Evans  + 12 r; 20 Robinson 9/19, 1/5, 10 Boozer + 10 r, 8 a, 18 J.Butler 5/9, ¾, 5/8, 8 Belinelli 4/5, 3 r, 2 a, 21  ; Boston-New York  76-90, 0-3

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