Santa Claus riporta la NBA in campo

di Enrico Campana 1

  •  Accordo raggiunto fra i proprietari e giocatori sul 50-50 degli utili, fra una settimana l’addio di Gallinari e company dall’Europa. Stagione più corta (990 incontri), ma per recuperare  un club dovrà giocare anche 2-3 gare di seguito
  • Accordo raggiunto in gran segreto (ma adesso dovrà essere ratificato dai 29 proprietari e dai 450 giocatori):  grazie a Santa Claus riparte la NBA il giorno di Natale,  quindi  il mercato e i training-camp  si aprono  il 9 dicembre e dovranno timbrare il cartellino entro il 5 dicembre tutti i giocatori che hanno scelto di giocare in Europa, come  Danilo Gallinari (Armani), Andrei Kirilenko, MVP dell’Euroleague,  Sergi  Ibaka e Rudy Fernandez (Real Madrid), Jordan Farmar (Maccabi), Nicolas Batum (Nancy), Kevin  Seraphin (Caja Laboral), Thabo Sefolosha (Fenerbahce), Ersan Ilyasova e Sasha Vujacic (Efes), Zacha Pachulia (Galatasaray), TJ Ford (Zagabria), oltre a Deron Williams (Besiktas) Tony Parker (Villeurbanne),  Tiago Splitter (Valencia).
  • Naturalmente chi ha firmato per la Cina, come Ja Jianlin, non potrà rompere il contratto come saggiamente aveva stabilito la federbasket cinese, mentre i pochi altri  nel mondo faranno le valigie, ad esempio l’argentino Nucioni recentemente ingaggiato dal Penarol. Non tutti torneranno indietro, come ad esempio Nikola Pekovic (Partizan) mentre gli agenti di Fernandez proveranno a trattare col Real Madrid dopo ave sentito  i Dallas Mavericks che hanno acquisito i diritti da Portland, forse per liberare il portoricano Barea.

  • In Europa preparano anche i bagagli  anche la star che avevano preferito aspettare la soluzione della serrata, come  fra gli altri i fratelli Gasol (Marc potrebbe lasciare Minnesota per i Los Angeles Clippers),  gli italiani Andrea Bargnani e  Marco Belinelli (è fra i restricted free agent, per cui gli Hornets di New Orleans possono pareggiare eventuali offerte), Dirk Nowitzky (Dallas Mavericks), Joaquim Noah e Luol Deng (Bulls).
  • La stagione corta delle NBA, prevede un totale di 990 incontri, e la Regular Season è il calendario dal 25 dicembre al 26 aprile,  le finali  sono previste dal 14 di giugno. Il calendario è compresso, con una media di ben  8,3 incontri per notte e di 3,9 incontri settimanali per ciascun club,  tanto che un club potrà anche giocare 3 partite di seguito o 2 nei playoff!.  Sono previste 48 partite per ogni Conference, oltre 18 contro squadre delle altre Conference, per cui si giocherà
  • Il saluto di Gallinari con  i tifosi Armani avverrà per l’Euroleague (17 punti di media)  l’8 dicembre contro il Real Madrid e forse in campionato (9,5 punti di media) nel turno casalingo del 4  dicembre contro Cremona. Danilo ha ancora un anno di contratto con i Nuggets, a 4,2 milioni di dollari detratto il  19%, per le 16 partite cancellate, ma la cifra verrà compensata dall’accordo con l’Armani.  Gallinari sarà allenato da George Karl, il neo-allenatore dei Nuggets in questi giorni in Italia per visionarlo e per salutare il figlio che gioca a Montegranaro. E’ chiaro che il 23enne lodigiano sogna una grande franchigia, dopo l’esperienza ai Knicks il Colorado è un po’ decentrato.
  • Il padre Vittorio, il suo agente,  dichiara che questa esperienza sarà utile per Denver: “Avrà  il vantaggio di essere in ottima forma fisica rispetto a chi si è allenato da solo, ma lui come gli altri che hanno scelto l’Europa hanno bisogno di  riabituarsi alle regole Nba”. Forse fra le regole c’è anche quella del gioco in transition, non certo una specialità dei club italiani e dei club europei eccetto.
  • Per quanto riguarda il mercato, Kirilenko che ha dimostrato col Cska il grande valore ma attualmente è infortunato, scaduto il contratto con gli Utah Jazz potrebbe scegliere fra i Nets, i Lakers o i Clippers.  L’idea di Bargnani verso gli Usa è solo una voce, il suo contratto con Toronto scade fra 4 anni.
  • I termini del nuovo  Convegno Collettivo che vale per 10 anni (anche se dopo 6 le parti possono chiedere una revisione o la cancellazione) sono la ripartizione degli utili al 50% (il primo anno il 51% per i giocatori, inizialmente i proprietari si erano barricati sul 47%),  il tetto salariale prevede una tassa del lusso fino a 5 milioni per i club che sforano il budget, vengono toccati dell’11% i salari minimi per i nuovi contratti, mentre c’è flessibilità per quanto riguarda i contratti delle big-star, che potranno guadagnare fino a un 30% in più nel caso siano inserite nel 1°, 2° o 3° quintetto All Star, selezionati per l’all Star Game o proclamati MVP. Insomma, i giocatori hanno rivendicato il diritto a non perdere diritti acquisiti, ma alla fine i veri colpiti saranno i giocatori di secondo piano o le matricole. Questo un commento “filosofico” di una serrata da operetta, finito difatti grazie a Babbo Natale.
  • Intanto si fanno i conti delle perdite,  la cifra del merchandising ha subito un collasso del 38 per cento, il che significa 2000 milioni di dollari, mentre per quanto riguarda i contratti dei giocatori si calcola che Kobe Bryant abbia perso 4,5 milioni di dollari.

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