Eurolega finale 2012 Cska-Olympiacos

di Charlie 0

Si contendono a Istanbul la Coppa dei Campioni 2012 i russi di Kirilenko e la sorprendente squadra greca di Ivkovic che dopo Siena ha messo ko coi suoi giovani anche il Barcellona.

Non avevo forse ragione a indicarlo come coach of The Year? Anche se la votazione ufficiale del “Trofeo Gomelski”, il coach russo che vinse le prime edizioni della Coppa dei Campioni, si conoscerò soltanto oggi, nella giornata delle premiazioni fra le semifinali e finali dell’Euroleague di Istanbul dove ci sarà gloria anche per Bo McCelebb (top scorer di Siena  e selezionato fra i Top ten della stagione) gira e rigira, alle soglie dei 70 anni ,  Dusan Ivkovic, allevatore di piccioni per hobby e uno dei pochi  allenatori di fama a tenersi lontano dall’Italia perché  le squadre della Spaghetti League ormai le costruiscono i managers assieme agli agenti, dopo essersi tolto il sassolino dalla scarpa mettendo fuori la Montepaschi col campo contro, è riuscito a eliminare anche la corazzata-Onu del  Barcellona. Dopo aver vinto la Coppa dei Campioni, Pascual aveva pensato solo a potenziare il roster, ma certi appuntamenti sono anche una sintesi della cifra di gioco e il Barcellona che potrebbe essere la squadra più divertente d’Europa, stile Denver Nuggets, gioca al rimescolo e quando il tiro da 3 non funziona, come è successo in semifinale contro i greci, e trova un rivale preparato, la sua potenza economica rimane un mezzo e non si traduce in un fine.

Messa assieme una squadra di giovani,  Ivkovic ha dimostrato ancora una volta la tesi che vanno alla finale le squadre che lanciano i giovani. La metafora del divenire. Mentre qualcuno va a caccia di supeveterani e crede di poter conquistare una Coppa dei Campioni con gli ultratrentenni e un sacco di quattrini, alla faccia del darwinismo,  quest’anno  “Maistere Dusan”, Mastro Dusan, che va perdonato per tingersi i capelli di rosso,  ha creduto in Mantzaris, Papanikolau e Sloukas. I fatti gli hanno dato ragione. Altra mossa vincente,  l’aver  chiuso con il gruppo della grande delusione di due anni fa, quello di  Bourousis e soci che mi sembra non abbiano poi fatto grandi cose andandosene via dalla greppia ateniese, e l’aver riportato in Grecia dopo due anni di utile esperienza a Malaga l’ancor giovane Georgios Printezis, miglior sesto uomo della competizione. L’ala costruita in casa dai rossi del Pireo è stato decisivo anche contro il Barcellona in una gara dove l’Olympiacos ha messo sul piatto della bilancia l’intensità e la freschezza, mentre  il celebrato Navarro non è riuscito stavolta a vincere la partita da solo, com’era successo nella finale europea contro Parker e c.

Il Panathinaikos non farà il bis, non conquisterà la quinta coppa del decennio d’oro e Zeljko Obradovic che ha battuto nelle Final Four  tutti gli allenatori europei  tranne l’israeliano Gershon incassa la prima sconfitta dal lituano Jonas Kaszlaukas, ex CT della Grecia passato in questa stagione a dirigere il Cska dopo il breve interregno di Evgeni Pashutin seguito all’era di Ettore Messina che ereditata la squadra da Ivkovic portò 2 successi e due finali prima di firmare col real Madrid.

Il primo quarto dell’Euroleague  ha illuso i campioni del 2011  arrivati alla finale di Barcellona col Maccabi dopo aver messo ko nella semifinale la Montepaschi. Ma un vantaggio di ben 14 punti, 29-15 dopo 10 minuti, ha cloformizzato i greci, e nonostante le rotazioni e il grande ritorno sulla scena di una leggenda del basket e di questa competizione, il lituano Jasikevicius, inserito a sorpresa nel quintetto iniziale e miglior marcatore della prima semifinale con 19 punti, il Cska aveva già raggiunto alla fine del secondo quarto (32-32) i greci, e pooi ha dato la stoccata decisiva nel quarto tempo, parziale di 15-9. Il Panathinaikos ha segnato dunque quasi la metà dei punti in 10 minuti, poi ha perso la vena, e il Cska ha dimostrato di saper anche difendere e di avere in Andrea Kirilenko, di ritorno in Europa dopo 10 anni nella NBA quale star di Utah, un giocatore completo, carismatico, come aveva già dimostrato anni fa riportando la Russia sul tetto d’Europa.

La semifinale ha premiato la squadra più continua della stagione assieme al Barcellona, e quella protagonista di un  mercato stellare con l’arrivo dei serbi Milos Teodosic (dall’Olyampiacos) e Nenad Krstic (dai Boston Celtiocs), e il lancio di Alex Shved,forse l’erede del grande Serghei Belov.

Domenica alle 20 la finale Cska-Olympiacos, trasmessa in 174 paesi. Il  Cska è alla sua nona finale in 10 anni, ha vinto 2 coppe con Ettore Messina, ne ha perse 2 sempre con Messina e ha perso 4 volte in semifinale, 3 con Dusan Ivkovic e l’ultima a Parigi due anni fa col Barcellona. Ivkovic dopo un amarissimo 2011, dal ko dell’Olympiacos contro Siena al tracollo europeo con la Serbia, spera di completare la splendida annata strappando alla sua ex squadra la sua seconda coppa dei Campioni con questa squadra, che giura, è la più amata della sua vita. Il segreto – amici miei -è sempre quello, per vincere le coppe dei Campioni non serve giocare a monopoli, ne mettere il fenomeno giovane in panchina, bensì un coach che faccia giocare i giovani. Capito?

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