Fabi Shoes Montegranaro, car pooling per i tifosi

Quanto ci piace il car pooling e che bello che a divulgarne il senso e il principio sia una società di basket – nemmeno una delle più conosciute, per giunta – in vista dell’inizio della stagione.

La Fabi Shoes Montegranaro – voto 10, perchè le tematiche sociali nessuno può pensare debbano prescindere da quelle sportive e viceversa: l’iniziativa farà proseliti nella maniera in cui ha raccolto consensi unanimi – ha infatti annunciato il nuovo servizio per i propri sostenitori: poichè lo zoccolo duro del tifo risiede nel fermano mentre le partite casalinghe si giocano al PalaRossini di Ancona, Montegranaro ha ritenuto doveroso che quella distanza di diverse decine di chilometri non dovesse rappresentare un ostacolo per nessuno. Tanto più se al dilettevole si unisce l’utile e si fa un piacere all’ambiente.

Gli appassionati gialloblù hanno la possibilità, tramite il club, di venire in contatto tra loro e dividere le spese di trasporto verso la stessa destinazione. A rendere nota l’iniziativa è un comunicato della società che rendiconta della gratuità del servizio promosso grazie ai gestori del sito www.viaggiainsieme.it che già opera con varie amministrazioni pubbliche e private locali e nazionali. Per capire come e quando aderire al car pooling basta un click al sito dove è già caricato il calendario delle partite al Palarossini e di quelle in trasferta.

Lituania, Jasaitis e una notte che non passa mai

Bastava che quel tiro, a una manciata di secondi dallo scadere, fosse stato un po’ più preciso. Invece, col pallone che scotta da morire e nel bel mezzo di un quarto di finale davanti a persone che forse, nel quaotidiano, ti capita anche di vedere, di averci a che fare, accade che.

Che quel tiro – maledizione – non lo dimenticherai più. Per la rabbia, il dolore, il dramma sportivo di averlo sbagliato. A Simas Jasaitis bastavano quei due punti per portare la vittoria a casa. Avrebbero cambiato l’esito di un Europeo a cui i padroni di casa tenevano in manietra enorme e forse, a leggerele in chiave strettamente personale, avrebbero dato corso nuovo anche alla vita dello stesso Jasaitis. Da eroe a malcapitato, certe volte. Basta un attimo.

Questione di centimetri, inezie, virgole apparentemente insignificanti che diventano, in realtà, la mancanza più evidente. Va anche così, lo sport perchè purtroppo e per fortuna, va anche così la vita. Classe 1982, il lituano ha messo in cascina una buona competizione. Nulla da dire. Ma è anche – sicuramente – l’altro volto di un risveglio che – il giorno dopo, accidenti – non c’è mai stato.

Macedonia in festa, ora la Spagna – FOTO

L’inaspettata vittoria della Macedonia contro la Lituania nel corso dei quarti di finale degli Europei 2011 e il conseguente approdo in semifinale dove i giallorossi affronteranno la più quotata Spagna ha determinato una festa grande. Non solo sul parquet ma anche in patria, dove ci si è accalcati nelle piazze per celebrare un’impresa entrata nella storia: mai prima d’ora, infatti, la piccola nazione era riuscita ad arrivare così lontano nel corso di una competizione internazionale di pallacanestro.

I volti delle donne e degli uomini macedoni sono tinti, gioiosi ed entusiasti sulle ali di un entusiasmo che ha tutte le ragioni di essere tale, ora ci si appresta a stringersi intorno alla squadra per far si che il sogno non abbia fine.

Essersi assicurati la finalina per il terzo e quarto posto significa, in qualche modo, aver già vinto ma – sebbene di fronte vi sia la corazzata trainata dai fratelli Gasol, gente da Nba – la sensazione è che non ci si intenda fermare qui. Con le doti messe in risalto contro i lituani – un cuore grande così e la freddezza necessaria per non sbagliare il canestro decisivo a una manciata di secondi dal suono della sitrena – i macedoni procedono spediti verso l’ennesimo capolavoro. A questo punto, i pronostici che danno gli iberici quali sicuri candidati per un posto nella finale contano poco e lasciano il tempo che trovano.

Maestranzi, accordo con Roma

Chissà se l’esperienza dell’Europeo insieme a coach Simone Pianigiani – che vive il doppio ruolo di commissario tecnico della nazionale italiana e tecnico della Montepaschi Siena – sia stata a conti fatti positiva per Anthony Maestranzi che, archiviata con amarezza la competizione, è tornato a Siena con l’obiettivo di conquistarsi dello spazio utile.

Invece, il connubio tra l’italo americano e la squadra senese è durato poco: il cestista ha raggiunto un accordo con la Virtus Roma per giocare nella squadra della capitale – in prestito dalla Mens Sana Siena – fino al termine della stagione 2011/2012.

Nato Chicago il 1 luglio 1984 e naturalizzato italiano, il paly 27enne dopo aver frequentato il college a Northern Illinois ha giocato in Italia a Reggio Calabria e Jesi in Legadue. Le ultime due stagioni le ha disputate con Montegranaro in serie A.

Cimberio Varese: il roster 2011/2012

Carlo Recalcati e la Cimberio Varese hanno voglia di ricominciare a fare sul serio. Dopo un’estate all’insegna di innesti mirati e voluti – giocatori di quantità e qualità – l’obiettivo esplicitamente seguito è quello di vincere e divertire, puntando a fare meglio dello scorso anno, quando la classifica i lombardi misero a referto 30 punti complessivi.

A inaugurare l’annata ai nastri di partenza, alcune belle conferme: in primo luogo, va annoverata la permanenza di Kristian Kangur, ala di oltre due metri che nei due anni precedenti all’approdo a Varese aveva militato prima in Francia (nell’estate 2009 approda al Villeurbanne dove vince Supercoppa e Semain des As Cup) e poi in Italia (ingaggiato dalla Virtus Bologna).

Nomi altisonanti per creare un amalgama completo: giovani ed esperti, tecnica e tattica. Recalcati attende molto da Justin Hurtt, statunitense classe 1988 che ha deciso di cimentarsi con l’avventura europea accettando l’offerta della Cimberio tra le tante ricevute. Fondamentale sarà anche il contributo di Yakhouba Diawara ala titolare del quintetto base che si è presentato a Varese con la garanzia dello score personale fatto registrare nelle file dell’Enel Brindisi (13,6 punti; 34,8 minuti; 49,5% da 2; 30% da 3; 4,5 rimbalzi). Particolarmente significative le sue parole al momento della presentazione:

I palazzetti del basket: Palasport Mens Sana Siena

Il Palasport Mens Sana è l’impianto sportivo della cittadina toscana che ospita le gare interne della Montepaschi Siena Basket: negli ultimi anni, va da sè, è il luogo nel quale la pallacanestro italiana ha celebrato i maggiori trofei visto che la società senese ha inanellato fino a ora cinque vittorie consecutive del campionato di Lega A e le ultime tre edizioni della Coppa Italia.

Piccola Macedonia, grande semifinale

Macedonia in semifinale, Lituania sconfitta: è il verdetto dell secondo quarto di finale degli Europei di Lituania. Stavolta il destino ha voluto premiare gli avversari, che pure – al pari dei lituani – non vengono certo da un contesto di storia recente. semplice da raccontare e tinta di colori che riportano alla guerra del Kosovo nel 1999, quando 360.000 albanesi si rifugiarono nella nazione.

Tornati in patria alla fine della guerra, i più radicali tra loro rivendicarono l’autonomia per le aree a maggioranza albanese della Repubblica. Venne combattuta una piccola guerra civile: nel giugno 2001 si arrivò a una conclusione del conflitto con l’intervento di un piccolo contingente di monitoraggio della NATO e con l’impegno del governo a riconoscere culturalmente la minoranza albanese. Prima ancora di questi avvenimenti, il riconoscimento dell’autonomia e dell’indipendenza dalla Jugoslavia (1991). Sono attimi e istanti che sanno al contempo segnare la vita di un popolo e forgiare caratteri di intere etnie: non è nulla come prima, se si parla di conflitti civili. Armati. Ci si abitua a lottare ma si comincia anche a percepire un senso di appartenenza e di compartecipazione della propra identità  con i conterranei che altrimenti non sarebbe tale.

Europei 2011: Macedonia – Lituania 67-65

Colpo di scena. Appena prima delle 22 del 14 settembre gli Europei 2011 mostrano, come accaduto in numerose circostanze di cui lo sport fa dono con costanza, che i miracoli – forse, in questo caso, sarebbe meglio dire i mezzi miracoli – arrivano eccome. Dicevamo, mezzo miracolo. Perchè non ci sentiamo di negare che la bella Macedonia ammirata nel corso delle prime due parti della competizione lituana qualche chance di vittoria l’ha conquistata.

Successo dopo successo, traguardo dopo traguardo. Non stupisce del tutto, di rimando, l’eliminazione della nazionale di casa nel corso dei quarti di finale alla quale, tuttavia, avremmo dato maggiore credito. Per doti e caratteristiche tecniche, certo, ma anche perchè si sa quanto conti – uno stimolo grande così – la possibilità di poter essere sostenuti dal proprio pubblico.

Europei 2011: Spagna – Slovenia 86-64

Finalmente si entra nel vivo sebbene il rammarico di non poter raccontare le gesta della nazionale italiana sia enorme. Fatto sta, c’è chi ha meritato più di noi di godersi il proprio quintetto nelle fasi finali dell’Europeo 2011 e resta un piacere lasciarsi deliziare dalla classe di squadre il cui cammino è stato lodevole.

E’ il caso della Spagna, approdata secondo pronostico ai quarti di finale senza eccessivi patemi ma è ancora di più il caso della Slovenia, in grado di mettere a referto, fin qui, un corso da applausi. Nel primo dei due quarti di finale in programma oggi in Lituania, il pronostico pare scontato: stando alla non sempre scientifica legge dei nomi altisonanti, infatti, gli iberici non dovrebbero avere difficoltà nel passare l’ennesimo turno.

Una sconfitta slovena non sarebbe un dramma poichè preventivata eppure la storia sportiva insegna da sempre che a furia di dare per scontato dettagli ed elementi, spesso ci si scotta.

I palazzetti del basket: Lauretana Biella Forum

L’impianto Lauretana Biella Forum è di recente costruzione ed è stato inaugurato nel febbraio del 2009. L’edificio – casa dell’Angelico Biella in relazione alle gare casalinghe – può contenere 5007 posti a sedere oltre ai 720 seggiolini riservati al settore ospiti.

La sicurezza interna ed esterna è garantita da un sistema di controllo di 32 telecamere, che vengono seguite con la massima cura dalla Questura di Biella che si avvale del contributo di una società privata. Il palazzetto, ricalcando lgli adempimenti della legislazione in vigore, è inoltre provvisto di un impianto solare termico che rientra nelle ultime normative della Legge Pisanu sulla sicurezza e il risparmio energetico.

Il costo dell’impianto è stato di 15 milioni di euro: basket, all’interno del Lauretana Biella Forum, ma non solo. In questa struttura sono spesso allestiti concerti di musica, ma vengono disputate anche gare di altri sport come il volley, la pallamano e il calcio a cinque.

Europei 2011, il tabellone della fase finale

Cominciano nel pomeriggio di oggi i quarti di finale degli Europei 2011 in svolgimento a Vilnius, in Lituania.

Le prime quattro squadre a scendere sul parquet sono Spagna-Slovenia (alle 17) e Lituania-Macedonia (alle 20).

Grande attesa per la gara dei padroni di casa che possono beneficiare della spinta propulsive garantita dal pubblico amico, raccolto in maniera evidente intorno alla propria nazionale di pallacanestro.

Lockout NBA, la serrata prosegue: “A rischio metà stagione”

Ancora un nulla di fatto. L’ennesimo atteso incontro tra associazione giocatori e proprietari, andato in scena martedì a New York, non ha portato alla classica fumata bianca sperata dai più ottimisti addetti ai lavori. Posizioni ancora lontanissime che rendono sempre più arduo arrivare ad un accordo. “Sicuramente non è stata una bella giornata”, ha dichiarato sconsolato ai reporter al termine dell’incontro con il sindacato il commissioner David Stern. Dunque, solamente ipotizzare l’idea che la stagione possa iniziare come da programma é molto più vicina all’essere un’utopia.

POSIZIONI LONTANE — Il problema é che nessuna delle due parti pare intenzionata a fare un passo verso l’altra: David Stern e i proprietari vogliono infatti riformare il salary cap in maniera molto drastica, una prospettiva questa, che i giocatori, almeno in questo momento, hanno rifiutano su tutta la linea. Invece, su alcune concessioni economiche i giocatori paiono essere più intenzionati a provare a venire incontro ai club, ma la differenza tra la “soft cap” (cioè un tetto salariale che può essere sforato in determinate situazione, come succede in questo momento) e la “hard cap” tanto agognata dai proprietari rappresenta come detto il punto più difficile delle negoziazioni tra le due parti. “L’incontro non ha prodotto nessun risultato – sostiene il direttore esecutio del sindacato giocatori Bill Hunter – in questo momento non ci sono possibilità che l’associazione possa accettare l’accordo proposto dai proprietari. I giocatori sanno che almeno metà stagione potrebbe saltare prima che si possa trovare un compromesso”. Parole che non lasciano spazio ad ipotesi alternative.

LA SITUAZIONE – Difficile dunque, essere ottimisti con queste basi, anche perché per ora in calendario non sono segnati altri incontri. E la stagione 2011-12 é oramai alle porte: i camp dovrebbero iniziare il 3 ottobre, mentre le prime partite di regular season il 1 novembre. “Giovedì ci sarà una riunione tra i proprietari – sottolinea Stern – Per adesso non abbiamo intenzione di cancellare nessuna partita di preseason ma la situazione e’ difficile. Io comunque voglio continuare a essere ottimista”. Un ottimismo solo di facciata.

Il ritorno di Sakota dopo il dramma di Pesaro: torna in campo con il Telenet Basket Ostenda

Quello che accadde quel 25 aprile 2010 gli resterà negli occhi per tutta la vita. Dusan Sakota, oltre un anno dopo, ha vinto la sua partita vera nascendo per la seconda volta nel corso della stessa vita. A Teramo, durante uno scontro di gioco, rischiò di morire per una lesione allo stomaco di una gravità e di una casualità davvero rare. Da quel momento Sokota é finito sotto i ferri per ben tre volte, é stato in coma, ha subito l’asportazione di parte dell’intestino per poi avviare una riabilitazione che lo ha portato ad una ripresa lenta e graduale, durissima. L’ala venticinquenne serba di passaporto greco, figlio d’arte di un allenatore di successo – Dragan, ex Fortitudo – ora può tornare a sorridere: ce l’ha fatta con tenacia, è ritornato in campo: il 27 settembre inizierà infatti la sua prima stagione con la casacca del club Telenet Basket Ostenda, dalla Fiba Cup. “Qui mi sento il benvenuto – le parole di Sakota -, mi hanno mostrato fiducia dopo tutto quello che è successo. Questo è stato il punto chiave della mia scelta perchè mi ha dato grandi motivazioni il fatto di combattere per persone che hanno creduto in me, e dimostrare loro che avevano preso la decisione giusta. Tanti dei miei compagni sono serbi, siamo in cinque, quindi ci divertiamo un sacco! Sono felice per come è iniziata questa avventura, non solo riguardo le partite, ma anche per come stanno andando gli allenamenti. Non sapevo cosa aspettarmi da me stesso dopo 15 mesi senza giocare, ma ho lavorato veramente duro in estate e sono venuto qui motivatissimo a combattere per questa squadra”.

PILLOLE DI SAKOTA– Dušan Šakota in serbo Душан Шакота[?] (Belgrado, 22 aprile 1986) è un cestista serbo con passaporto greco. È figlio di Dragan Šakota, allenatore che si stabilì in Grecia nel 1990, quando sedette sulla panchina del PAOK Salonicco. Cresce nelle giovanili dell’AEK Atene, restandovi fino al 2003 quando il padre lascia la panchina della prima squadra. Šakota firma quindi il suo primo contratto da professionista con il Panathinaikos. Qui rimane per quattro anni senza però trovare molto spazio, e così nel 2007-08 va a farsi le ossa in prestito al Panionios per un anno: la squadra si fa strada in campionato fino ad arrivare alle semifinali scudetto, mentre l’apporto medio del giocatore è pari a 11,3 punti e 4,3 rimbalzi a partita.
Una volta ritornato alla casa madre gioca un’altra stagione con il Panathinaikos ma il suo impiego continua a essere limitato, con 11 minuti di media. Nonostante i numerosi successi ottenuti con i biancoverdi in campo nazionale e continentale, nell’estate 2009 Šakota in scadenza di contratto decide di lasciare il club ateniese per approdare in Italia alla Scavolini Spar Pesaro, dove è stabilmente nel quintetto titolare. Il 25 aprile 2010 nel corso del match esterno contro Teramo si scontra fortuitamente col playmaker avversario Giuseppe Poeta, ma durante la notte seguente si sente male e viene operato d’urgenza all’intestino. Nella giornata di martedì 27, a seguito di un’emorragia interna, viene nuovamente operato e viene indotto in stato di coma farmacologico.Dal 2011 milita nel BC Ostenda.

I palazzetti del basket: a Roma Eur il PalaLottomatica

Il tempio della Virtus Roma è ubicato nel quartiere della capitale denominato Eur. Il palazzetto in cui gioca la società capitolina si chiama PalaLottomatica (dal nome dello sponsor che ha accompagnato per diversi anni l’avventura cestistica del club) ed è noto anche come PalaEur.

Oltre ad accogliere i tifosi della Roma cestista, l’impianto è è anche utilizzato quale sede di riferimento per spettacoli e concerti. Costruito 41 anni fa, ha una capienza di 12.200 mila posti a sedere e il costo complessivo dell’opera è stato di un milione di euro (due miliardi delle vecchie lire).