Flavio Tranquillo, parte la NBA: bis di Miami o si cambia padrone?

di Enrico Campana 0

Intervista col popolare commentatore Tv di SkY. “Possibile la conferma, ma tirando a indovinare non sarà così.  LeBron primo assoluto, come Jordan a suo tempo. Buffa diventa il “cantastorie”. Bargnani o passo in avanti o fa le valigie, idem Gallinari, Belinelli deve solo difendere”

Nella galleria dei telecronisti di successo dello sport , alla voce NBA, c’è Flavio Tranquillo commentatore di Sky.

– Un telecronista ha un particolare stile se è di successo, il suo qual è?
“Non saprei, nel senso che non me ne sono mai costruito uno. Cerco solo di essere il più’ informato e pronto possibile, e con gli anni ho faticosamente imparato ad accettare, senza gradire, errori e inadeguatezze per usarle come pungolo”
-Quale ritiene sia stato il suo contributo nel riuscire a fare entrare la NBA nell’immaginario collettivo preferito dagli italiani?


Zero onestamente. Credo che chi guarda NBA ami il basket e/o sia “catturato” da una macchina di marketing sportivo senza eguali”
– Molti pensano che solo i ragazzini seguano la NBA in Tv, io sostengo che in Italia si tratta di ragazzini di oltre 30, 40, 50 anni…: è possibile?
“Non ho un’idea fondata su basi scientifiche, ma a naso non escluderei che le due cose convivano”
–  Quanti fra i 5 milioni e passa di abbonati Sky guardano la NBA, e quanti si alzano fra la 1 e le 3 di notte per vedere le partite in diretta?
“Una parte piccola in termini assoluti ma significativa in termini di conoscenza ed interesse verso il prodotto”
-Illustriamo la ricca programmazione settimanale, repliche comprese, novità tecnologiche, ett
Una media di 3 gare settimanali con diretta e due repliche, studi dedicati con maggiore presenza di Federico Buffa come “cantastorie” e molto spazio su Sky Sport 24”
– Quest’anno sono previste 80 partite, ben 4 la settimana d’apertura, quale è il criterio di scelta adottato e a chi spetta la decisione?
“La NBA decide ogni giorno che la partita che manda al resto del mondo, Sky può scegliere quali prendere rispettando dei vincoli contrattuali”
-Quale è la novità che ci riserva quest’anno il vostro Network?
“Direi le storie di Buffa”
-La sua prima telecronaca NBA con un ricordo, il numero totale di quelle commentate, quella più riuscita, e la più difficile e quella che vorrebbe cancellare?
“La prima telecronaca fatico a ricordarla onestamente, ma siamo ai primissimi anni 90. La più’ riuscita lo dovrebbero dire altri, ma gara 6 di finale ‘98 e gara 7 di finale 2005 son due splendidi ricordi. La più’ difficile sicuramente quella fatta nel giorno della scomparsa di Tullio Lauro, che il giorno prima mi aveva sostituito per un mio impegno. Darei qualsiasi cosa per cancellarla”
– La NBA va guardata come Disneyland o  come si lavora al  centro della Nasa?
“Come una case history alla Scuola Aziendale della Bocconi”
– Guardiamo alla stagione, stagione lunga  dopo il tormentone del lock out che comunque ha restituito alla NBA il successo con gli interessi, è d’accordo?
“Assolutamente si. Lo scorso anno tutti, dentro e fuori la NBA, hanno goduto della stagione compressa. Sono curioso di vedere come percepiremo il ritorno a 82 gare”
Possibile il back to back di Miami, o continua il turn over?
“Possibilissimo, ma tirando a indovinare non finirà  col bis”.
– Oggi lo Zeus del basket è LeBron,  ormai salito sul trono dell’Olimpo, è d’accordo anche lei che sia più forte di Jordan?
“Non ho idea se sia più  forte, mi sembrano dibattiti oziosi. Di certo è  un “primum” assoluto, non c’era mai stato uno così. Come del resto Jordan al suo tempo.”
– L’anti-Lebron è Kevin Durant, o si fa avanti qualcun altro?
“Sicuramente Durant, tutto questo un giorno sarà  suo”
-Antohny Davis supermatricola olimpica, trasformerà gli Hornets?
Senz’altro, prototipo del lungo del prossimo millennio”
-Per tutta l’estate i Lakers sono stati dati per  strafavoriti avendo acquistato  Nash e Howard, poi non hanno vinto una sola gara in pre-season, pronostico da rivedere?
“Non sulla base delle preseason ,che non conta nulla. Ma sarà  difficilissimo trovare la chimica”
– La fascia delle pretendenti all’anello e quelle dei playoff e il possibile dark horse?
“Miami, Boston, Chicago + Philadelphia, OKC, San Antonio, Lakers + Clippers”
– Oklahoma ha perso Harden, addio sogni di gloria?
“No, ma ora si parrà  la nobilitate di Durant e soprattutto di Westbrook”
– La sua squadra preferita da sempre, e il giocatore più amato e quello che prende di punta?
“Sono affascinato dagli Spurs come organizzazione, ho tifato Lakers in gioventù  e amavo Magic. Di punta non prendo nessuno, ma non mi piacciono i giocatori che pensano a se stessi e non alla squadra.
-Non pensa che la NBA stia puntando troppo sui vecchi?
“A livello dirigenziale o in campo ? Nel primo caso, come credo, si tratta della gestione Stern, prendere o lasciare”
– La NBA degli italiani potrebbe avere questa trama: Bargnani riuscirà a finire la stagione e a essere il giocatore-franchigia alla settima stagione?, Gallinari a tenere il posto in quintetto?, e Belinelli a strappare il rinnovo del contratto ai prestigiosi Bulls come specialista delle triple?

“Bargnani al crocevia, passo avanti o forse valigie. Gallinari idem, passo avanti per forza o per amore, abbisogna di evitare infortuni. Belinelli deve solo difendere abbastanza da stare in campo”
– In aumento gli europei, che pensa di questi innesti?
“Sono più’ affidabili e dedicati dei pari livello USA”
-Ultima cosa: Stern in persona ha voluto la norma anti-flopping, ribattezzata Reggie Miller, quello dell’attaccante che riesce a lucrare il fallo dopo il tiro, che ne pensa?
“Buona idea, la simulazione e’ odiosa, chi la difende commette un errore”

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