Serie A1, Banco di Sardegna Sassari-Sidigas Avellino 87-73

Arriva la sesta vittoria consecutiva in campionato e il secondo posto solitario in classifica alle spalle di Siena per la Dinamo Sassari che riprende la marcia dopo la bella figura fatta alla Final Eight di Coppa Italia (sconfitta nei quarti con la Montepaschi) superando l’Avellino per 87-73 nell’anticipo della quinta giornata di ritorno del campionato di basket di Serie A1. Il successo odierno, il primo contro gli irpini nella massima serie dopo tre sconfitte, consente alla squadra di coach Sacchetti (giunto alla centesima presenza sulla panchina sarda) di proseguire il momento d’oro continuando a sognare  un piazzamento nei play off. Dopo un primo tempo vissuto con grande equilibrio (41-39 con i padroni di casa avanti al massimo di 7), Sassari accelera nel terzo quarto (31-19). A suon di triple (7/10) la Dinamo fa il break decisivo trascinata dal rientrante Travis Diener (assente a Torino e autore di 15 dei suoi 17 punti nella terza frazione con 4/4 da tre), dal cugino Drake (20) e dal solito devastante Hosley (28 punti, 7 rimbalzi e 4 recuperi). La Sidigas, priva del suo principale terminale offensivo Dean, ad inizio ripresa perde anche Slay (quarto fallo e tecnico sulle proteste nel giro di pochi secondi), scivola a -19 (72-53), risale fino al -4  a metà ultimo quarto (72-68) ma poi deve arrendersi quando Drake Diener e Hosley piazzano l’8-0 decisivo (80-68). A coach Vitucci, che può utilizzare pochissimo Spinelli e gioca con appena sei giocatori, non sono bastati il carattere di Green (19 punti e 9 assist) e la costante presenza sotto canestro di Johnson (15+10).

Banco di Sardegna Sassari-Sidigas Avellino 87-73
(19-17, 41-39; 72-58)
Dinamo Sassari:
Metreveli 2, Binetti ne, Hosley 28, Devecchi 5, Diener T. 17, Sacchetti, Plisnic 4, Diener D. 20, Vanuzzo 11, Pinton, Easley. All. Sacchetti.
Sidigas Avellino: Green 19, Gaddefors 8, Ferrara ne, Alborea, Spinelli, Lauwers, Infanti 4, Golemac 15, Soloperto 3, Slay 9, Johnson 15. All. Vitucci.
Arbitri: Begnis, Seghetti e Lanzarini.
Note – Tiri da due: Sassari 16/39, Avellino 22/43. Tiri da tre: Sassari 15/26, Avellino 6/22. Totale tiri: Sassari 31/65 Avellino 28/65. Tiri liberi Sassari 10/15 Avellino 11/16. Rimbalzi: Sassari 31 – Avellino 40. Usciti per falli: Slay (21’56”) Spettatori: 4.307 Incasso: 67.919 (compresi abbonati)

 

I grandi del basket, Alonzo Mourning

Una mole imponente, un futuro già scritto sin da quando muoveva i primi passi alla Georgetown University, portando a spasso quei 2o8 centimetri di altezza. Lui è Alonzo Mourning, uno dei più grandi centri della sua generazione, sebbene la concorrenza negli anni a cavallo del nuovo millennio fosse agguerrita e ben armata.

A puntare sulle sue capacità furono per primi gli Charlotte Hornets, squadra senza troppe ambizioni, ma comunque ben posizionata nella Esatern Conference. L’impatto di Mourning con il mondo dei professionisti fu eccezionale, se si considera la media di 21 punti e di 10 rimbalzi a partita.

Grazie a lui gli Hornets riuscirono a qualificarsi per i play-off ed a superare il primo turno, prima di essere eliminati dai New York Knicks. La stagione successiva non fu proprio esaltante per Charlotte, sebbene Alonzo sfornasse prestazioni al di sopra della media.

Eurolega, Panathinaikos Atene-Emporio Armani Milano 58-67

Non é bastata la prova d’orgoglio dell’Olimpia ad Atene: l’avventura in Eurolega per la squadra di coach Scariolo si chiude nelle Top16. La matematica certezza dell’eliminazione arriva nonostante l‘impresa del quintetto di Scariolo, che sul parquet del Panathinaikos si é imposta per 67-58, ma senza ribaltare il -22 dell’andata. In svantaggio nei confronti diretti sia con gli ellenici che con l’Unics Kazan, Milano é costretta a malincuore ad uscire di scena. Ad Atene da registrare le ottime prove di Bourousis (12 punti e 8 rimbalzi), Melli (13 punti) e Cook (8 punti e 12 assist), mentre Diamantidis (12 punti) e Batiste (11 punti e 7 rimbalzi) tengono botta nelle fila del Pana. La squadra biancorossa ha sempre tenuto saldamente in mano le redini del gioco, arrivando anche a 15 lunghezze di vantaggio nell’ultimo periodo.

PANATHINAIKOS ATENE – EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 58-67
(11-16, 21-18, 14-19, 12-14)
Panathinaikos: Maric, Perperoglu 3, Batiste 11, Logan 7, Sato 4, Tsartaris 6, Diamantidis 12, Vougioukas 7, Calathes 2, Smith, Kaimakoglu 6, Jasikevicius. All: Obradovic.
EA7 Milano: Giachetti, Mancinelli, Hairston 1, Fotsis 12, Cook 8, Rocca 2, Filloy, Borousis 12, Melli 13, Bremer 9, Gentile 8, Radosevic 2. All: Scariolo.

Eurolega, Bennet Cantù-FCB Regal Barcellona 62-63

E’ giunto al capolinea il sogno europeo della Bennet Cantù, che al PalaDesio subisce una cocente beffa per 63-62 dal Barcellona. Una sconfitta doloroissimaa, perchè lascia Cantù alle spalle del Maccabi, oggi vincente sullo Zalgiris ed in vantaggio negli scontri diretti quando però manca ancora un turno da giocare. Ai canturini non sono bastati Shermadini (14 punti e 8 rimbalzi) e Perkins (12+5), perché i catalani sono stati trascinati da Ndong (13+5) e Navarro (12 punti e 4 assist). Quando mancavano 4 secondi alla fine, Basile ha fallito il tiro della vittoria dopo un match molto equilibrato che ha visto i padroni di casa andare in vantaggio anche fino al +6 a 180 secondi dalla fine. La sconfitta odierna chiude ai sogni di qualificarsi ai quarti di  finale e rende ininfluente l’ultima gara contro lo Zalgiris Kaunas.

BENNET CANTU’-FCB REGAL BARCELLONA 62-63
(18-18, 15-17, 17-17)
Cantù: Markoishvili 6, Leunen 9, Marconato, Mazzarino 5, Perkins 12, Diviach, Shermadini 14, Cinciarini 1, Bolzonella, Abass, Brunner 8, Basile 7. All: Trinchieri
Barcellona: Sada 4, Huertas 2, Navarro 12, Perovic 4, Vazquez 4, Wallace, Ingles, Ndong 13, Rabaseda 8, Perez, Lorbek 10, Mickael 6. All: Pascual.

I grandi del basket, Glen Rice

Molte canotte indossate in carriera, pochi titoli vinti, ma la consapevolezza di essere uno dei più grandi cestisti cresciuti sui parquet americani. Lui è Glen Rice, cresciuto a pane e pallone a spicchi nella University of Michigan, dove polverizzò un record dopo l’altro, portando il college alla vittoria nella Final Four del 1989.

Ottima capacità realizzativa sia da sotto che da lontano, tanto che nei quattro anni di college riuscì a mettere a segno la bellezza di 2442 punti. Nessuno come lui prima di allora, nessuno come lui negli anni seguenti, tanto che ancora oggi l’istituto sta cercando il suo erede.

Numeri che fanno impressione e che non potevavo non attirare l’attenzione delle franchigie dell’NBA, prima fra tutte Miami Heat, che scelse di puntare sulle sue prestazione alla fine degli anni ottanta. I Miami in quegli anni non rappresentavano il meglio del basket a stelle e strisce e Rice risentì della mancanza di esperienza della squadra. Nonostante ciò, le sue prestazioni furono sempre al top, specie nell’ultima stagione, quando riuscì a mettere a segno ben 56 punti in un solo incontro, con sette triple su otto infilate nel cesto.

Pesic nuovo ct della Germania

Il tecnico serbo Svetislav Pesic tornerà ad allenare la nazionale tedesca di basket, come annunciato dalla Federazione (DBB). Il tecnico 62enne prende il posto di Dirk Bauermann e sarà di nuovo al comando della selezione tedesca che è riuscita a conquistare la sua unica medaglia d’oro all’Europeo del 1993 sotto la sua guida.

Il serbo che ha diretto la Germania tra il 1987 ed il 1993, sarà presentato il 6 marzo e guiderà la squadra in estate nelle partite di qualificazione per l’Europeo del 2013.

Dopo aver lasciato la nazionale tedesca, Pesic ha allenato per sette stagioni l’Alba Berlino, con la quale ha vinto quattro campionati. Inoltre, è stato ct dell’ex Jugoslavia ed ha allenato in Spagna Barcellona, Girona e Valencia e in Italia la Virtus Roma.

Bauermann ha deciso dopo l’Europeo in Lituania del settembre 2011 di andare ad allenare il Bayern Monaco. I regolamenti della Lega tedesca proibiscono che il ct abbia un doppio incarico.

Nba risultati 22 febbraio 2012

Nba a go go nel corso della regular season del 22 febbraio 2012: in campo ventisei squadre per tredici partite che hanno saputo offrire settacolo e sorprese. Unico italiano in campo, Marco Belinelli che pare essersi sbloccato in maniera definitiva sulla scia dei netti ed evidenti progressi messi in luce dai New Orleans Hornets, capaci di avere la meglio sui Cleveland Cavaliers, battuti con il punteggio di 89-84.

L’italiano ormai viaggia a medie assolutamente positive e degne di nota: doppia cifra, per lui, per la nona partita consecutiva e apporto decisivo al lavoro del roster. Belinelli chiude con 19 punti (8/13 1/4 2/2), 3 rimbalzi e 1 assist in poco più di 33 minuti spesi su parquet.

Che le sue, a fine gara, siano parole di giubilo, va da sè:

San Antonio a fine corsa, Miami insiste

Miami resta al top avvicinando l’80 di successi (26/7) con LeBron (18 punti) per una sera il 4° marcatore dietro Wade (30), Bosh (20), Mario Chalmers (20) e la conferma della matricola Norris Cole (12, 8,6 di media).

A Portland, piazza notoriamente ostica, San Antonio mette invece in campo le riserve dopo 11 vittorie consecutive, restano in panchina Parker e  Duncan che valgono certamente quei 40 punti di differenza che costituiscono la peggiore sconfitta  della squadra di Gregg Popovic negli ultimi 15 anni.  E non bisogna dimenticare gli assenti  Ginobili e Tiago Splitter che sarà l’All Star Game delle promesse dove per l’Europa ci sarà Ricky Rubio e l’attrazione sarà Jeremy Lin.

Settimana Nba Sky Sport dal 22 al 26 febbraio 2012

Una settimana eccezionale di grande basket su Sky Sport, con due gare della NBA, il week end dedicato all’All Star Game di Orlando con il prologo della partita delle promesse con Jeremy Lin.

Questo il programma: notte fra martedì 21 e mercoledì 22 Grizzlies-Filadlefia (Fed Ex Forum di Memphis)  live ore 2, repliche mercoledì ore 14 e 21 su SS 2HD, 3 di notte fra mercoledì  22 e giovedì  Mavericks-Lakers, repliche giovedì ore 12 e 21.55 Extra HD.

Giovedì  23 il rotocalco settimanale NBA Action 20.30, SS Extra D.

Infine il wek end dell’All Star di Orlando (Amway Center, 24-26 febbraio) con la doppia partita delle stelle con Parker, Nowitzky e Marc Gasol per l’Europa nella gara maggiore e Ricky Rubio in quella delle “promesse”.

Knicks senza pace: Deron Williams “oscura” Lin

L’eroe del turno di lunedì notte è Deron Williams con 38 punti, 8 triple che ha “oscurato” al Madison un Lin  positivo  (21 punti,7 rimbalzi, 9 assist, 4 recuperi, 3 perse, 6 falli) che ha minori colpe dei compagni, a cominciate dal rientrante Melo Anthony (4/11, 11 punti, fuori da 6 gare)  che ancora una volta è riuscito a far impazzire la maionese, metafora del concetto di squadra. L’acquisto  che un anno fa lo strappò ai  Denver in cambio di Gallinari e Mozgov non ha portato i risultati voluti, e Mike D’Antoni è tornato sotto il 50 %  di vittorie (16/17)   la sera dopo aver fermato i campioni di Dallas  anche se con la nuova sconfitta Boston (15/16) è salita al 2° posto nell’Atlantic Division.

I fatti del giorno sono due. Le vittorie in trasferta  dei Nets di Deron Williams che, ricordiamo, durante la serrata si era tenuto in forma giocando in Turchia,  di Orlando a Milwaukee (Howard 28, 10/14 nei liberi, 16 rimbalzi mentre il turco  Yliasova ha catturato ancora più rimbalzi offensivi che difensivi, stavolta 9/6 contro i 13/12 della sera precedente) e l’11.a di San Antonio, la più lunga “striscia” della Lega quest’anno.

Coppa Italia, il chiaro Tv e il grigio degli arbitri

LO SPETTATOREGISTA: E VISSERO SEMPRE IMPRECISI E SCONTENTI…

Premessa:  è tradizione che qualunque cosa uno dica in ambito sportivo, e il basket non fa eccezione, troverà qualcuno in disaccordo se non in aperta polemica, perché puoi toccare qualsiasi cosa ma la squadra del cuore mai. E’ equiparabile ad una bestemmia. Su questo tema  (apro una parentesi) dovremmo tutti imparare da quel bimbo fenomenale visto sugli spalti di San Siro per Inter – Bologna  con il suo maxi cartello :

“Potete vincere? Altrimenti a scuola mi prendono in giro! Grazie, Filippo”

Lin ferma Dallas, per D’Antoni ha un cuore immenso

I campioni cedono nel finale, il taiwanese migliore con 28 punti, 14 assist, 5 recuperi. Grande giornata anche degli europei Ersan Yliasova, Ricky Rubio e Marcin Gortat. New Orleans ha licenziato l’ex senese  Summers.

L’IN-cantesimo continua. Nella incredibile  riscossa di New York, Jeremy Lin si conferma il profeta (8 vittorie nelle ultime 9 partite) superando sempre i 20 punti e con una nuova doppia-doppia che ne fa l’indiscussa star, la favola della NBA per essere arrivato a New York con un contratto di 10 giorni, senza potersi pagare l’albergo e la fortuna del merchandising della Lega che non riesce a tener dietro agli ordine di magliette, cappellini, poster, soprattutto da parte del mercato asiatico dove il taiwanese è diventato un mito. Sfuma il confronto con Ya Jianljan, star cinese dopo il ritiro di Yao Ming, oggi ricco imprenditore grazie ai milioni guadagnati coi Rockets, che il coach di Dallas ha recuperato dalla D-League ma non manda in campo, con grande dispetto della stampa per favorire il disgelo delle due Cine.

Coppa Italia Final Eight, Montepaschi Siena-Bennet Cantù 88-71

Prosegue il dominio inconstrato nell’Italia del basket della Monetpaschi Siena. La squadra toscana vince la sua quarta coppa Italia consecutiva (un vero e proprio record) dominando la finale di Torino con Cantù (88-71). Per Siena si tratta dell’undicesimo trofeo consecutivo in manifestazioni nazionali, per Pianigiani il 13° successo in 13 finali disputate da quando nell’estate del 2006 è diventato allenatore della Mens Sana. Numeri che parlano da soli. Come quelli dell’odierna finale: rispetto ad un anno fa, quando la Bennet (quarta sconfitta in altrettanti finali di coppa Italia) si arrese solo in volata, stavolta non c’è stata storia. Siena gioca meglio su ogni lato del campo (chiude con il 68% da due e il 47% da tre), e non lascia mai modo a Cantù la possibilità di tornare in partita. Il crescendo della Montepaschi è nei numeri: 17-9 al 7′, 35-23 al 16′, 44-33 a metà corsa, 62-42 al 26′ fino al massimo vantaggio arrivato sul 77-51. A trascinare la squadra di Pianigiani è uno strepitoso Andersen, mvp delle Final Eight con 23 punti, insieme a Lavrinovic (16) e Moss (14). La squadra di Trinchieri bene solo nel primo quarto, non é riuscita ad arginare l’onda d’urto della Montepaschi alzando bandiera bianca già nel terzo periodo quando Siena affonda i colpi decisivi.

Montepaschi Siena-Bennet Cantù 88-71
(21-16, 44-33; 73-51)
Siena: Mc Calebb 9 (3/6), Moss 14 (4/8, 2/3), Stonerook 3 (1/2 da tre), Andersen 23 (7/9, 2/5), Lavrinovic 16 (5/5), Zisis 10 (2/2, 2/2), Carraretto 6 (3/4, 0/2), Thornton 7 (2/4, 1/3), Ress, Aradori, Michelori ne, Lechthaler. All. Pianigiani
Cantù: Micov 6 (1/3, 0/1), Leunen 12 (3/3, 2/3), Mazzarino 2, Basile 15 (5/9 da tre), Marconato 6 (3/4), Shermadini 8 (3/4), Markoishvili 2 (1/3, 0/3), Cinciarini 6 (3/5), Perkins 6 (3/5), Brunner 8 (1/3), Diviach ne, Bolzonella ne. All. Trinchieri
Arbitri: Cicoria, Chiari, Taurino
Note – Tiri liberi: Siena 12/16 Cantù 11/16. Rimbalzi: Siena 23 (Stonerook 6). Cantù 21 (Perkins 4). Assist: Siena 16 (Mc Calebb e Moss 4) Cantù 20 (Basile 5)
Spettatori 7450

 

Final Eight Torino Mps-Armani, termometro sullo standard

SPETTATOREGISTA ALLE FINAL EIGHT – Il ritorno su La7 chiaro della partita più attesa ha segnato lo 0,5 di ahare per 146 mila spettatori. Sono più criptato di un segnale digitale, anzi sono più criptato di un dato negativo d’ascolto… Infatti si fa molta fatica a sapere come siano andati gli ascolti delle Final 8 a parte quelle giocate sulla rete principale…

Ma non è questo l’argomento di oggi, ma io sono svagato e divago come tutti gli svagati… Parliamo di aspettative  televisive. Tanto per far vedere che non sono proprio digiuno di citazioni:

“qui si parrà la tua nobilitate”

Divina Commedia, Inferno, Canto II.