I grandi del basket: Shaquille O’ Neal

Duecentosedici centimetri di altezza, 147 chili e passa di peso, numero di scarpe corrispondente al nostro 57! Parliamo di Shaquille O’Neal, non un gigante, ma una vera e propria montagna sul parquet, che ha fatto della potenza fisica e dell’esplosività le armi migliori del suo successo.

Imponente, dominante, maestoso, per anni ed anni ha dettato legge sotto canestro ed ancora oggi continua a correre e sudare sui campi di mezza America, nonostante i 39 anni suonati.

Sin dagli anni del college si intuì che quella montagna di muscoli avrebbe avuto grosse possibilità di sfondare nel basket professionistico, tanto che nel Draft del ’92 gli Orlando Magic se lo assicurarono come prima scelta assoluta.

Nei quattro anni ad Orlando Shaq conquistò l’accesso in finale una sola volta, cedendo però le armi di fronte agli Houston Rockets. Intanto però la fama di quel centro possente aveva varcato ogni confine, tanto che un paio di anni più tardi i Los Angeles Lakers gli offrirono un contratto da 122 milioni in sette anni pur di assicurarsi le sue prestazioni.

NBA, Bryant sesto marcatore di sempre

Kobe Bryant da leggenda. Il cestista di Philadelphia è entrato per sempre nella storia della NBA. E’ il 1996 quando Bryant esordisce con i Los Angeles Lakers, squadra che non abbandonerà più, e in questi 11 anni ha realizzato 27.423 punti in carriera, piazzandosi, con i 26 di ieri, al sesto poso nella classifica dei marcatori di sempre della NBA. La vittoria contro Atlanta così vale doppio per i Lakers che adesso possono festeggiare il proprio campione. Dal 1999 ad oggi Kobe Bryant è sempre stato selezionato nel quintetto All-NBA ed è sempre stato convocato per l’All Star Game. Oltre ai 27.423 punti può vantare 1626 palle rubate con una media di 4,7 assist e 5,3 rimbalzi a partita.

NBA, Lakers tornano alla vittoria

Dopo la sosta per l’All Star Weekend torna lo spettacolo della regular season di NBA. I Los Angeles Lakers, dopo le ultime sconfitte, tornano alla vittoria contro gli Atlanta Hawks con un risultato che non ammette discussioni, 104-80. Star della serata, come spesso avviene per i Lakers, è stato il fenomenale Kobe Bryant, autore di 20 punti. Tante le vittorie in trasferta in questo ultimo turno di NBA. Boston riesce a vincere, fuori casa, contro i Golden State Warriors. Vittorie esterne anche per Indiana e Houston.

Risultati di ieri: Charlotte – Toronto 114 – 101 Washington – Indiana 96 – 113 Detroit – Houston 100 – 108 Miami – Sacramento 117 – 97 Milwaukee – Minnesota 94 – 88 Oklahoma City – LA Clippers 111 – 88 Denver – Memphis 120 – 107 Golden State – Boston 93 – 115 LA Lakers – Atlanta 104 – 80.

All Star Game, Bryant miglior realizzatore di sempre

Bryant è ora il miglior realizzatore nella gara delle stelle con 265 punti, tre in più di Michael Jordan. Oltre al ‘Black Mamba‘ ottima prestazione anche di Kevin Durant, secondo miglior realizzatore con 34 punti, di Chris Paul, che coi suoi 7 assist ha fornito agli altri il modo per andare agevolmente a canestro e dello spagnolo Pau Gasol con 17 punti e sette rimbalzi ha brillato nelle file dell’Ovest. Si chiude così la tre giorni californiana che ha visto osannati i due padroni di casa: Bryant e Griffin. Il Re delle schiacciate e in gran mostra anche nel rookie challenge, ha partecipato anche alla festa dell’ovest nella gara delle stelle: il futuro è assicurato. Nella squadra sconfitta il migliore è stato LeBron James, seguito da Amare Stoudemire, con 29 punti e sei rimbalzi, mentre Chris Bosh e Dwyane Wade hanno messo a segno 14 punti a testa. In ombra comunque l’Mvp della scorsa edizione, Wade, che ha dovuto lasciare il campo dopo 20 minuti per un piccolo infortunio alla caviglia. Il trionfo dell’Ovest ha significato la rivincita dopo la sconfitta dell’anno scorso per 141-139 al Dallas Cowboys Stadium di Arlington in Texas

All Star Games, vince l’Ovest di Bryant

Kobe Bryant un gigante in campo e l’Ovest si aggiudica l’All star game dell’Nba. La stella dei Los Angeles Lakers ha trascinato la squadra della Conference occidentale al successo per 148-143 nella partita-spettacolo dei campioni del basket americano andata in scena allo Staples Center della città californiana: con 37 punti e 14 rimbalzi Bryant è stato eletto miglior realizzatore per la quarta volta nella sua carriera uguagliando il record i Bob Pettit. «È un onore ricevere questo riconoscimento all’All star game» le parole di Bryant. Nella squadra della Conference est LeBron James è stato l’unico giocatore della sfida a realizzare una tripla doppia, mettendo a segno 29 punti, 12 rimbalzi e 10 assist

Nba, Bryant primo atleta che lascia le impronte a Hollywood

Il cestista americano Kobe Bryant, fuoriclasse dei Los Angeles Lakers con cui ha vinto 5 titoli Nba, è diventato il primo atleta ad apporre le proprie impronte, di mani e piedi, sul cemento del marciapiede davanti al celebre ‘Grauman’s Chinese Theater’ di Hollywood, ovvero sul marciapiede dove ci sono i segni (sempre di mani e piedi) del passaggio di numerosissime stelle del cinema, come Marylin Monroe, Rita Hayworth, John Wayne, Jack Nicholson, Groucho Marx, Shirley Temple e tanti altri. La cerimonia delle impronte di Bryant si è svolta nell’ambito delle manifestazioni di contorno all’All Star Game in programma questa notte a Los Angeles.

Trenkwalder, Reggio sogna Bryant

A volte i sogni possono diventare realtà anche se, in questo caso, si sfiora la follia. Quest’anno i bilanci dei club americani di NBA chiuderanno con un passivo pesante, un debito complessivo di circa 350 milioni di dollari. Parallelamente il prossimo 30 giugno scadrà il contratto collettivo dei giocatori di NBA che non vogliono certo vedersi ridotto l’ingaggio a causa dei debiti delle proprie squadra. In caso di paralisi dell’NBA i giocatori, per non rimanere fermi in vista delle prossime Olimpiadi di Londra del 2012, potrebbero varcare l’Oceano per continuare a tenersi in forma. Nei giorni scorsi Bryant, che ha sempre dichiarato di essere innamorato di Reggio Emilia, ha dichiarato che in caso di lock out vorrebbe venire in Italia. Adesso Reggio Emilia può sognare.

Nba, Bryant e Gasol affondano Belinelli

Un match per due. Paul Gasol e Kobe Bryant fanno tutto da soli, mettono insieme 66 punti con cui i Lakers travolgono 101-95 gli Hornets di Marco Belinelli. Il duo terribile del campionato Nba di basket ha lasciato le briciole agli avversari con uno show ininterrotto: sul parquet di New Orleans Gasol ha impazzato con 34 punti e 10 rimbalzi, mentre Bryant ha chiuso con 32 punti e 9 rimbalzi. Poco hanno potuto gli Hornets di fronte alla furia delle stelle di Los Angeles: si è difeso Paul (21 punti), mentre Belinelli si è limitato a mettere a segno 9 punti e 4 rimbalzi.

Nba: LA Lakers beffati da Memphis

I numeri finali di Kobe Bryant riescono a farsi emnblema della sconfitta dei Los Angeles Lakers contro Memphis Grizzlies: il miglior giocatore dell’Nba realizza 29 punti ma trascina con sè percentuali non entusiasmanti con il 9 su 25 dal pavimento (1 su 6 da tre).

Difficile vederlo sotto i 25 a referto, Kobe in ogni caso è parso in giornata non brillante. Finisce 98-96: non è una batosta nel punteggio, lascia qualche riflesssione in casa giallo-viola solo per l’esito inatteso alla vigilia.

La sconfitta, di due lunghezze, dei campioni in carica ha di fatto esaltato Memphis, il cui allenatore, Lionel Hollins, si è detto entusiasta:

“Il nostro team è venuto fuori, ha combattuto contro una delle migliori squadre della NBA e ha giocato abbastanza bene per ottenere una vittoria”.

Altri dati: Mike Conley autore di 28 punti, Pau Gasol ha segnato 15 punti e raccolto 14 rimbalzi. La gara si è risolta nel finale, quando i Lakers avrebbero potuto vincere sfruttando una palla che Rudy Gay a stoppato in seguito al tiro di Ron Artest.

Bargnani schianta i Celtics, bene New Orleans

La magica serata Nba è stata ancor più indimenticabile per Andrea Bargnani, oramai autentica stella (tra le stelle) in casa dei Toronto Raptors. 29 punti per il Mago, canadesi capaci di travolgere il mare verde di Boston e liquidare i Celtics a una manciata di secondi dalla sirena, quando gli ospiti hanno avuto palla in mano ma la conclusione di Garnett si è stampata sul ferro.

Il 102-101 con cui Toronto ha messo fine alle impietose statistiche (8 sconfitte di fila contro Boston). Decisivi, ai fini della vittoria, i 2 liberi infilati a 2 secondi dalla sirena da Amir Johnson. Per Bargnani, numeri da primadonna eccezion fatta per quei due miseri rimbalzi messi a referto. Troppo pochi per consacrare definitivamente il 25enne. Per il resto, 29 punti con 9/20 al tiro, 2/6 da 3 punti, 9/13 ai liberi e la sensazione che contro Glen Davis (non proprio uno qualunque) potesse fare quello che gli pareva. L’ex Benetton Treviso a fine gara:

“Avevamo tutte le scuse del mondo ma abbiamo lottato fino alla fine contro una squadra che ha più talento di noi. Non battevamo i Celtics da anni, abbiamo giocato in modo tosto. Non ci siamo accontentati,siamo stati aggressivi e questo ha pagato. Sapevamo che dovevamo correre, dovevamo sfruttare le nostre qualità atletiche. Lo abbiamo fatto, aiutati anche da un pizzico di fortuna”.