Play off Nba 2012 Tony Parker strega Oklahoma, grande record

di Charlie 0

 Con 34 punti di Tony Parker, San Antonio vince 120-109 gara2 della finale Ovest: 20° successo consecutivo, crolla il primate dei Lakers. Derek Fisher polemico coi compagni: “Troppe penetrazioni”

Con 34 punti del francese Tony Parker e 26 contropiedi contro 10, 27 assist a 18 San Antonio va sul 2-0 con Oklahoma nella finale della Western Conference, un consistente vantaggio sulla strada della finalissima con la vincente di Miami-Boston e col 20° successo consecutivo hanno battuto i Lakers 2001 e sono fra le 3 squadre con la più lunga striscia vincente della NBA.

La serata di Paker, i 120 punti, i contropiedi, le penetrazioni delle due guardie texane significano il capolavoro del pick & roll di Gregg Popovich, che dopo aver chiesto più cattiveria per rimontare i 9 punti nell’ultimo quarto nella gara precedente ha voluto offrire una serata di spettacolo indimenticabile, con la sua formazione in testa da un capo all’altro, dal 10-2 iniziale agli 11 punti finali. San Antonio è 4/1 nei confronti di questa stagione, e due mesi e mezzo l’incredibile 114-105 di Oklahoma ha segnato 120 punti, e ancora una volta è riuscito a portare la gare sul suo ritmo preferito per cui ai rivali non sono stati sufficienti i 31 punti di Durant, i 30 di Harden e i 27 di Westbrook.

Nella serata difficile per Duncan al tiro, al trio degli azzurri  hanno risposto Parker (34), Ginobili (209) e Kawhi Leonard (18 e 10 rimbalzi), e la differenza l’ha fatta il peso specifico della panchina dalla quale Popovich ha pescato giocatori reattivi, basti pensare ai 12 liberi di Tiago Splitter, mentre il buco nella ciambella di Oklahoma è stato – indovinate? – Kendrick Perkins, nullo in attacco e poco motivato in difesa, e la squadra di coach Brooks è salvata ai rimbalzi con Sergi Ibaka (10, di cui 5 in attacco).

Derek Fisher, il play arrivato dai Laker a metà stagione,  ha fatto alla fine una dura analisi sull’errore tattico di questa gara:

Gli abbiamo permesso di trovare il ritmo preferito, con le penetrazioni di Parker e Ginobili ci hanno ammazzato, abbiamo speso del tempo inutile nel  cercare come bloccare le penetrazioni ma senza riuscirci, una squadra che vuole vincere una gara di playoff di questa importanza non può subire 30 punti in un quarto

Il match si sposta venerdì a Oklahoma dove i Spurs hanno vinto 114-105 il 16 marzo, è stato il segnale che ha determinato poi il sorpasso. Sono la bestia nera di Durant e c, staremo a vedere, è certo che sono in rimonta avendo recuperato 7 punti (28-35) nel quarto finale, quandoi però la gara era segnata. Intanto stanotte Miami cerca il 2-0, è senza Bosh,  ma col Pierce e Allen di gara1 non si vede come Boston possa vincere. In fondo, per la bellezza del gioco, una finalissima fra San Antonio e Miami non farebbe rimpiangere l’assenza dei Lakers o dei Bulls, siete d’accordo?.

San Antonio si è preso 11 punti  di vantaggio (55-44) all’intervallo con Tony Parker perfetto direttore d’orchestra, e anche miglior realizzatore della gara (17 punti, 8/10), un vero problema per la difesa di Oklahoma contenere “Le Roi” in una serata difficile di Tim Duncan nel tiro (1/6) .  Durant è stato controllatissimo, per 4 minuti non è riuscito a tirare una vola volta, questa la ragione del 2-10 iniziale con 5 tiri andati a vuoto e un solo canestro di Westbrook. Negli successivi 3 minuti Durant è riuscito a tirare 5 volte, l’entrata di Harden (con 14 punti miglior cecchino della sua squadra a metà gara) ha alzato la pericolosità ma  con l’ingresso di Ginobili e le rotazioni di Popovich San Antonio  nel 2° quarto ha allungato il vantaggio (28-22 e 27-22).

Gli Spurs hanno tirato meglio (22/38, 57,9%) grazie alla vena di Perkins, solo il 36,2% per i Thunder nonostante le buone percentuali di Durant (6/10, 14 punti) e il barbuto Harden (5/8)  e il 4/9 da 3 punti. A secco il centro Perkins (0/3) e lo svizzero Sefolosha (0/1), importante Ibaka con rimbalzi e stoppate  ma non certo un gran tiratore (2/8), Derek Fisher (1/7) non è riuscito a dare il contributo per cambiare la situazione al posto di un Russell Westbrook (3/8) che ha confermato di partire molto il duello con Parker. Alla fine San Antonio è scesa di un po’ e di un po’ è migliorata Oklahoma pagando però la serata-no di troppi giocatori, 3/11 Ibaka, 1/5 Perkins, 1/4 Sefolosha,  0/2 Collison e 2/11 Fisher forse stizzito per non riuscire a organizzare la sua difesa.

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