Jeremy Lin da Teramo a nuovo idolo di New York

Jeremy Lin, il giocatore  di origine taiwanese che aveva firmato un pre-contratto con la squadra abruzzese, è stato ripescato dai Knicks e a gettone  ha mandato in visibilio il suo  pubblico segnando 38 puunti e vincendo il duello con Kobe Bryant. Fosse negli Stati Uniti, Lorenzo Marruganti sarebbe candidato a manager dell’anno. Pochi sanno, infatti, che Jeremy Lin il nuovo eroe del Madison che ha battuto 38-34 Kobe Bryant nel duello diretto di venerdì notte, aveva già firmato un pre-contratto con la Tercas Teramo per un centinaio di migliaia di euro quando adesso guadagnerà milioni di dollari perché a New York è arrivato con un contratto a gettone  che scadeva proprio il giorno della gara coi Lakers di Bryant contro i quali i Knicks non vincevano da ben 7 anni.

Saltato all’ultimo momento per la revoca del lock-out, Lin è stato pescato dalla D-League da New York e in  un mese si è trovato dalla Tercas Teramo a essere l’uomo che ha mandato in visibilio l’arena più esigente del mondo facendo  dimenticare l’assenza delle big-star Anthony (problemi inguinali) e Stoudemire (gli hanno ucciso il fratello, non il padre, lunedì riprende gli allenamenti).

D’Antoni-Messina sfida al Madison, in tribuna Gilberto Benetton

Al Madison Knicks-Lakers non è solo una sfida storia nella storia della NBA che fa schizzare il prezzo dei biglietti fino a 1000 dollari da parte dei bagarini e il match fra due squadre che vogliono riguardagnare il terreno. I Knicks hanno iniziato malissimo, sono ancora fra le squadre sotto il fatidico 50 % di vittorie, molti problemi per Mike D’Antoni il cui contratto di 24 milioni di dollari scade questa stagione e solo l’accesso ai playoff può portare a una riconferma. D’Antoni è una figura positiva, senzxa pregiudizi  e anche fortunata, e gli si deve il lancio di Danilo Gallinari scelto fra i primi 10 del draft 2008 e sacrificato l’anno passato per avere un big quale Carmelo Anthony.

Ma i fatti hanno dato ragione al coach perchè Gallinari è diventato l’uomo-franchigia di Denver, il suo nuovo club, e una serie brillantissime di prestazioni hanno permesso alla sua squadra di essere fra le prime 5 dell’intera Lega e a Gallinari di strappare un contratto di 42 milioni di dollari per 5 anni, il maggior contratto per un europeo in questa stagione. Se Mike D’Antoni è molto amato dai newyorkesi per il gioco divertente, è invece un duro Mike Brown il nuovo coach del Lakers convinto che il miglior attacco sia la difesa anche se lascia libertà ai suoi big

All Star Game Nba 2012 le riserve a Orlando

Selezionate le riserve dell’Nba All Star Game, in programma a Orlando il prossimo 26 febbraio, e tra esse non compare nemmeno uno dei tre italiani in America.

Ancora al palo, dunque, Andrea Bargnani, Danilo Gallinari e Marco Belinelli anche se per i primi due va ricordato che sono infortunati e che – quindi – difficilmente avrebbero potuto rispondere alla convocazione.

Meritano un cenno particolare le chiamate di Paul Pierce – al decimo All Star Game – e Dirk Nowitzki – che mette a referto l’undicesima convocazione. Ancora: per Deng, Hibbert e Iguodala si tratta dell’esordio assoluto. Ecco l’elenco dettagliato:

Mondiale Under 17 Femminile 2012, Italia nel Girone A con Stati Uniti, Canada, Belgio, Corea e Mali

Si è svolto ad Amsterdam il sorteggio relativo al Mondiale Under 17 Femminile che si giocherà nella Capitale olandese dal 17 al 26 agosto 2012.

Dopo l’Under 19 che ha chiuso decima a Puerto Montt nel 2011, per il secondo anno consecutivo una squadra femminile giovanile prenderà parte a una rassegna iridata grazie alla medaglia di bronzo vinta dall’Under 16 di Renato Nani la scorsa estate all’Europeo di Cagliari.

L’Italia, che partiva dalla quarta fascia di merito insieme alla Turchia, è stata inclusa nel girone A con Stati Uniti (campioni uscenti), Canada, Belgio, Corea e Mali. Nell’altro gruppo giocheranno Australia, Brasile, Spagna, Turchia, Giappone e Olanda.

“Un Mondiale con due gironi da sei – ha affermato Renato Nani, allenatore della Nazionale Under 17 – ci mette nelle condizioni di affrontare gran parte delle squadre che partecipano alla manifestazione e capire quindi il reale grado di competitività a livello globale. Affronteremo squadre come USA, Corea e Canada che giocano una pallacanestro diversa dalla nostra.

Eurolega top 16 risultati quarta giornata

Qualificata la Montepaschi Siena, Bennet Cantù che ancora può sperare, lumicino appena acceso per l’Armani Milano: è il bilancio delle squadre italiane alla fine della quarta giornata di Eurolega top 16 che si è giocata tra mercoledì 8 e sabato 9 febbraio 2012.

Ecco com’è andata:

  • GIRONE E- Efes-Olympiacos  65-67 (Istanbul, 8426 spett, 22 Lafayette; 16 Printezis e Papanikolau; Mpv 26 Lafayette,  andata 65-83), Galatasaray-Cska  68-64 (Istanbul,11.300; 22 Shipp; 11 Shved, Kaun; MPVP 21 Shipp; a. 70-85). Classifica: 3/1 Cska Mosca, 2/2 Olympiacos Atene, Galatasaray Istanbul, 1/3 Efes Istanbul. Prossimo turno: 22 febbr., Cska-Olympiacos (Mosca, 17.15), Galatasaray-Efes (Istanbul, 19.30).
  • GIRONE F – Mps-Unicaja 84-69  (Siena, 4427spett; parziali 23-19, 29-27, 15-14, 17-9; 18 McCalebb; 15 Fitch, MVP 21 Fitch,  andata 91-68), Bilbao-Real Madrid 93-69  (Bilbao, 9158 spett, 19 Vasiliaidis; 18 Mirotic, MVP  28 Jackson, a. 73-89). Classifica: 4/0 Mps Siena, 2/2 Real Madrid, Bilbao, 0/4 Unicaja Malaga. Prossimo turno: 22 febbr. Bilbao-Mps (ore 19), 23 febbr: Real Madrid-Unicaja (20.45).

Euroleague: Cantù, occasione persa a Tel Aviv

Crollo nel 3° tempo (23-5) della Bennet Cantu, il Maccabi adesso ha il saldo attivo, decisivo per i canturini battere la prossima settimana il Barcellona. Armani vittoria della staffa. Fa bene sul suo sito l’Euroleague a mettere l’accento che a 2 giornate dal termine delle Top 16  nessuna squadra è ancora  matematicamente sicura. Si tratta di  ragioni promozionali plausibili: l’Euroleague soffre di un calo d’interesse a Mosca, Barcellona, Milano, mezza Atene. Un discorso a parte  Istanbul che ha ben 3 formazioni di cui solo una e per vie traverse può ancora farcela per cercare di arrivare alle Final Four dal 13 al 15 maggio sul Bosforo, e naturalmente Kaunas, una Siena baltica come entusiasmo,  che peraltro stanno deludendo.

In  realtà Siena e Barcellona con 4 vittorie su 4  sono in una botte di ferro, ed è difficile pensare che uno squadrone col Cska perda  ancora due partite anche se dopo 13 vittorie giovedì notte è stato fermato sul Bosforo, complice l’assenza di Victor Khryapa, gran collante della formazione di Jonas Kazlauskas (difesa, punti, rimbalzi, assist) e la serata-no di Milos Teodosic (aveva i 3 liberi del pareggio, ne ha sbagliato due), da quella che teoricamente potrebbe essere l’ultima della classe delle tre formazioni turchel. Parlo del Galatasaray, potente club arrivato dalle qualificazioni che conferma il  messaggio che vado lanciando da tempo a Jordi Bertomeu, il commissioner della Lega, affinchè  l’Euroleague non si  fissi sulle licenze bloccate, e l’attuale schieramento di potere dei club,  per aprire invece a una fascia di squadre con sicuro  e certificato “credit”  tecnico e soprattutto finanziario.

Pau Gasol eroe a Boston, stop di Oklahoma che scende al 2° posto

Miniturno altamente emozionale quello della Regular Season Nba di giovedì notte 9 febbraio 2012. E soprattutto  fatale a Oklahoma che scende dalla vetta (sesta sconfitta, 20 vittorie)  e dall’80 %   passa al 76,9 % con la sconfitta a Sacramento non riuscendo chiudere la tripletta in trasferta, per cui  cede il primato ai Bulls (22-6, 78,6%) dopo i primi 45 giorni esatti della “Short-NBA”. Notte delle streghe  invece al Boston Garden per i Celtics che falliscono con Paul Pierce il tiro affrettato del successo contro i Lakers sull’82 pari, e nell’overtime sull’87-88  Pierce si ripete, Ray Allen artiglia il rimbalzo in attacco a 11” e viene stoppato da Paul Gasol.

Lo spagnolo gioca una partita indimenticabile, di grande sostanza e intelligenza, e continuità  reagendo  alle voci di mercato  che lo vorrebbero nuovamente in partenza (tramontata per ora la voce di uno scambio con Dwight Howard, stavolta viene dato a Boston, in cambio del play-tuttofare Rajon Rondo e ne approfitta per presentare il suo bigliettp da visita) mettendo la firma al successo che rilancia i Lakers reduci da due sconfitte (87-96 a Utah e 90-95 a Filadelfia) con 25 punti (12/20 al tiro) e 14 rimbalzi. Segna il canestro del pareggio (82-82) che porta la squadra di Mike Brown al supplementare  anche se Boston potrebbe segnare facendo convergere la palla su Pierce dopo un time out, e successivamente nell’overtime soffertissimo (6-5 per i gialloblù)  grazie al suo sangue freddo pazzesco il catalano di ghiaccio stoppa Ray Allen che ha nelle mani il tiro della vittoria dopo aver catturato il rimbalzo in attacco con Boston sotto di 1 punto (87-88).

Maccabi Tel Aviv-Bennet Cantù 75-60

Eurolega top 16 9 febbraio 2012 Girone H

  • Maccabi Tel Aviv-Bennet Cantù 75-60

Niente da fare per la Bennet Cantù nel corso della quarta giornata delle Top 16 di Eurolega. I canturini a Tel Aviv si sono piegati di fronte a un Maccabi che ha tramortito gli avversari nella seconda parte di gara, quando il vantaggio accuulato dagli italiani è stato lentamente – ma inesorabilmente – rosicchiato e cancellato.

In due quarti, gli ospiti avevano sperato e fatto sperare: all’intervallo il vantaggio di Cantù era minimo ma meritato, perché in quel 39-41 con cui sono stati messi in archivio i primi due parziali c’era tutta la grinta degli uomini di Trinchieri, autori di una prestazione importante in fase di difesa e attacco.

Obama elogia Gallinari e Belinelli, repliche su Facebook e twitter

I complimenti direttamente dalla bocca del Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama: dalla Casa Bianca alle pagine della stampa, il primo referente Usa si è prodigato, oltre che in una serie di osservazioni relative al contesto socio economico, anche in un elogio a Marco Belinelli e Danilo Gallinari che – parola di Presidente – sono

“due persone che garantiscono un certo buon nome anche alla Nba”.

Immediata la reazione entusiasta dei due. Il primo a farsi sentire è Gallinari che ha commentato le parole di Obama attraverso la sua pagina Facebook:

Montegranaro e Antoniutti rescindono il contratto

Divorzio tra Sutor Montegranaro e Michele Antonutti che hanno deciso di risolvere consensualmente il contratto in essere che li vincolava fino al 30 giugno 2012.

La carriera di Antoniutti in gialloblù durava dalla stagione 2009-20011, da quando cioè il cestista ha disputato 71 partite e realizzato 320 punti. A comunicare l’avvenuto arrivederci è una nota del club:

“A Michele va il più sincero in bocca al lupo perchè possa raggiungere, con la maglia che vestirà, tanti successi e l’apprezzamento di un nuovo ambiente e di un nuovo pubblico, così come accaduto alla Sutor Montegranaro”.

Lo stesso Antoniutti si accasa alla Trenkwalder, capolista in Legadue: l’ala 26enne, che ha anche collezionato 20 presenze con la maglia della Nazionale, continuerà quindoi la propria carriera in Emilia Romagna.

Pegaso per lo Sport 2012 alla Montepaschi Siena

Il simbolo della regione a una squadra che dà lustro alla Toscana: il Pegaso per lo Sport 2012 – edizione XIV – va alla Montepaschi Siena in virtù del fatto che i toscani sono una delle realtà sportive più vincenti della Toscana.

La statuetta dorata che raffigura il Pegaso alato, simbolo della regione finisce in bacheca della Mps che ha battuto la concorrenza di dodici competitori, poi scremati a quattro: Matteo Betti (scherma, disabile), Marta Pagnini (ginnastica ritmica), Acf Fiorentina squadre giovanili e Mens Sana Siena. Vince la Montepaschi, agli altri tre, secondi ex aequo, va il Pegaso in argento.

A giustificare e motivare l’assegnazione del premio, la stanza dei trofei: sei scudetti (cinque consecutivi), 6 Coppe Italia, 3 Supercoppe italiane, 1 Coppa delle Coppe.

Il club sarà premiato dal presidente Enrico Rossi e dall’assessore allo sport Salvatore Allocca lunedì prossimo 13 febbraio alle 17.30, nel Salone Brunelleschi dell’Istituto degli Innocenti a Firenze.

 

I grandi del basket, John Havlicek

Immagini di un basket che non c’è più, quando le foto erano in bianco e nero ed i campioni non erano sponsor ambulanti di questo o quel prodotto. Era il basket degli anni sessanta, dominato dai Boston Celtics, che mettevano in fila un anello dopo l’altro, costruendo quella che viene ancor oggi ricordata come la Dinastia.

John Havlicek arrivò a Boston quando i “verdi” avevano già incantato il mondo e si apprestavano a vivere un momento di prevedibile ed inevitabile calo.

Ma l’ala-guardia contribuì in maniera determinante alla conquista di numerosi altri titoli, guadagnandosi di diritto l’accesso nella classifica dei più forti cestisti di ogni tempo. E dire che Havlicek, detto Hondo, avrebbe potuto sfondare nel baseball o nel football americano, sport per i quali aveva notevoli doti naturali. Alla fine venne scelto dai Boston Celtics e si ritrovò a giocare da professionista sui parquet di un’America che non avrebbe scommesso un centesimo sulle sue qualità di cestista.

Euroleague: Siena qualificata, stasera Maccabi-Cantù

Gli anticipi del 4° turno delle Top 16 sono un festival greco e Fotsis scuote l’Armani. Seconda nella Regular Season (dietro il Barcellona) la Montepaschi fila come un treno nelle Top 16 ed è la prima a conquistare con 4 su 4 contro le formazioni spagnole i playoff nei quali affronterà la seconda del girone Quasi certamente sarà un match bis con  l’Olympiacos che ha fatto il colpo in Turchia, mentre difficilmente il Cska perderà coi greci nel prossimo turno  dopo aver già collezionato 13 vittorie su 13 gare. Interessante comunque oggi Cska-Galatasaray perché se i turchi vincono hanno ancora la possibilità vincendo il derby con l’Efes di strappare in extremis il pass per la fase successiva. Ma si profila una vera tragedia turca, con le 3 formazioni della Mezzaluna  in uscita nell’anno in cui avevano fatto un mercato senza limiti di spesa per raggiungere le Final Four e conquistare la prima Coppa dei Campioni.

NBA: continua il Parker-show e la favola del “cinese” Lin

Continua la serie strepitosa di Tony Parker, uomo della settimana passata che prosegue a livelli stellari (18 punti con New Orleans, 42 con Oklahoma, 21 a Memphis, 37 mercoledì  notte  a Filadelfia con 12/24, 13/13 ai liberi, 8 assist, 3 rimbalzi in 38 minuti) e continua anche la favola di “Linsanity” come è stato ribattezzato Jeremy Lin, di origine cinese-taiwanese, per aver guarito i Knicks che senza  i bigs Anthony (stiramento inguinale) e Stoudemire (per la morte del fratello) hanno vinto a Washington con 23 punti,9/14, 10 assist della guardia e studente modello di Harvard.

Peccato che Lin sia ancora sulla corda,perché nonostante con suo ingresso nel quintetto per l’infortunio di Laundry Fields e l’assenza di Baron Davis, i registi titolari, e  86 punti nele ultime 3 partite (25 coi Nets, 28 con Utah, 23 nell’ultima) dovrà aspettare fino a venerdì per sapere se i Knicks  gli offriranno un contratto per tutta la stagione. Guardandosi indietro, ha paura di patire un’altra delusione anche se è diventato l’idolo del Madison che, sappiamo, ama gli under dog (i perdenti o meglio dire i giocatori sfortunati ma  bravi e simpatici).