Faccio un esempio che mi coinvolge, l’asta per i diritti televisivi

di Redazione 0

Ribaltiamo la logica: dallo svolgimento risaliamo al tema. Lo svolgimento racconta come si propone, è organizzato e pubblicizzato il basket. Come si svolge è la parte più facile, basta vedere come sono andate le partite quest’ultima settimana e le precedenti: la (teorica) favorita passa da asfaltate altrui a quelle proprie senza proferir verbo. La squadra campione in carica galleggia tra color che son sospesi, in attesa che tribunali ed annessi  facciano il loro corso, mentre in testa, alla faccia dei gufi e dei profeti di sventure, le due outsider tengono duro, riprendendo in mano le redini del campionato.

Alcune mine vaganti  si muovono nell’area playoff pronte a prendere e dare a seconda degli uzzoli del momento, mentre altre squadre rischiano di implodere vittime di regolamenti e pessime amministrazioni. L’organizzazione è forse la parte più difficile da decifrare, perché se a livello societario le squadre vanno da livello multinazionale a bottega  passando per società off shore, salendo su per i gradini federali e legaioli le cose si complicano, dando l’impressione (dall’esterno, of course) che ci sia una lieve confusione con poche idee in ordine sparso.

Faccio un esempio che mi coinvolge molto, l’asta per i diritti televisivi: modifica del bando scorso con l’inserimento del  pacchetto “bronze”, vorrebbe riequilibrare le possibili offerte dando un’ulteriore scelta con la terza partita per importanza (ma bisogna vedere chi sceglie…).

Se sono una televisione che vuole vendere un prodotto completo devo per forza comprare il “gold”, con regular season e playoff completi  abbinato al “silver” che ha, oltre alla seconda scelta, gli eventi (ASG, Supercoppa e Final 8 di Coppa Italia), se no propongo un’offerta monca. Se la mia rete invece è generalista mi può andar bene uno qualsiasi dei pacchetti, perché la mia proposta vuole soprattutto ampliare il bacino d’utenza senza però, visto il target del basket, cercare il record d’ascolto, a tutt’oggi un sogno, se la nazionale non lotta per qualche medaglia. Il bronze da solo è un’incompiuta, un “campionatus interruptus”….

 Io, se qualche genio della lampada mi avesse dato il potere di ridisegnare i tre fantomatici pacchetti li avrei fatti così:

Gold: 1° scelta in diretta della regular season, 1° scelta in diretta dei playoff e diretta delle Final8 di Coppa Italia,All Star Game e Supercoppa  in Symulcast (contemporanea)  con le altre due reti.

Silver:2° scelta in diretta della regular season, 2° scelta in diretta dei playoff con la finale in differita  e differita delle Final8 di Coppa Italia, mentre  All Star Game e Supercoppa in Symulcast con le altre due reti.

Bronze: 3°scelta della regular season, differita dei playoff, All Star Game e Supercoppa in Symulcast con le altre due reti.

Il punto dolente di tutto, tornando alla mia introduzione, è la pubblicità del basket. Un tempo, i pubblicitari, per abbinare ad un prodotto l’idea di dinamica, di novità, d’appeal, ci mettevano qualcosa che aveva a che fare col basket, poi ci siamo beati nella nostra splendente bellezza e quando siamo tornati a guardare i comuni mortali abbiamo scoperto con orrore che gli oratori avevano spostato i canestri per mettere porte da calcetto, che i campi polifunzionali non avevano più disegnate le aree dei tre secondi, che molti campetti nei parchi erano in disarmo.

Abbiamo poi scoperto che nelle scuole spesso non si insegna più la pallacanestro, le mamme portano sempre meno i bimbi al minibasket e, al vertice, molte società preferiscono investire in comutari piuttosto che tirar su un vivaio. E poi, dulcis in fundo, ci stupiamo degli ascolti…

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