Due fischietti di A bocciati ai quiz

di Enrico Campana 0

Il provvedimento è stato scontato nell’ultimo turno e riguarda Cerebuch e Pinto, intanto la Fip valuta il caso del fischietto di A fermato dai carabinieri di Castelfranco mentre acquistava cocaina. Fabio Facchini festeggia il 51° compleanno Sul sito degli arbitri compaiono gli auguri per due acquari, un segno che inneggia alla libertà e all’innovazione: i 54 anni di Maurizio Pascotto il 23 gennaio e di Fabio Facchini il 24 gennaio, mentre sabato a Treviso ha festeggiato le 400 partite di A Max Filippini detto “Filippen”. Il regalo? L’ha fatto lui alla …Benetton: 1000 euro di multa per offese del pubblico.

Offese presunte perché gli spettatori, fra i quali migliaio di ragazzini, mi è sembrato esemplare, certamente più della grammatica arbitrale della terna, vedremo il giudizio degli osservatori in proposito. E comunque mi preme precisare che il successo di Caserta è stato meritato. Il friulano Pascotto l’anno passato non ha potuto tornare in A-1 per limiti d’età pur essendo risultato fra i primi due di Legadue e molto giovanile, in compenso circolano in A fischietti che non danno le sue certezze di “ufficiale gentiluomo” e dimostra meno della sua età, esattamente il piacentino Biggi, 44 anni, tanto inquartato che un signore spiritoso a Treviso gli ha urlato

“Sei tanto grasso che non ti vogliono nemmeno nei campionati Uisp…” .

Ditemi voi se è un’offesa, o una battuta che può stimolare Biggi a trovare la giusta condizione atletica e il CIA a curare anche questo aspetto. Fabio Facchini invece ha tagliato il traguardo delle 685 gare di A nella gara Avellino-Venezia, ha diretto in totale 1500 partite, in A ha messo piede il 30 settembre 1989 (Braga Cremona-Maltinti assieme al bolognese Pigozzi che ricorda spesso perché se n’è andato col suo bagaglio di umanità. Facchini è certamente il più personaggio fra i due fischietti azzurri più noti (l’altro è Gigi Lamonica) che hanno avuto l’onore di dirigere il Dream Team alle Olimpiadi, ha chiuso a livello internazionale con la semifinale Spagna-Macedonia e una raffica di tecnici sacrosanti, festeggiatissimo dai colleghi per le 506 gare. Dicono che in Europa non piacesse ai greci perché poco malleabile, per loro come per certi dirigenti italiani se sei uno che stai alla regola sei un nemico.

E’ nato a Lugo di Romagna, la città dell’eroico pilota Francesco Baracca del quale in un certo senso ha lo spirito perché vola alto come meticolosità e ambizioni, e difatti è stato sul punto di valutare una carriera americana. Risiede a Massalombarda, dove è popolarissimo quanto Sara Errani la miglior tennista italiana agli open d’Australia in questi giorni.

Difatti prima delle Olimpiade il ha esposto una gigantografia con i volti dei due illustri concittadini. Quello di , un lealista, uno che ti fa il pelo e il contropelo se usi la furbizia per prenderti un vantaggio o usi la prepotenza, è un caso unico. Ha diretto infatti la prima gara senza aver mai giocato a basket, il regolamento lo conosce come pochi, specie nelle sottigliezze anche se questa estate è stato bocciato ai quiz e la Gazzetta dello Sport e i social Forum hanno battuto la grancassa. La gente stentava a crederci. A volte si finge egocentrico, anni fa quando gli ho chiesto della sua data di nascita, mi ha detto:

“pensa che carriera può fare uno che è nato il giorno dell’imperatore Claudio..”.

Scherzava, qualcuno l’ha preso sul serio. Non tutti hanno la lingua sciolta, l’ambiente ha zone di penombre e si nutre di veleni e quando ho chiesto a un fischietto che regalo volesse per il suo compleanno, mi ha risposto con cinismo:

“Il commissariamento del CIA”.

Tornando ai quiz, domenica scorsa due arbitri sono stati sospesi per un turno per essere scivolati su questo scoglio nel recente raduno arbitrale di Castelsanpietro. Il primo è un altro arbitro al top, il poliziotto triestino Guerrino Cerebuch (classe ’64, inizio attività 1979), dopo Lamonica il più gettonato italiano nelle Coppe europee. Cosa ha sbagliato Cerebuch?

Sembra la regola di metà campo e l’attribuzione dei tiri liberi. Si può mandare in campo, si chiede la gente, un arbitro pur bravo che commette ben 5 errori? L’altro arbitro è Giancarlo Pinto (narto a Roma nel ’68, inizio attività dall’89), nipote d’arte (lo zio è stato fra i garantisti doc e presidente dei fischietti di A) sul quale però pende un provvedimento di stop cautelativo per un caso di cronaca sul quale la Procura del basket si è attivata con la dovuta prudenza, si attendono decisioni prima del consiglio federale della prossima settimana.

I giornali hanno parlato senza fare nomi di un arbitro di serie A veneto che aveva acquistato un grammo di cocaina da un pusher marocchino di Castelfranco prima di dirigere una gara. E’ un problema dei tempi, ogni mondo è paese tanto che anche il capo dei fischietti della Fiba, lo spagnolo Betancour, sta predisponendo tutte le procedure per avviare controlli antidoping, e ci sta pensando anche la Federazione sembra sollecitata dal CIA, l’organo di gestione tecnico. Fosse confermato il dispaccio di agenzia col fermo da parte dei carabinieri, sarebbe bene anticipare i tempi, fare chiarezza, chiedendo aiuto al dipartimento competente del CONI giusto per un controllo.

Questo eviterebbe critiche e moralismi, ma anche i gossip e la caccia alle streghe dentro la categoria. Gli arbitri, ha sancito il magistrato inquirente di Baskettopoli, sono pubblici ufficiali in pubblico servizio, una simile debolezza è inaccettabile. Ma è anche vero che è stato riabilitato anche chi aveva avuto il ruolo di informatore degli allibratori, e che i verbali di Baskettopoli parlano di questo e di quello, e si tratta di arbitri di serie A e non mancano commissari “pizzicati” dalla polizia postale per i voti pilotati agli arbitri. E c’è chi addirittura agiva su ordine del principale imputato, il capo degli arbitri, ed è arrivato al top della carriera. Roba da non crederci.

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