Non basta a Denver la bella prestazione di Danilo Gallinari per superare lo scoglio Blazers: i Nuggets vanno ko all’over time contro Portland. Per l’azzurro 30 punti a referto e una buona prestazione. Sconfitta anche per i Raptors di Andrea Bargnani, superati in casa da Phoenix. L’azzurro non delude: 26 punti per lui ma non bastano a Toronto per evitare la debacle. Vince invece New Orleans in casa dei Minnesota Timberwolves. Marco Belinelli, in campo per 12 minuti, mette cinque punti a referto.
NBA
Nba, tutti i risultati
Questi i risultati delle partite della regular season Nba:
Charlotte Bobcats-Sacramento Kings 110-98; Indiana Pacers-Utah Jazz 84-95; Philadelphia 76ers-Detroit Pistons 110-94; Toronto Raptors-Phoenix Suns 92-110; Cleveland Cavaliers-New York Knicks 115-109; Miami Heat-Washington Wizards 121-113; Orlando Magic-Oklahoma City Thunder 111-88; Minnesota Timberwolves-New Orleans Hornets 81-95; San Antonio Spurs-New Jersey Nets 106-96; Golden State Warriors-Atlanta Hawks 79-95; Los Angeles Lakers-Los Angeles Clippers 108-95; Portland Trail Blazers-Denver Nuggets 107-106 (overtime)
NBA, Gallinari: “Riparto da Denver”
Danilo Gallinari, protagonista contro la sua volontà, del mercato NBA con il trasferimento da NY ai Nuggets, si è detto comunque soddisfatto della prima partita giocata a Denver:
Gallinari, il primo impatto a Denver?
«Ottimo. Ho ricevuto una bella accoglienza quando mi hanno presentato durante la scorsa partita contro Memphis, ho fatto i primi allenamenti e tutto sta andando alla grande».Il suo nome pareva entrare in altri scambi, cosa le ha detto su questo coach Karl?
«Abbiamo parlato molto e mi ha chiarito cosa si aspetta da me: che io continui a giocare come facevo ai Knicks (16 punti di media e 5 rimbalzi, ndr). Mi ha fatto una ottima impressione».Che ruolo le ha prospettato in questi Nuggets?
«Mi ha detto che giocherò sia da ala piccola che da ala forte. Il sistema di gioco è abbastanza simile a quello che avevamo a New York, anche se il coach vuole più penetrazioni, anche per cercare falli, e meno tiri da fuori».Tornando a New York, Mike D’Antoni ha detto che senza il suo “peso” nello scambio, Anthony non sarebbe potuto arrivare ai Knicks. Vi siete parlati dopo la decisione?
«No, con Mike non ci siamo ancora sentiti».In qualche modo si è sentito scaricato dai Knicks?
«Ma no! Nella Nba funziona in modo diverso rispetto all’Europa dove le operazioni di mercato sono viste in negativo. Mi sono sentito parte di una trade importantissima. E’ diverso».Ha detto: “nella Nba mai affezionarsi”. Lei però di NY si era quasi innamorato…
«New York è una città particolare, la più simile all’Europa. Era più semplice per me e per gli amici che venivano a trovarmi. Era naturale affezionarsi».Ha qualche rimpianto per questi anni a New York?
«Rimpianti no, ma se tornassi indietro mi piacerebbe star bene da subito, senza dover saltare mezza stagione al mio primo anno per l’infortunio alla schiena».Cosa si porterà dentro e cosa le mancherà di più?
«Mi mancheranno gli amici che ho conosciuto, la città, i ristoranti che frequentavo spesso e un po’ di vita fuori dal campo. Ed anche alcune persone dei Knicks con le quali avevo ormai un legame speciale».Ha ricevuto una chiamata da Bargnani o Belinelli?
«Si, mi hanno chiamato entrambi. Mi hanno fatto il classico “in bocca al lupo” per questa nuova sfida».A settembre ci sono gli Europei in Lituania. Lei ci sarà?
«Sì, ci sarò. Ma credo ci saremo tutti e tre».E se ci sarà il lockout lei è pronto a fare qualche mese in Europa? Magari a Milano?
«Vediamo cosa succederà. Di certo mi allenerò, ma non penso che tornerò solo per soli 2 mesi. Anche perché non sarebbe rispettoso per nessuna squadra giocare per così poco e poi andare via. Non esiste. I progetti, per come la vedo io, se si iniziano si finiscono. Lasciarli a metà non mi piace proprio».Il suo progetto riparte da Denver, dunque?
«Certo, riparto da qui, dai Nuggets. A tutto motore».
NBA, Gallinari vince all’esordio con Denver
Esordio positivo per Danilo Gallinari con i Denver che vincono in casa 89-75 contro i Boston Celtics. Il cestista italiano parte subito nel quintetto titolare sostituendo Carmelo Anthony ceduto ai NY Knicks. Il ‘Gallo’ gioca 19 minuti e 34 secondi con 1/6 dal campo, 0/3 dai 3 punti, 4 rimbalzi, i 2 recuperi e 2 stoppate. Per Denver vanno in doppia cifra Kenyon Martin (18 punti e 10 rimbalzi), Arron Affalo (13 punti) e Nenè (12 punti e 10 rimbalzi). Tra i nuovi arrivati, nell’ambito del maxi-scambio con New York, a mettersi in luce è soprattutto Wilson Chandler, autore di 16 punti e 5 rimbalzi. Nei Cetics, sottotono e poco lucidi nel tiro, si salvano solo Paul Pierce (17 punti) e Kevin Garnett (14 punti e 10 rimbalzi).
NBA, Miami KO. Decide Deng
Importante serata per i Chicago Bulls che si rilanciano ai vertici della classifica della Eastern Conference grazie alla vittoria contro i Miami Heat per 93-89. A decidere il match la bomba di Loul Deng a soli 16 secondi dal termine. Chicago, che era andata all’intervalo con un passivo di nove punti (44-53), riesce a recuperare la partita nel terzo periodo grazie anche ai 26 punti di Derrick Rose e i 20 di Deng. Nei big three di Miami si salvano Dwyane Wade (34 punti e 8 rimbalzi) e LeBron James con 29 punti e 10 rimbalzi. Deludente Chris Bosh con soli 7 punti all’attivo e un pessimo 1/18 al tiro.
I grandi del basket: Earl ‘The Goat’ Manigault
I miei occhi hanno avuto la fortune di ammirare le evoluzioni di Michael Jordan, le magie di Magic Johnson, il gancio-cielo di Kareem Abdul-Jabbar, ma pagherei oro per tornare indietro nel tempo e veder giocare una volta, una sola volta Earl Manigault. Vi starete chiedendo con quale maglia giocava o quali trofei ha messo in bacheca.
Ebbene, Earl “The Goat” Manigault non è mai arrivato in NBA, non ha titoli da vantare, ma viene ricordato come uno dei giocatori più forti di tutti i tempi, capace di battere qualunque avversario, ma non se stesso, purtroppo.
Potete non credere alle mie parole, ma dovete fidarvi di quanto diceva di lui Kareem Abdul-Jabbar, che alla domanda su chi fosse il più forte giocatore da lui mai affrontato, rispose proprio con il nome di Earl Manigault, sebbene nella sua carriera si fosse trovato di fronte a miti del calibro di Wilt Chamberlain, Oscar Robertson e Magic Johnson.
Chi era dunque Earl Manigault? Le sue origini sono molto simili a quelle di tanti altri campioni: infanzia povera ed un unico grande sogno, il basket. Nativo della Carolina del Sud e trasferitosi a New York con la madre adottiva, il giovane Earl cominciò a mostrare la sua classe sopraffina sui playground di Harlem, nonostante i 183 centimetri di altezza gli consigliassero di dedicarsi ad altro.
NBA, Bargnani trascina Toronto
Mago Bargnani ha regalato una magia a Toronto nella sfida di ieri contro i Chicago Bulls finita 118-113. Adesso i Raptors possono tornare a sorridere in una stagione complicata e ,fino ad ora , deludente. Andrea Bargnani porta alla vittoria i Raptors con 24 punti, 8 rimbalzi e 4 assist. Si prende anche 11 tiri liberi, di cui 10 realizzati. Così i Raptors possono migliorare una classifica che recita 16-42. Per Toronto vanno in doppia cifra anche DeMar DeRozan (24 punti), Amir Johnson (17 punti) e Leandro Barbosa (13 punti). Ottima anche la prestazione di James Johnson, ultimo acquisto di mercato per i canadesi, che nell’ultima frazione realizza 9 punti,5 rimbalzi e 3 stoppate.
Nba, per Anthony esordio col botto
Carmelo Anthony, è già il re della grande mela. Dimenticato Gallinari, il nuovo acquisto dei Knicks al debutto con la casacca arancio-blu, si presenta con 27 punti e 10 rimbalzi nel successo per 114-108 contro i Milwaukee Bucks. Anthony, che indossa la maglia numero 7, segna 6 punti cruciali nel finale, suggellando la vittoria con 2 tiri liberi. Lascia il segno anche l’altro big appena sbarcato a New York: Chauncey Billups non brilla per precisione (4/12 al tiro e 1/6 dall’arco) ma prende per mano la squadra con 21 punti e 8 assist. Toney Douglas aggiunge 23 punti dalla panchina e pazienza se, per una volta, Amar’e Stoudamire non è devastante (19 punti e 6 falli). New York, con un record di 29-26, comincia a pensare ad un ruolo di primo piano ai playoff.
Nba, tutti i risultati
Questi i risultati delle partite della regular season Nba:
Cleveland Cavaliers-Houston Rockets 119-124; Indiana Pacers-Detroit Pistons 102-101; Orlando Magic-Sacramento Kings 105-111; Philadelphia 76ers-Washington Wizards 117-94; San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 109-105; Toronto Raptors-Chicago Bulls 118-113; New York Knicks-Milwaukee Bucks 114-108; Minnesota Timberwolves-Memphis Grizzlies 95-104; Dallas Mavericks-Utah Jazz 118-99; Phoenix Suns-Atlanta Hawks 105-97; New Orleans Hornets-Los Angeles Clippers 98-87; Portland Trail Blazers-Los Angeles Lakers 101-106 (overtime).
NBA, Raptors KO. Si salva solo Bargnani
Questa non è la stagione dei Raptors. Toronto, che quest’anno sta battendo ogni record negativo, esce sconfitto anche ieri sera nella sfida contro gli Charlotte Bobcats, partita persa 114-101. L’unico a salvarsi per i Raptors è stato il cestista italiano Andrea Bargnani, che è restato sul campo per 32 minuti e 29 secondi, autore di 18 punti con 7/15 al tiro (0/3 da 3 punti) e 8 rimbalzi. I migliori realizzatori per Toronto, oltre ad Andrea Bargnani, sono stati Sonny Weems, che mette la firma sulla partita con 19 punti e DeMar DeRozan che ne ha realizzati 14. Peri i Bobcats ottime prestazioni di DJ Augustin, 23 punti e Gerald Wallace con 20.
NBA, Lakers tornano alla vittoria
Dopo la sosta per l’All Star Weekend torna lo spettacolo della regular season di NBA. I Los Angeles Lakers, dopo le ultime sconfitte, tornano alla vittoria contro gli Atlanta Hawks con un risultato che non ammette discussioni, 104-80. Star della serata, come spesso avviene per i Lakers, è stato il fenomenale Kobe Bryant, autore di 20 punti. Tante le vittorie in trasferta in questo ultimo turno di NBA. Boston riesce a vincere, fuori casa, contro i Golden State Warriors. Vittorie esterne anche per Indiana e Houston.
Risultati di ieri: Charlotte – Toronto 114 – 101 Washington – Indiana 96 – 113 Detroit – Houston 100 – 108 Miami – Sacramento 117 – 97 Milwaukee – Minnesota 94 – 88 Oklahoma City – LA Clippers 111 – 88 Denver – Memphis 120 – 107 Golden State – Boston 93 – 115 LA Lakers – Atlanta 104 – 80.
Nba, Gallinari conferma: futuro incerto
Treni affollati come non mai sul binario Denver-New York, con scambi ed intrecci difficili da tenere a mente anche per il tifoso più accanito dell’una o dell’altra compagine.
Mike D’Antoni, coach ei New York Knicks, voleva fortissimamente Carmelo Anthony dei Denver Nugget, e per averlo ha accettato di lasciar partire mezza squadra primo fra tutti Danilo Gallinari, che da tre stagioni calcava il parquet della Grande Mela.
Insieme all’ala italiana hanno preso il volo per Denver Wilson Chandler, Raymond Felton e Timofey Mozgov, oltre ad una prima scelta del draft 2014 ed a due sconde scelte del 2012 e del 2013, il tutto confezionato con un fiocco aggiuntivo di 3 milioni di dollari. Con Carmelo Anthony arrivano invece a New York Chauncey Billups, Shelden Williams, Anthony Carter e Renaldo Balkman.
Nba, Gallinari a Denver solo di passaggio?
Danilo Gallinari lascia i New York Knicks e passa ai Denver Nuggets. Ma in Colorado potrebbe fermarsi solo per una sosta. L’ala italiana è stata ceduta dai Knicks nella maxi-trattativa che ha portato Carmelo Anthony nella Grande Mela. Secondo il network Espn, però, i Nuggets non sarebbero la destinazione italiana del ‘Gallo’. Denver potrebbe inserire l’azzurro in nuove operazioni. Gallinari potrebbe finire ai Los Angeles Clippers, ai Cleveland Cavaliers o ai Toronto Raptors, dove troverebbe il suo compagno di Nazionale Andrea Bargnani
NBA, Gallinari ceduto a Denver
New York ha tesserato Carmelo Anthony cedendo quattro cestisti ai Denver Nuggets. Tra i giocatori girati a Denver figura anche il cestista italiano Danilo Gallinari. Così Gallinari è costretto a lasciare la grande mela dopo 157 partite con i Knicks, match giocati quasi tutte da titolare (124). Il cestista di Sant’Angelo Lodigiano era approdato in NBA nella stagione 2008/2009 passando ai Nicks dall’Armani Jeans Milano. Con Milano Gallinari era riuscito a farsi notare soprattutto in Eurolega quando, appena diciannovenne, in trasferta contro il Maccabi a Tel Aviv realizzò 27 punti. Con New York il cestista italiano ha stabilito un career high di 31 punti. Nella stagione in corso può vantare 15,9 punti e 4,8 rimbalzi di media a partita.