Play off Nba 2012 Boston non si arrende, Garnett ferma il tempo

di Charlie 0

I Celtics fermano la corsa di Miami e vanno 1-2 grazie al suo trio e al dominio ai rimbalzi. Stanotte  Oklahoma-San Antonio, si riparte da 1-2 con Sky Tv che offre in diretta tutta la serie delle due semifinali. Niente 3-0 per San Antonio, niente 3-0 anche per Miami. Come Oklahoma anche Boston riapre i giochi sperando di entrare come gli azzurri  di Durant  nella galleria delle rimonte da 0-2.

Nella storia della NBA  ad oggi ci sono riuscite 14 squadre fra le quali Boston 43 anni fa, impresa stavolta ardua  perché Miami dopo essere uscita prepotentemente dalla camminata sui carboni ardenti con Indiana, sotto 1-2 e perso il favore del campo, ha vinto 5 gare consecutive, è motivatissima e si è ingigantita la figura di LeBron, indiscusso MVP della stagione.

E nella fase più critica ha dato una risposta di solidità di squadra col contributo decisivo di Almario Chalmers, preziosa spalla di Dwayne Wade e di due cambi strategici, Udonis Haslem che ha firmato le due azioni vincenti nell’overtime di gara2, e lo specialista da 3  Mike Miller.

E’ vero però anche che i Celtics continuano a essere la reincarnazione del leggendario “Celtics Pryde” e che il suo  orgoglio vincente, il vero “sesto uomo” che si materializza quando gioca nel suo  Boston Garden, il campo con le mattonelle incrociate,  ha sostenuto la formazione di Doc Rivers  in questa stagione spinosa. Anche Boston ha saltellato infatti sulle braci ardenti. E’ la squadra fra le quattro che ha giocato  più partite nei playoff (169, quella col quintetto più… vintage (fra Garnett, Allen e Pierce fanno 107 anni)  e la panchina più “sfigata” orfana  per un’operazione alla spalla del preziosissimo Avery Bradley, la maggior novità della sua stagione ammirevole. Gran difensore, spalla di Rajon Rondo “Eibì” si è dimostrato l’ alternativa di lusso per l’antico cecchino Ray Allen che gioca con una caviglia dolorante, e venerdì notte ha fatto pochi tiri ma giusti e lavorato anche in difesa e ai rimbalzi.

Boston aveva iniziato la stagione nel peggiore dei modi, 8 sconfitte nelle prime 12, si è ripresa, alla vigilia dell’All Star Game ha avuto un’altra flessione , poi ecco lo scatto d’orgoglio e con l’esplosione del giovane Bradley, e  la forza del suo eccezionale trio, l’assist-machine Rondo, il capitano-guerriero Paul Pierce e l’immenso Kevin Garnett è passato di vittoria in vittoria riuscendo a soffiare a Filadelfia il 1° posto dell’Atlantic Division.

L’enorme spesa fisica, era scontata, è stata pagata per ora senza danni irreparabili,  in questo playoff,  vedi la sconfitta iniziale con Atlanta, quella sul proprio campo in gara2 con Filadelfia che stava vincendo anche gara1. Ha riconquistato il vantaggio del campo battendo  i  ragazzi terribili dei Sixers  nella terza partita, un match straordinario per intensità.

Per finire, era dura ripartire dallo 0-2 e la delusione della sconfitta nell’overtime nell’eccezionale serata di Rajon Rondo (44 punti, 10 assist, 8 rimbalzi) con Miami, la prima favorita per il titolo per il pronostico a dicembre. Ma si sa, i sopravvissuti hanno sette vite e Boston anche stavolta  si è rimessa in piedi  e superato brillantemente questa nuova sfida riuscendo a fermare una squadra in forma, con una miglior panchina e il miglior giocatore della Lega, quel LeBron che oggi è anche una figura carismatica e lontana dai tempi delle polemiche che hanno accompagnato due anni fa il suo arrivo a Miami per riportare gli Heat al titolo.

Fra due formazioni che hanno confermato di non avere fra le proprie virtù il tiro da 3 punti, con entrambe 5 su 17, poco sotto il 30% , di pari contributo  nel trio di spicco (68 punti peri verdi con 24 di Garnett, 23 di Pierce e 21 di Rondo contro i 66 dei bianchi con 34 di super-LeBron, 18 di Wade e 14 di Chalmers), alla fine ha fatto pendere la bilancia  la maggior determinazione della difesa e i  rimbalzi (44 a 32), specie quelli offensivi grazie al sempre più sorprendente Kevin Garnett che viaggia in questi playoff  a 20 punti e 10 rimbalzi di media, come 10-15 anni fa. Prontamente  ritrovato (a parte il tiro pesante, una delle sue migliori armi quando è in serata) Pierce dopo la brutta ultima gara e, naturalmente all’altezza della sua fama, Rondo, 10 assist sui 16 totali della sua squadra, 21 punti con buone percentuali di tiro, solo 2 palle perse.

Miami costretta, in attesa di recuperare Bosh, a puntare sul “mezzo centro” Romy Turiaf, il moro francese, tipico giocatore da blocchi e difesa ma senza un’azione  degna del ruolo in attacco. Stavolta s’è atteso invano il guizzo vincente del jolly Haslem, la squadra non ha difeso come in occasione delle ultime 5 gare vinte, si è aggrappata a “San LeBron” il quale – incredibile –  in una serata  degna della sua forza (43 minuti, 16/26 al tiro, 34 punti, 8 rimbalzi, 5 assist, 2 recuperi e 2 stoppate,per  crudeltà del destino è riuscito a sbagliare 4 liberi su 5, cosa che probabilmente non gli era mai capitata, oltre all’1/4 da 3.

Oltre al problema dei rimbalzi, alla fine Miami ha pagato pedaggio anche  per l’inaspettato e mediocre 50% dalla lunetta, mentre il  trio di lusso di Boston  è stato al top, con Kevin Garnett straordinario e MVP della gara, miglior rimbalzista  (11) e tiratore della gara (10/16) in assoluto, riemerso subito dalla crisetta di Miami e capace di approfittare dell’assenza di Chris Bosh, un problema  che altre volte  Miami ha risolto con Haslem. Infine la panchina dei erdi, sugli 8-9 punti di media, ha dato qualcosina di più con Daniels e Dooling (7 canestri su 10) nonostante il franco-caraibico Pietrus, un  po’ usurato e pronto per tornare in Europa,  continui a deludere e  Rivers si sia dimenticato lo slavo Pavlovic.

Boston è partita lenta, Miami si è sfogata nei primi minuti, poi la formazione di casa con un 15-0 fra la fine del primo quarto e l’inizio del secondo ha segnato 15-0 e da -6 è passata a +9, Miami ha subito la maggior grinta e si è trovata a -24 ma ha finito in recupero, 10 punti soli, parziale di 12-26 a suo favore quando ormai il risultato era scontato e i rivali hanno pensato a risparmiare energie per la prossima gara. Il match si può rivedere oggi, sabato,  su Sky Tv alle 12 e 21.30 su 2HD.

Stanotte (diretta Sky ore 3) dopo il +20, il maggior scarto fra le due formazioni, Oklahoma va per il 2-2 con San Antonio e Scott Brooks chiede a Sefolosha di ripetersi nella marcatura su Tony Parker, e una difesa “arrabbiata” che ha permesso solo 82 punti ai texani chiudendo la serie-record di 20 sconfitte. Domani gara4 a di Boston-Miami, tornerà Chris Bosh assente dal match inaugurale con Indiana per uno stiramento degli addominali?

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