Nba Boston-Miami 79-98 LeBron spaziale, Miami conquista la bella

di Charlie 0

 Per 3 tempi il 3 volte MVP ha segnato da solo più di tutti i compagni,e con 45 punti e 15 rimbalzi ha annullato il match ball a Boston e la sfida per la vittoria nella Eastern Conference si decide sabato notte a Miami. Il Boston Garden  stavolta non è stata il solito incubo per LeBron. Gli era capitato di perdere ai tempi di Cleveland, e con la nuova maglietta degli Heat due anni fa nel primo turno dei playoff, non erano nemmeno bastate alcune grandissime partite. Aveva perso segnando 42 punti, stessa storia con 27 punti, 19 rimbalzi e 10 assist, anche 45 non erano stati sufficienti come invece  stavolta, in una partita fra le più belle  della sua carriera sul campo-tabù dove aveva perso in precedenza 7 volte su 8 e Miami, da parte sua, 15 partite su 16 della stagione regolare.

Nell’anno in cui ha vinto per la terza volta il titolo di MVP e quello di Miglior Difensore, sta segnando 6 punti di media più della scorsa stagione ed è il miglior tiratore dei playoff (davanti a Kobe e Durant), LeBron non vuole finire nel cerchio dei delusi e dopo 9 stagioni conquistare il suo primo titolo. E questa strada per la definitiva incoronazione ha capito che non gli basta essere grandissimo, deve essere di un altro pianeta,come quello visto giovedì notte, 30 punti a metà gara, 41 nel 3° tempo, poi ha pensato a ricostruire  psicologicamente Wade che con 2 su 11 era sull’orlo di una nuova crisi come  dopo le due brutte sconfitte con Indiana, ha servito assist e fanno bottino a rimbalzo, poteva segnare 50-60 punti, a 45 il suo coach l’ha chiamato in panchina e questo attesissimo  quarto tempo è scaduto a un’amichevole fra le riserve delle due squadre pensando alla bella di sabato.

Un dato impressionante, che non può essere scordato e rimarrà scolpito negli annali della NBA : per 3 tempi su 4, fin quando Miami ha avuto bisogno dei suoi punti per essere sicura della vittoria, l’immarcabile Le Bron che ha macinato, anche se raddoppiato,  canestri da ogni posizione, da sinistra a destra, in entrata in palleggio,  stavolta anche dai 3 punti, ha segnato più dei punti della sua squadra. Ben 41 punti contro 33, quanto tutti i giocatori di Boston nei primi due tempi.

L’incredibile Boston ha pagato la grandezza di LeBron e anche  la gara n.19, e non ha avuto altri regali da Erik Spoelstra, vedi la con fusione creata con i cambi di difesa e l’aver dimenticato Chris Bosh nel 4° tempo dell’ultima partita. La vena di LeBron  in versione tri-quadrimensionale ha creato nervosismo fra i verdi che non hanno saputo imporre la loro difesa, e sono stati travolti dall’agonismo, vedi i tiri forzati di Paul Pierce e l’1 su 14 da 4 punti perché oltre lo zero su 6 del capitano, ci sono stati anche 3 tiri a vuoto di Pietrus e l’unico canestro di Ray Allen su 3 tentativi. L’incredibile Garnett non è riuscito stavolta a superarsi, è stato solo un semplice “Mister Garnett”, la squadra di Rivers ha sofferto sotto canestro pagando ai rimbalzi (dove LeBron ha avuto grande collaborazione da parte di Haslem) mentre fino alla svolta la panchina aveva dato in tutto 2 punti, e  solo Rondo è stato all’altezza della sua fama.

La sfida fra le due squadre protagoniste delle grandi resurrezioni di questa stagione, perché Miami si è trovata sotto 1-2 con Indiana dopo aver segnato solo 75 punti nelle 2 partite perse e Boston ha avuto alti e bassi con Filadelfia e perso la prima con Atlanta, si conclude sabato nell’Arena di Miami. Rientrato Bosh nei meccanismi della squadra, dopo aver annullato il match ball il pronostico dice Miami. Se non fosse che: 1) Boston ha vinto quest’anno per ben 2 volte  a Miami, il 10 aprile, 115-107 e gara5 94-90, 2) Miami ha giocato e perso la peggior gara dell’anno, 66 punti (78) . Poi c’è la storia del tabù, ma questa è solo una storia a meno che coach Spoelstra non decida di metterci  lo zampino. Intanto tutto depone a favore di Oklahoma, oltre al vantaggio del campo c’è anche quello del’età e della minore spesa fisica.

LeBron non aveva paura di nessuno, questa sua sicurezza è stata contagiosa, ma questo vale per la squadra. Il suo approccio nelle 48 ore precedenti la partita è stata eccezionale, quando tutti ci vedevano già battuti”,

questo il commento di Spoelstra sulla gara di Lebron che ha chiuso con 19 su 26, 4 punti sotto il suo record nei playoff che avrebbe tranquillamente potuto superare, ma si è visto in questi playoff che i record, a volte sono pericolosissimi boomerang, andate a chiederlo a San Antonio.

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