I grandi allenatori: Dan Peterson

di Gioia Bò 0

 Se ci fosse un premio per la simpatia, finirebbe nella sua bacheca. Se ci fosse un premio per la mimica, spetterebbe di diritto a lui. Non sappiamo se e quanti premi vincerà Dan Peterson nella stagione in corso ed in quelle a venire, ma di certo resta uno dei tecnici più preparati e competenti del panorama del basket internazionale, l’unico originale che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

Chi ha pochi anni sul documento di identità lo vede ora, con le sue settantacinque primavere suonate, agitarsi in panchina ed impartire lezioni di basket alla sua Armani Jeans Milano, ma forse ignora che quel nanetto tutto pepe si fece conoscere alle nostre latitudini come coach della Virtus Bologna nel lontano 1973.

Uno scudetto ed una Coppa Italia alla guida della squadra bolognese, prima che il destino lo portasse sulla via di Milano, dove si consacrò come uno dei migliori tecnici degli anni ottanta. Sulla panca dell’Olimpia Peterson riuscì a conquistare praticamente tutto in pochi anni, mettendo in bacheca 4 scudetti, 2 coppe nazionali, una Coppa Korac ed una Coppa dei Campioni, prima di ritirarsi e di darsi alla carriera di commentatore sportivo.

Il resto è storia recente. Il ritorno a settantacinque anni suonati sulla panchina della sua Milano. Sembrava che il tempo si fosse fermato a quel 25 maggio 1987, quando l’Olimpia conquistava il suo ennesimo scudetto e recitava l’addio al grande coach. E invece rieccolo, più vulcanico che mai e pronto a nuove avventure, in mezzo a quei giganti da far muovere su schemi semplici, sebbene il basket sia cambiato rispetto ad un quarto di secolo fa.

Ma la regola dell’applicazione, dello spirito di sacrificio, del lavorare tutti insieme per l’obiettivo comune, quella non è cambiata affatto e Dan Peterson cerca di applicarla alla perfezione per raggiungere il risultato senza tralasciare il divertimento.

Il Nano ghiacciato ha ancora tanto da dare al basket ed è una fortuna che sia tornato nel ruolo che gli compete, per quanto potesse essere affascinante e divertente ascoltarne lo slang sgangherato da commentatore.

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