Nba 2012 Chris Bosh ritrovato, Miami in finale

di Charlie 0

 Nella bella Boston con una tripla-doppia di Rajon Rondo guida per due tempi e mezzo fino a quando il trio degli Heat si scatena: 28-15 l’ultimo quarto. Da martedì Oklahoma-Miami anche su Sky. Ben 20 partite di playoff in 40 giorni sono un tributo e una spada di Damocle crudele sul collo.  Boston crolla in piedi  quando  Rondo che non a caso si chiama Rajon, Raggio Luminoso, il suo superbo direttore d’orchestra (tripla d’autore, con 14 assist sui 19 della squadra), perde lucidità, Garnett non ritrova il punch per dominare l’area. In questa stagione Miami  è stata eccezionale e sconcertante, dopo aver recuperato in semifinale da 1-2 a Indiana è andata nuovamente sotto con Boston, ha vinto gara 6 con Lebron disceso dallo spazio e nella gara decisiva  il successo porta la firma di Chris Bosh.

Il campione ritrovato con le sue triple è riuscito a scuotere la squadra, poi a chiudere il discorso ci hanno pensato LeBron e Wade. Ricostruito il trio, dopo l’assenza di 9 turni di Chris Bosh per lo stiramento degli addominali in gara1 con Indiana, Miami  è tornata competitiva, con le sue certezze. La differenza, in fondo, sono però quei  19 punti di Bosh come cambio, perché la panchina avversaria non c’era e se c’era dormiva.  Già  priva di Avery Bradley, la spalla di Rondo per il quintetto dei 3 piccoli, il franco-caraibico Pietrus è riuscito a non segnare un solo canestro in 23 minuti, e l’unico canestro della panchina degli sconfitta l’ha segnato Hollins. Non puoi sperare con soli 2 punti  fra ben 8 giocatori di riserva di battere uno squadrone come Miami, che adesso martedì gioca la prima delle due partite a Oklahoma City prima della serie delle 3 gare casalinghe nella sua Arena.

Boston ha avuto qualcosa in meno da Garnett, ma per metà gara il sorprendente B-Bass è stato all’altezza di LeBron, mentre il 36enne Allen, senza un cambio,   ha dato pericolosità all’attacco e Rondo  offerto un superbo saggio dei suoi nella gara più difficile  finalizzato a far comprendere che il grande basket i fondo è come la grande musica, è virtuosismo e armonia.

Alla fine, nel quadro festoso di  un dopo-partita che ha sciolto ogni tensione e permesso di apprezzare quanto la NBA possa insegnare come sportività,  Wade e Rondo si sono riconciliati dopo una scaramuccia finita con un fallo tecnico per parte, ma  l’immagine che più ha catturato l’attenzione del telespettatore è stato l’interminabile abbraccio fra LeBron e Rivers. Non il suo allenatore dal sorriso giusto per fare pubblicità al dentifricio, ma quello rivale. E mettendo la sua mano sulla bocca, temendo il fuori onda, LeBron gli ha soffiato all’orecchio alcune cose che hanno scosso visibilmente il coach dei Boston. Probabilmente  gli ha riconosciuto il merito di una difesa a zona che ha tenuto in bilico il risultato per tre quarti di gara, fino a quando il Prometeo di Miami ha deciso di andare da solo per regalare il sacro fuoco ai suoi compagni

All’inizio del quarto Boston che ha sempre guidato dall’inizio, anche con 12 punti di vantaggio,  ha tentato di ripartire con Rondo, Garnett, Pierce e Ray Allen il quale  ha segnato il canestro da 3 dell’ultimo vantaggio, 81-82  dopo 2 minuti.  L’ultimo respiro. In questo frangente è stato preziosissimo il canestro da 3 di Bosh dall’angolo destro per evitare il pericolo di un  altro scollamento, visto che LeBron stazionava in lunetta , giocando praticamente post alto per portare blocchi ai compagni. Quando LeBron ha capito che la squadra aveva bisogno  dei suoi punti, il Prometeo di Akron ha raccolto le forze, e cominciato a giocare uno contro uno sfidando con gli occhi il suo rivale per 43-5 secondi, Bass, quasi volesse stregarlo. Tre entrate di prepotenza del giocatore che incarna la perfetta fusione fra il campione  di basket e football hanno aperto la difesa di Boston, poi Wade, segnando anche di rinculo, in ricaduta,  e Bosh e lo stesso  LeBron hanno dato smalto al successo.

Boston ha tentato disperatamente di non farsi staccare prima con Bass (88-84) e poi con un recupero di Rondo e contropiede (91-86), ma i suoi 5 minuti finali sono stato un calvario, Miami ha affondato la lama e i rivali hanno segnato solo 2 punti. Di più non potevano fare, il punto critico della loro stagione è stato il match ball sprecato in gara 6 nel suo Boston Garden, soprattutto per l’orrendo 1 su 14 nel tiro da 3 e lo schianto per fatica, 19 punti di scarto.

Nella sua miglior stagione fra le 9 da star della NBA il 3 volte MVP (oltre che miglior difensore e cannoniere dei playoff) LeBron è riuscito a  spezzare il tabù dei Celtics, voleva fortissimamenter non finire soprattutto un’altra volta nel cerchio dei delusi per poter conquistare  il suo primo titolo e coronare una grande carriera. E’ stato in questi playoff  il match winner e il taumaturgo, quando dopo i due ko con Indiana ha provveduto a guarire anche Dwayne Wade ed è cominciata la resurrezione in gara4 a Indiana. Con Boston sembrava tutto facile, ma dal 2-0 Boston ha recuperato, sul 2-3 in trasferta la partita capolavoro di LeBron che non andava sprecata nella bella, come è successo. “Non dimenticherò mai questa partita, adesso però vediamo cosa succede”, con queste parole  The Chosen ha lasciato il campo senza parlare della sfida con Oklahoma,  ma Miami ha capito ormai che ritrovato il suo famoso trio il primo titolo dipende solo dalla propria convinzione.

Una stagione feroce, dopo l’assurdo lock-out, ha tagliato le gambe a Dallas, e in fondo si giocano il primato i due giocatori più forti, LeBron versus Durant come interesse vale un mondiale del massimi.

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