Basket Club Ferrara, Farabello va in Argentina

Daniel Farabello, dopo quattro stagioni giocate a Ferrara, ha deciso di tornare in Argentina e il prossimo anno vestirà la casacca de La Union di Formosa. Queste le parole del cestista argentino:

“Nelle ultime notti proprio non ho dormito. Ho dovuto prendere una decisione davvero difficile: da una parte il cuore, dall’altra una proposta irrinunciabile per la mia carriera. Ora desidero soltanto ringraziare Ferrara e i ferraresi per l’affetto con il quale hanno sommerso me e la mia famiglia. Ci hanno sempre fatto sentire a casa, e questa rimarrà per sempre la nostra casa».

Armani Jeans Milano, Scariolo è il nuovo allenatore

Sergio Scariolo, CT della Spagna, sarà il nuovo allenatore dell’Armani Jeans Milano. Il coach spagnolo, d’accordo con la federazione del suo paese, resterà commissario anche della selezione iberica. Scariolo sarà presentato alla stampa con una conferenza stampa che si terrà il 9 giugno alle ore 16.00.

Fabi Shoes Montegranaro, Meneghin: “Non posso che essere contento delle scelte societarie”

Dino Meneghin, presidente della Fip, ha elogiato la Fabi Shoes Montegranaro che ieri aveva annunciato che la prossima stagione la giocherà ad Ancona, al Palarossini:

«La Sutor Montegranaro esce dal guscio e si mette a disposizione delle Marche. Ho sempre ammirato le strategie imprenditoriali della società, come presidente della Fip non posso che esserne contento. Identità precisa, attaccamento sinergico al proprio territorio, progetti in base ai budget disponibili e una ferrea volontà di valorizzare i giocatori italiani» sono per Meneghin i valori forti della Sutor: «non a caso negli ultimi anni uno o più giocatori sono sempre stati convocati in Nazionale».

Armani Jeans Milano, Peterson: “Grazie a tutti. Una chiamata che mi ha aperto il cuore”

Dan Peterson lascia Milano dopo un anno vissuto tra gioie e sofferenze. L’ex coach dell’Armani ha comunque vuoluto ringraziare, con una nota ufficiale, la società e i tifosi:

«Avrei voluto tanto portare l’Olimpia il più avanti possibile – si legge nella home page del sito dell’Olimpia – non ci sono riuscito e mi dispiace immensamente. Questo è il momento dei ringraziamenti, dunque vorrei davvero ringraziare la società che mi ha dato l’opportunità di tornare ad allenare, scelta che rifarei assolutamente. Una chiamata che mi ha aperto il cuore»

Golden State Warriors, Jackson nuovo allenatore

Mark Jackson, all’esordio nella nuova veste dopo un passato da cestista professionista e da commentatore televisivo per l’Abc e Espn, sarà il nuovo allenatore dei Golden State Warriors sostituendo Keith Smart.

Bennet Cantù, Corrado: “Felice e orgoglioso per questo traguardo”

Alessandro Corrado, presidente della Bennet Cantù, ha così parlato attraverso il sito ufficiale della società lombarda:

“Non riesco ad esprimere la mia felicità e il mio orgoglio per questo traguardo. Abbiamo compiuto un’impresa storica a 30 anni dall’ultima finale. Ero un ragazzino nel 1980/81, ma mi ricordo benissimo quella serie contro la Virtus Bologna e pensare che stiamo per affrontare un’altra finale scudetto mi emoziona in una maniera incredibile”.

Armani Jeans Milano, Peterson: “Ho vissuto i cinque mesi più belli della mia vita”

Queste le parole di Dan Peterson, coach dell’Armani Jeans Milano, dopo la sconfitta in semifinale contro la Bennet Cantù:

“Ho vissuto i cinque mesi più belli della mia vita. La mattina mi alzavo e davanti allo specchio facendomi la barba mi dicevo “caro mio, sei di nuovo l’allenatore dell’Olimpia Armani Jeans Milano”. Ed ogni giorno ringraziavo tutti, Giorgio Armani e Livio Proli. Come il mio staff ed i giocatori. Un gruppo con una dedizione pazzesca per il lavoro. Ieri alla fine ho stretto la mano a ciascuno di loro, perché sono stati loro a riaccendere la passione dentro di me”

Bennet Cantù, mercoledì parte la prelazione

Inizierà mercoledì 8 giugno la vendita dei biglietti per gli abbonati della Bennet Cantù per le partite che si giocheranno in casa in data mercoledì 15 giugno e venerdì 17 giugno 2011, sempre alle ore 20.30. Da venerdì, dopo due giorni riservati agli abbonati, saranno disponibili i tagliandi per tutti i tifosi di Cantù.

Serie A1, i provvedimenti disciplinari

Qusti i Provvedimenti disciplinari del Campionato Serie A – Semifinali, gara 3 del 3-6-2011
BENETTON TREVISO. Ammenda di Euro 3.000,00 per offese collettive frequenti del pubblico agli arbitri , per lancio di oggetti non contundenti (palle di carta e rotoli di carta) isolato e sporadico colpendo, per lancio di oggetti contundenti (accendini e bottiglie d’acqua vuote e piene) collettivo frequente senza colpire.

Fabi Shoes Montegranaro, prossimo anno giocherà ad Ancona

Il prossimo anno la Fabi Shoes Montegranaro giocherà al Palarossini di Ancona. La decisione è confermata dalla società stessa che, con una nota, ha fatto sapere di aver raggiunto l’accordo con il Consorzio Ancona per lo Sport, gestore dell’impianto.  Nel documento la Montegranaro ha voluto ringraziare il presidente della Provincia di Fermo Fabrizio Cesetti «per aver fatto fino in fondo il proprio dovere istituzionale” e, inoltre, ha voluto garantire “che l’impegno sportivo e sociale non verrà meno».

Playoff NBA, le interviste

“Quel pallone è rimasto in aria un’eternità. Praticamente, il tempo che è passato tra gara 2 e gara 3”. Erik Spoelstra, coach di Miami, può tornare a respirare dopo aver temuto sul tiro di Dirk Nowitzki che poteva valere il pareggio per Dallas. Wade, migliore in campo, al termine della gara dichiara: “È stata una vittoria totale. Volevamo vincere la partita in difesa e alla fine ci siamo riusciti“. Ma adesso siamo pronti a scommettere che giovedì in gara 4 sarà tutta un’altra storia.

Playoff NBA, Dirk Nowitzki non basta

Dirk Nowitzki, miglior realizzatore della partita con 34 punti, non è bastato a Dallas per vincere gara 3 contro Miami. Il cestista tedesco (11 su 21 al tiro ed 11 rimbalzi) nulla ha potuto i big three degli Heat. Nowitzki ha anche steccato il tiro decisivo per pareggiare la partita sotto la marcatura di Udonis Haslem.

Playoff NBA, Miami vince a Dallas

I Miami di LeBron James hanno vinto (88-86) in trasferta contro i Mavericks la gara 3 della finale dei Playoff NBA portandosi sul 2-1 nella serie. Gli Heat sono stati trascinati da Dwyane Wade autore di 29 punti e 11 rimbalzi.

Adidas e Josh Smith portano l’Nba a Milano: l’incontro – GALLERY

Occhi da ragazzo su un corpo da gigante. “Prima della gara? – racconta con un sorriso accennato – Nessuna scaramanzia ma almeno un’ora di sonno devo farla”. Lo sguardo non smentisce la carta d’identità – 25 anni – sebbene le manone di Josh Smith stringano decine di altre mani con la tempra di un’esperienza di vita già importante. Non si comporta da stella del firmamento nonostante i riflettori, le telecamere e i flash delle macchine fotografiche siano lì solo per lui. Milano lo accoglie in piazza Cannone sotto una pioggia costante ma fioca.

Non appena l’ala degli Atlanta Hawks calca l’area dirimpetto al castello Sforzesco, tuttavia, il maltempo concede una tregua. Un timido sole si affaccia e irradia calore. Tra centinaia di appassionati di pallacanestro che si alternano sui campetti predisposti da Adidas in occasione dell’NBA 5 United tour 2011, l’americanone arriva in silenzio. Per non disturbare i due quintetti in gara ed evitare di calamitare su di sé l’attenzione di una platea che, in ogni caso, attende solo di sentire lo speaker che ne annunci la presenza.

Pare timido, sicuro di sé ma pacato nei modi e nei gesti. Dà l’impressione che poche star sanno trasmettere: quella  di avere una vita semplice e normale. E di pensare a come difenderla nel migliore dei modi.

“I social network? Non li uso perché non fa parte del mio carattere rendere pubblico il mio privato. Mi piace conservarlo e preferisco di gran lunga il contatto diretto con le persone e i fans”.

Tenergli gli occhi puntati negli occhi costa la fatica di un torcicollo: i 207 cm di altezza gli consentono di svettare. Non fosse un giovane fenomeno dell’Nba, basterebbero anche solo i centimetri di cui l’ha dotato madre natura per garantirgli una fetta di notorietà.

Invece, Smith ha iniziato a inanellare canestri e stoppate sui parquet dei più importanti stadi a stelle e strisce. Ha cominciato a tenere a bada quei satanassi di LeBrone James e Kobe Briant nel corso della regular season. Ha provato a mettere un freno all’indemoniato Derrick Rose di Chicago, al quale gli Hawks si sono arresi dopo una serie combattuta. Ha tentato di far compiere ad Atlanta, dove gioca dal 2004, il salto di qualità che si attende da tempo mettendo in fila prestazioni da applausi. I play off, in ogni caso, non sono andati come sperava: